World War I ( Part One )

World War I ( Part One )

Shadyy

L'inizio del epilogo, su un filo tra vita e morte

Il Contesto Storico

Le guerre scoppiano ma, nessuno le vuole quindi come scoppiano le guerre?

Le grandi guerre, le guerre mondiali scoppiano in situazioni molto più particolari rispetto alle piccole guerre.
Nel
1914, in Europa, siamo al culmine di un periodo di prosperità (La bella Époque) sociale, l'intera società cambia radicalmente e possiamo vederlo in tantissimi aspetti di quella società, dalla rivoluzione dell'intrattenimento, pensiamo solo al cinema ed alla fotografia, due industrie gigantesche nate in quel periodo.
La figura della donna cambia notevolmente in alcune nazioni e possiamo vedere i primi scontri per i diritti,
l'economia cresce in modo esponenziale, vengono creati simboli imponenti per rappresentare il periodo stesso tra cui la Torre Eiffel, il Titanic strutture gigantesche, che sono la rappresentazione di una parte stessa della società.

Essa cambia in modo così drastico grazie alle scoperte tecnologiche come;
l'elettricità pubblica, la macchina, la radio e la scoperta del gruppi sanguigni.

Nella letteratura anche i movimenti del positivismo viene fortemente influenzato dallo sviluppo scientifico.
Ma è proprio in un momento storico ottimistico, di sviluppo, di splendore che nasce una delle più grandi crisi della storia, l'attentato di Sarajevo! (28 giugno 1914)

Le dinamiche dell'attentato.

Siamo nell'impero Austro-Ungarico, nella regione della Bosnia a Sarajevo, abitata da Serbi e Bosniaci ed i primi, i Serbi odiavano vivere lì, aspiravano al voler essere cittadini della lì vicina Serbia.

Nulla che porti alla guerra per ora, ma se con la forza prendi molte etnie che tra loro servano rancore, e le riunisci prima o poi qualcosa succederà no?

28 giugno, l'arciduca Francesco Ferdinando va a visitare con una decappottabile la città di Sarajevo

Ed è proprio come si può immaginare, viene assassinato.

Lungo la strada, mentre la folla ai lati della strada lo guarda passare, i terroristi lanciarono e fecero esplodere degli esplosivi cercando di ucciderlo, ma lo mancarono.

-Quindi non è morto?- Gli esplosivi presero la macchina dietro di lui con alcuni ufficiali, quindi l'arciduca si nascose, lascio Sarajevo e tutta la guerra non accade.

Tranne che non va così, L'arciduca non se va, ma invece torna allo scoperto con la decappottabile per visitare gli ufficiali feriti nell'ospedale ma...

L'autista prende una svolta sbagliata, e si ritrova bloccato in un vicolo vicino ad uno degli assassini. Che gli spara e lo uccide.

La figura politica del arciduca

La classe dirigente del epoca aveva una mentalità completamente diversa.

Possiamo pensare che uccidere un arciduca sia una azione meno grave rispetto a far crollare due grattacieli con 3000 persone dentro, ma per loro non sarebbe stato così; Per i politici sicuro.

L'impero Austroungarico è ancora una grande potenza, in crisi, in declino ma rimane ancora una delle grandi potenze al mondo; Il re, Francesco Giuseppe ha 84 anni e regna da ormai 66 anni, morirà prestissimo, tutti lo sanno ma nessuno sa esattamente quando (morirà il 16 dicembre del 1916, ma questo lo sappiamo noi), e quando morirà l'arciduca Ferdinando diventerà re per tutta la vita. Ucciderlo cambia un po' gli scenari, per i politici del tempo non ha lo stesso peso di ammazzare un normale politico che rimane in carica per un paio di anni, lui sarebbe rimasto in carica per tutto la vita, capiamo bene che sposta un po' gli equilibri mondiali.

La classe dirigente vuole punire la Serbia, pensa che il governo serbo sia coinvolto, ma anche l'opinione pubblica richiede una punizione. Le folle sono in pizza a gridare in tedesco "Serbien muss sterben“ (La Serbia deve morire). Scopriremo solo in seguito che le accuse erano fondate, la Serbia era coinvolta.

Relazioni politiche tra i vari Stati dell'Europa

Le alleanze e gli obbiettivi.
  • La Serbia e la Russia, entrambe slave ed ortodosse, ed erano questi i motivi principali di questa alleanza.

La Germania, aveva delle gigantesche mire espansionistiche, voleva prendersi più territori di chiunque altro, e nel frattempo dopo essere diventata la prima potenza economica e militare, costruiva un imponente flotta navale, che agli inglesi provocava timore (Difatti non avrebbero mai voluto cedere il dominio dei mari). La Germania era alleata con L'Austria

La Francia, rivoleva alcuni territori persi con l'ultima guerra con la Germania, e nonostante fosse anti clericale ed atea aveva una alleanza solida con la Russia, per capirlo dobbiamo dare uno sguardo alla cartina geografica del epoca.

Da un lato la Francia, poi al centro del Europa la Germania e l'Austria, soltanto loro, poi la Russia è ovvio capire i motivi dell'alleanza tra Francia e Russia.

Tutti hanno degli "amici" è un aspetto fondamentale per capire come si scivola nella guerra mondiale, non è quello un mondo di blocchi, il mondo del 1914 è un mondo di potenze grandi e piccole (le grandi potenza come; Inghilterra, Germania, Francia, Russia, Austria, e poi per cortesia si mette anche in mezzo l'Italia, e le più piccole ma agguerrite; Serbia, Romania, Belgio, che non sono blocchi ma ognuna pensa ai propri interessi).

La figura militare e la figura politica

L'Europa stava diventando sempre più interconnessa, il valore della moneta diventa uguale, si viaggia in tutta Europa senza passaporto, tranne in Russia, così interdipendente che sembra impossibile che possa scoppiare una guerra ma, tutti hanno giganteschi armamenti, tutti temono le altre nazioni, tutti continuano una corsa all'armento. Sono tutti imbevuti di una più semplificata ideologia darwiniana, sono convinti che gli stati sono il lotta tra loro, che i più forti mangeranno i deboli si armano tutti, per sopravvivere, ed il pensiero dei militari era "dato che spendiamo una grande quantità di soldi per l'esercizio dobbiamo prevedere che prima o poi lo useremo"

Quelli sono anni, in cui escono libri di cui parlano della prossima guerra il generale tedesco von Bernhardi, scrive un libro intitolato "La Germania è la prossima guerra" alcuni capitoli si intitolano "Il diritto di fare una guerra" "Il dovere di fare una guerra" "Dominare il mondo o perire" (I generali tedeschi sono propensi ad esplicitare questi discorsi ma tutti i paesi erano così).

Un altro libro 1910, La grande illusione di Norman Angell (il film La grande illusione ha copiato il titolo dal suo libro).

I ministri li leggono sono i libri che hanno sul comodino, i politici, si convincono che la prossima guerra distruggerà tutti ma il paradosso è che erano armati fino ai denti

Era talmente prevedibile che ad un certo punto, il Ministro degli esteri inglesi, parlano con l'ambasciatore tedesco -Se scoppiasse una guerra in Europa, causata da un attacco Austriaco alla Serbia, la Russia sarebbe costretta ad andare ad aiutare la Serbia, e così facendo la Germania sarebbe costretta ad aiutare l'Austria e di conseguenza la Francia dovrebbe aiutare la Russia, e nessuno sa dove ci porterà tutto questo" 12 dicembre 1912, due anni prima della crisi di Sarajevo.

I politici lo sanno ma, i militari hanno un altro mestiere.

Il mestiere dei militari è chiedersi "ma se succede invece noi cosa facciamo?" I militari premono per usare sempre più fondi per diventare più forti, sono anni di corsa agli armamenti, nessuno lo fa perché vuole invadere un'altra nazione, ma tutti hanno paura.

Il paradosso della sicurezza, io voglio sentirmi protetto e quindi mi armo, i miei vicini si sentono minacciati e quindi si armano a loro volta 

I militari non si limitano a chiedere più armamenti, loro sono già pronti alla prossima guerra, ormai in Europa non scoppia una grande guerra da 50anni, e gli stati maggiori non hanno fatto altro che preparare piani su piani. 

Nel novembre del 1913, il Re del Belgio in visita di stato a Berlino, durante il ricevimento conversa con il Kaiser Guglielmo che indicando un generale dice al re del Belgio -Lui e l'uomo che comanderà la marcia su Parigi- 

Un cosa che dobbiamo capire di allora è che i futuri cambiamenti di forza si potevano percepire molti anni prima, ad esempio in Francia passo una legge per aumentare il periodo di leva da due a tre anni, oltre alle varie preoccupazioni che ci furono in Germania "la Francia ci minaccia, la Francia vuole fare la guerra" prima che i risultati di questa legge si fossero visti sarebbero passati anni, stessa discorso per le corazzate o qualsiasi altro investimento.

La Russia ed i negoziati che spaventano Berlino

La Russia è ancora debole dopo la guerra russo-giapponese, ma sta facendo tantissimi investimenti e da lì a qualche anno diventerà molto potente, i militari hanno anche un altro mestiere, "se la guerra ci sarà noi cosa facciamo? E se la guerra ci sarà a noi quando conviene che ci sia?" tutti i militari fanno questi calcoli, poi ogni tanto qualcosa cambia. Nel aprile del 1914 si viene a sapere che la Russia e Inghilterra stanno negoziando accordi navali, noi capiamo che effetto fa questo a Berlino? 

A maggio Il generale tedesco von Moltke dichiara "d'ora in avanti ogni giorno di ritardo potrà diminuire le nostre possibilità di successo". Qualche settimana dopo 1 giugno "ora siamo pronti, è più presto è meglio è" 

Mancano 4 settimane all'attentato di Sarajevo.

Il conto alla rovescia verso la guerra

Il 3 luglio del 1914 ci sono i funerali di Francesco Ferdinando.

Il 4 luglio l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe scrive al Kaiser Guglielmo -La Serbia è un focolaio criminale, va punita anche se la Russia la protegge!- Una lettera scritta e dettata dalle emozioni. Quando legge la lettera il kaiser Guglielmo annota su di essa "Sarebbe veramente ora di fare piazza pulita dei serbi"

Il 5 luglio, gli rispose -Andate avanti , state tranquilli, se la Russia dovesse intromettersi la Germania sta con voi, ma state tranquilli la Russia non avrà il coraggio di intromettersi- Gli storici l'hanno chiamato, "l'assegno in bianco".

La Germania

In Germania esiste già il parlamento, il suffragio, i partiti di massa, il Kaiser non ha sentito nessuno, e dopo aver dato l'assegno in bianco contatta; Il cancelliere heobald von Bethmann-Hollweg (primo ministro), Il generale von Moltke -se scoppia una guerra siamo pronti?- -Si, siamo pronti- e infine Alfred Krupp, il grande industriale delle armi, -semmai dovesse scoppiare una guerra le industrie Krupp sono pronte?- -Si sono pronte-

Nel panorama industriale mondiale, le Imprese Krupp occupano un ruolo di rilievo, rappresentando un esempio significativo di grande impresa industriale, che hanno influenzato profondamente il settore siderurgico, la produzione di armamenti e l'economia tedesca nel corso dei decenni.

Le imprese industriali sono fondamentali per l'economia di un paese, poiché si dedicano alla produzione di beni fisici. Sono caratterizzate da un'organizzazione complessa e dalla produzione su larga scala, che richiedono una gestione efficiente delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche. Le imprese industriali si distinguono per la produzione di macchinari, prodotti manifatturieri e materiali, fornendo una base solida per lo sviluppo economico.

Le caratteristiche delle imprese industriali includono l'adozione di tecnologie avanzate, processi di produzione efficienti e la capacità di soddisfare la domanda di mercato su larga scala. Queste aziende spesso operano in settori ad alta intensità di capitale e richiedono investimenti significativi per l'acquisizione di macchinari e attrezzature specializzate.

Le Imprese Krupp: Un'eccellenza industriale

Nel contesto delle imprese industriali, le Imprese Krupp si distinguono come una delle figure di spicco. Fondata nel 1811 da Friedrich Krupp a Essen, in Germania, l'azienda ha svolto un ruolo chiave nell'industria siderurgica e nella produzione di armamenti.

La Krupp AG ha iniziato come una fonderia e si è rapidamente trasformata in un'importante impresa siderurgica. La sua attività si estese in vari settori, come la produzione di macchinari industriali, locomotive, navi e equipaggiamenti militari. Durante le guerre mondiali, la Krupp divenne un fornitore primario di armi e munizioni per la Germania.

Le Imprese Krupp si sono distinte per la loro capacità di innovazione tecnologica e di adattamento alle esigenze del mercato. L'azienda ha sviluppato nuove armi, migliorato la produzione siderurgica e implementato processi di produzione all'avanguardia. La sua solida base economica e il ruolo di primo piano nel settore industriale hanno contribuito in modo significativo alla crescita economica tedesca.

Le Imprese Krupp hanno anche avuto un impatto sociale ed economico considerevole, fornendo un'occupazione significativa per la popolazione locale e influenzando lo sviluppo di altre industrie connesse. La loro presenza è stata fondamentale per la crescita economica e l'industrializzazione della regione.

Conclusioni:

Le Imprese Krupp rappresentano un esempio di successo nel panorama delle imprese industriali. Il loro impegno nella produzione di acciaio, macchinari industriali e armamenti ha dimostrato la capacità di adattarsi alle mutevoli dinamiche del mercato e di contribuire all'economia tedesca. Le Imprese Krupp hanno rappresentato non solo un'eccellenza tecnologica e produttiva, ma anche un motore di sviluppo sociale ed economico per la regione in cui operavano. Il loro retaggio rimane un esempio di successo nell'industria e un punto di riferimento per le imprese industriali di oggi.


Però sono talmente sicuri che la guerra non scoppierà che dopo aver mandato l'assegno in bianco che il Kaiser va in vacanza in crociera. Siamo a luglio e le persone vogliono andare in vacanza.

Torniamo a Vienna, luglio.

Stanno preparando l'ultimatum per la Serbia, sarà un ultimatum durissimo. I tedeschi premono per fare il prima possibile ma l'Austria è un paese dove lo cose si fanno con calma, ci sono due governi che si devono mettere d'accordo, hanno un esercito vecchio ed arretrato è la cosa più importante è che è luglio, il mese del raccolto, i soldati sono tutti in licenza per raccogliere ed l'Austria non ha fretta. Finalmente il 23 luglio l'ultimatum è pronto, l'ultimatum dice;

"Il governo serbo non ha fatto nulla per impedire il proliferare del terrorismo, ufficiali e funzionari serbi sono coinvolti nell'attentato di Sarajevo, perciò noi vogliamo;"

  • Dichiarazione di dissociarsi ad ogni ostilità all'Austria.
  • Chiudere giornali ed associazioni che seminano odio contro l'Austria.
  • Tutti i funzionari pubblici e gli uffici che sono coinvolte in ostilità contro l'Austria dovranno essere licenziati. 
  • Far arrestare queste persone, e presentano una lista di nomi
  • Aprire le indagini contro il terrorismo sul territorio serbo dove parteciperanno inquirenti austriaci.

Il 24 luglio tutte le capitali del mondo si svegliano con questo ultimatum, viene accolto con una reazione durissima.

San Pietro Burgo, il ministro degli esteri russo convoca l'ambasciatore austriaco, "ma voi volete fare la guerra alla Serbia? Sono i tedeschi che vi incitano? Voi volete appiccare il fuoco all'Europa, vi state assumendo una grande responsabilità" per la Russia la responsabilità è di Vienna.

Londra, Grey chiama l'ambasciatore tedesco "io non ho mai visto uno stato che manda ad un altro stato un documento così, è impossibile che i serbi lo accettano", l'ambasciatore tedesco risponde "Certo, il linguaggio del ultimatum è un po' duro, ma voi capite che è rivolto ad un popolo balcanico non ha un popolo civile, i popoli balcanici non possono essere considerati con gli stessi standard europei".

L'Inghilterra ed il disinteresse

Londra non ha alleanza, è amica della Francia, i generali inglesi e francesi sono abituati a consultarsi, hanno anche piani creati insieme, l'Inghilterra è un paese isolazionista, non ha interesse nei Balcani, un giornale di Manchester di quei giorni titola; "tanto poco Belgrado si preoccupa di Manchester tanto poco Manchester si preoccupa di Belgrado" la prova definitiva del disinteresse inglese nella questione sono i verbali delle riunioni del governo, dal giorno dell'attentato, alla consegna dell'ultimatum alla Serbia Inghilterra non ha mai parlato di politica estera. Per quasi un mese il governo non ha mai discusso di politica estera, hanno dei problemi loro, l'Irlanda che sta per scoppiare una rivoluzione e la politica estera per loro non esiste.

Qualche altro funzionario del ministero degli esteri ha paura di quello che sta succedendo e dice: "Noi dobbiamo stare con i francesi e con i russi. Questa lotta non è per il possesso della Serbia, ma contro una Germania che vuole imporre la dittatura in tutta Europa e le potenze che vogliono restare libere" anche i militari la pensano così, sono abituati a considerarsi amici dei francesi, fare le cose insieme a loro, sanno che sarà difficile entrare in guerra con la Francia perché l'opinione pubblica non lo vuole, e loro per anni e anni hanno pensato a come trovare una soluzione. Un piccolo aneddoto per far capire il modo di pensare dei militari, un generale inglese, Wilson parla con un generale francese, Foch "se scoppiasse la guerra ammesso che veniamo ad aiutarvi, ma quale sarebbe il numero minimo di soldati inglesi che potrebbe essere d'aiuto alla Francia?" 

Foch risponde; "Un solo soldato inglese, e noi faremo in modo che venga ucciso, perché quello che conta è che l'opinione pubblica inglese sia mobilità per una causa"

Il 25 luglio arriva la risposta della Serbia all'ultimatum, accetta quasi tutte le condizioni, ma intanto manda un appello allo Zar che si schiera con la Serbia "potete stare tranquilli". Quel giorno lo zar prende una decisione simbolica, tutti gli allievi ufficiali all'ultimo anno che si trovano in Russia sono promossi ufficiali lo stesso giorno alla stessa ora, l'ora in cui scade l'ultimatum alla Serbia, più chiaro di così. 

Il 26 luglio, l'Austria respinge la risposta serba, e quindi vuol dire che farà la guerra 

Quel giorno, la flotta da guerra inglese è impegnata in grandi manovre, è tutta riunita con gli equipaggi al completo, le grandi manovre finiscono domani e poi tutti gli uomini torneranno a casa in licenza e le navi nei corrispettivi porti ma, il primo lord del ammiragliato ordina; "La flotta domani non si scioglie, ma rimanete tutta unità e si ricovera nel porto da guerra" Winston Churchill è lui che decide che la flotta non si scioglie, di solito siamo abituati a ricordarlo per la seconda guerra mondiale ma già nel 1914 era il primo lord della ammiragliato.

Il giorno dopo la borsa tedesca crolla, la notizia che Londra forse non rimane fuori è abbastanza per far crollare la borsa.

Oramai la guerra è sicura, tra Austria è Serbia è sicura ma, per fare la guerra questo paesi devono prima decretare la mobilitazione, sono paesi di leva, il che vuol dire che il paese è pieno di uomini e ragazzi che hanno fatto servizio negli anni scorsi e che possono essere richiamati in caso di guerra, anzi è sicuro che lo faranno perché in guerra l'esercito va raddoppiato, triplicato, la mobilitazione è una decisione pesantissima e costa un sacco di soldi, ci sono paesi che ci mettono molto per mobilitare l'esercito uno di questi è la Russia, un paese gigantesco con poche ferroviarie, il primo paese che inizia a parlare di mobilitazione non è l'Austria ma bensì la Russia che sa che ci metterà molto tempo. A differenza della Russia un paese in Europa che è sicuro di mobilitare velocissimamente, così velocemente che se mobilitano allora è sicuro che ci sarà la guerra senza mezzi termini, se mobilitano è perchè ci sarà la guerra, sono i tedeschi. Con una mobilizzazione progettata minuto per secondo, ben 11.000 treni che partiranno contemporaneamente

Lo stesso 26 luglio il cancelliere tedesco von Bethmann-Hollweg avverte il governo russo; attenzione perché se la Russia mobilità noi siamo minacciati, e se siamo minacciati dobbiamo mobilitare pure noi. Se i tedeschi mobilitato è la guerra, non possiamo ammettere che la Russia voglia scatenare tale guerra europea

28 luglio il Kaiser torna dalla crociera, gli fanno leggere la risposta serba al ultimatum dell'Austria e dice "ma è fantastico, è tutto quello che volevamo pure di più, la risposta serba elimina ogni motivo di guerra" la reazione del Kaiser quando scopre questa cosa è il primo sintomo che anche i tedeschi non sono poi così sicuri di voler fare questa guerra, lo giorno stesso l'Austria dichiara guerra alla Serbia 

Dobbiamo capirla la gente di all'ora, una gigantesca mobilitazione popolare Sigmund Freud che vive a Vienna, quando l'Austria dichiara guerra alla Serbia dice -per la prima volta dopo 30anni mi sento di nuovo austriaco-  

Il 29 luglio la Russia comincia i preparativi per la mobilitazione, la Russia mobilità perché ha paura, e si scopre da un episodio che accade proprio quel giorno

Comincia la storia dei telegrammi da Nicky a Willy e da Willy a Nicky

Lo Zar Nicola manda un telegramma in inglese al kaiser Guglielmo. Lo Zar Nicola, il Kaiser Guglielmo, ed il Re Giorgio sono tutti cugini primi, nipoti della regina Vittoria

Il telegramma cita; Luglio 29th 1914

Dallo zar Nicola a Kaiser Wilhelm

Sono contento che tu sia tornato. In questo momento serio, ti invito ad aiutarmi. Una guerra ignobile è stata dichiarata in un paese debole. L'indignazione in Russia pienamente condivisa da me è enorme. Prevedo che molto presto sarò sopraffatto dalla pressione esercitata su di me e costretto a prendere misure estreme che porteranno alla guerra. Per cercare di evitare una tale calamità come una guerra europea, ti prego in nome della nostra vecchia amicizia di fare il possibile per impedire ai tuoi alleati di andare troppo lontano.

Nicky,

Il kaiser lo stesso giorno risponde; "Sicuramente sarete d'accordo con me sul fatto che entrambi, io e te, abbiamo un interesse comune e tutti i Sovrani a insistere affinché tutte le persone moralmente responsabili dell'omicidio diabolico ricevano la loro meritata punizione, [...] Pertanto, per quanto riguarda la cordiale e tenera amicizia che ci lega entrambi da molto tempo fa con legami saldi, sto esercitando la mia massima influenza per indurre gli austriaci a trattare onestamente per arrivare a una comprensione soddisfacente con voi. Spero con fiducia che mi aiuterai nei miei sforzi per appianare le difficoltà che potrebbero ancora sorgere.

Il tuo sincero e devoto amico e cugino, Willy. Si scambiano telegrammi per 4 giorni finché Willi non dichiara guerra a Niki (1 agosto) lista di tutti i telegrammi

29 luglio, i tedeschi sono arrabbiati con i russi ed il generale von Moltke dichiara; "La Russia sì e schierata al fianco di uno stato di criminali, di un covo di terroristi, così inizierà lo sbranamento reciproco degli stati civili europei" sempre lui; "una guerra che annienterà la civiltà di tutta Europa per decenni". Un tratto folle della classe dirigente che ha chiaro che questa guerra sarà una catastrofe ma nessuno si vuole tirare indietro

Una ulteriore spaccatura in Germania tra i militari ed i politici, i militari dicono "la guerra è inevitabile quindi attacchiamo per prima noi!", i politici dicono che non devono fare vedere che è la Germania ad attaccare, devono far vedere che sono i Russi che hanno voluto la guerra. Forse per salvare la faccia per l'onore ma il vero motivo è per l'opinione pubblica, l'opinione pubblica andrà in guerra pensando che la Germania è stata attaccata e deve essere difesa.

La scommessa sull'Inghilterra della Germania.

Il Piano Della Germania; 

I tedeschi sanno che la Russia è grande e che ci vorrà tempo per farsi che sia pronta alla guerra. La fase principale sarà quella di conquistare la Francia, con un attacco lampo la invaderà con i suoi 11.000 treni e proseguirà ad invadere anche la Russia, un fronte alla volta.

Solo un problema per questo piano;

 La Francia ha tantissimi fronti di difesa lungo il confine tedesco. 

Lo stato maggiore aveva preparato piani per anni, è c'era un modo per vincere la guerra e marciare su Parigi. Attraverso il Belgio. Il Belgio è neutrale ma la Germania vuole fare marciare 750mila truppe attraverso esso per aggirare le difese francesi, i militari dicono "se volete che vi vinciamo la guerra questo è il piano, e dovete essere voi politici a trovare una soluzione", una soluzione perché essendo il Belgio neutrale con un trattato firmato anche dalla Germania ha una importantissima valenza per gli inglesi, potrebbero anche litigare con la Francia ma finché avranno accesso ai porti del Belgio, avranno anche accesso all'Europa.

Il 29 luglio Il Kaiser ed il cancelliere prendono una decisione cruciale e viene definita la decisione più stupida di quei giorni. Scrivono a Londra dicendo; 

  • "se c'è la guerra con la Francia non vogliamo prendere territori francesi, non vogliono intaccare l'equilibrio Europeo"
  • "Se durante la guerra saremo costretti ad invadere il Belgio a fine guerra lo sgombreremo e che, il Belgio se non resisterà a fine guerra, gli pagheranno i danni" 

Ed infine aggiungono alcune proposte per Londra dicendo; "noi tedeschi e voi inglesi siamo forti, potremmo ancora spartirci il mondo, che vi importa della Francia, che vi importa del Belgio?". A Londra si vedono inviare questo messaggio e rimangono stupefatti. Oltretutto gli inglesi dicono "ci stanno dicendo che invaderanno il Belgio, lo hanno messo addirittura per iscritto". Grey convoca l'ambasciatore tedesco e gli comunica "arrivati a questo punto l'Inghilterra entrerà in guerra a fianco dei suoi amici, allearsi con la Germani a sarebbe una macchia troppo grande" 

A Berlino scoppia il caos dopo l'arrivo di queste notizie. Quel giorno 29 luglio, l'ambasciatore tedesco a Bruxelles riceve un pacco con direttive di non aprirlo fino ad ulteriori comunicazioni.

Siamo al 30 luglio, la Russia ordina la mobilizzazione generale, i militari vanno a Berlino e dicono "mobilitiamo anche noi!", I politici chiedono di aspettare ancora un giorno

31 luglio, la Germania non mobilità ancora, ma manda un ultimatum alla Russia, "se entro mezzanotte sospendete bene sennò è la guerra"

La notte del 31 luglio, Grey è convinto che la guerra è inevitabile è devono entrare in guerra, ma è in minoranza in parlamento, manda un telegramma a Parigi ed uno a Berlino chiedono sia rispettata la neutralità del Belgio, la Francia risponde dopo un'ora, la Germania non risponde.

1 agosto, Grey parla al governo, definisce la Germania un aggressore al pari di Napoleone e lascia capire che si dimetterà se non entreranno in guerra ma, la maggioranza dei ministri è contraria e minaccia di dimettersi se ci sarà la guerra. Il 1 agosto la Germania dichiara guerra alla Russia ed ordina la mobilizzazione generale.

Alle 17:00 del pomeriggio arriva un telegramma del ambasciatore tedesco, "sono stato convocato da Grey, mi pare di aver capito che se noi ci impegniamo a non attaccare la Francia, anche la Francia e l'Inghilterra si impegnano a non entrare nel conflitto" . Il Kaiser e von Bethmann-Hollweg "fantastico non dobbiamo più fare la guerra contro Francia e Russia, ma solo contro la Russia". Chiamano il generale von Moltke, che sta dirigendo la mobilitazione, Von Moltke non era un grande generale, era il nipote di un grande generale è li principalmente per quello, il Kaiser "Guarda telegramma da Londra, probabilmente stanno fuori, cambia gli ordini di mobilitazione tutto contro la Russia", Von Moltke si mette quasi a piangere, è già tutto in movimento, 11.000 treni, milioni di persone non si può fare, il Kaiser insiste ma Von Moltke dice; "non si può fare", quella sera, al rientro a casa gli arriverà un infarto ma lui resiste, il Kaiser dice: suo zio mi avrebbe dato un'altra risposta

Quella sera i tedeschi invadono il Lussemburgo

Il 2 agosto mandano l'ultimatum al Belgio, mandano un telegramma al ambasciatore e dicono, "apri il pacco e porta l'ultimatum a Bruxelles", nel ultimatum al Belgio dice; sappiamo da fonte sicura che la Francia sta per invadere il Belgio, voi capite che per la nostra sicurezza dobbiamo anche noi avanzare in Belgio, ma non vogliamo che il Belgio lo interpreti come un atto di guerra"

Quella stessa sera a casa di von Bethmann-Hollweg si inizierà a scrivere ultimatum per la Francia, anche esso pieno di menzogne "aerei francesi hanno sorvolato la Germania, hanno ucciso civili e sganciato bombe". Quella sera 2 agosto Grey viene a sapere del ultimatum tedesco al Belgio e riesce a strappare l'ordine di mobilitazione al governo inglese, parecchi ministri si dimettono.

3 agosto Grey riesce a mobilitare il parlamento per mandare un ultimatum alla Germania "se invadete il Belgio e la guerra".

4 agosto, i tedeschi invadono il Belgio ed l'ambasciatore inglese qualche ora dopo consegna l'ultimatum alla Germania senza sapere che l'invasione è già in corso.

Voglio concludere questa prima parte, dove abbiamo cercato di comprendere la mentalità della classe dirigente, le motivazioni che hanno portato alla guerra e la resa della politica che mentre il sasso rotola ammette di non saper come fermarlo, una frase poco conosciuta, dello Zar Nicola cita; "chi l'avrebbe detto che Giorgie e Nicky mi stavano per tradire, se ci fosse stata mia nonna non l'avrebbe mai permesso."

La guerra è iniziata, nessuno può impedirla e continuerà per altri 10 mesi senza grossi cambiamenti politici, ma nella giornata del 24 maggio 1915 un'altra nazione si aggiunge a questo massacro, l'Italia. La storia è intrinseca di complotti è la storia dell'entrata in guerra del l'Italia è piena [...].

World War I (Part Two). L'ingresso del Italia.

Credit; Shadyy

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