UNA GARA DI CANTONATE

UNA GARA DI CANTONATE

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Bernardo Buontalenti (1531-1608) – Studio architettonico di cantonata




UNA GARA DI CANTONATE


Può un ex insegnante di Ermeneutica Filosofica, nonché autore che ha vinto un premio letterario nazionale, pubblicare sull'HuffingtonPost un articolo contenente svariate “cantonate” prive di senso?! Domanda retorica, perché è evidente che può, in quanto l'ha fatto. Mi riferisco all'articolo dal titolo “Green pass e no vax: se anche Cacciari e Agamben prendono una cantonata”.


Una delle tante cose che si imparano nella vita è che non è possibile confrontarsi con l'insensatezza, perché sarebbe insensato il farlo per definizione, per cui non cadrò nella trappola e non ci proverò neanche. Mi limiterò invece a mettere in evidenza alcune “perle” (precisamente tre, di altrettante differenti "tipologie"), che ho selezionato tra le svariate contenute in quell'articolo.


Per cominciare, partiamo da una frase che fa pensare che "l'autore" se non è impazzito allora non si rende conto di quel che afferma, infatti scrive:


“La vita non viene forse prima della democrazia, non viene forse prima di tutto?”


Ah sì?!... Allora TUTTI coloro – E SONO TANTISSIMI!!! – che HANNO DATO LA PROPRIA VITA PER LA LIBERTÀ E PER LA DEMOCRAZIA cosa erano?! Dei deficienti?! Degli imbecilli?! Dei coglioni?! Evidentemente per "l'autore" dovevano esserlo, perché essi hanno dimostrato l'esatto contrario di quanto lui afferma, e cioè che LA LIBERTÀ È PIÙ IMPORTANTE DELLA VITA STESSA! E l'hanno dimostrato in modo ASSOLUTAMENTE INDISCUTIBILE, L'UNICO modo ASSOLUTAMENTE INDISCUTIBILE, ossia pagando con la loro stessa vita proprio per quella libertà. E non soltanto la loro, ma per la libertà di TUTTI, compreso quella "dell'autore".


Quella frase (che ho dovuto rileggere più e più volte per convincermi che fosse stata davvero scritta) non è soltanto una semplice “cantonata”, no, è un vero e proprio INSULTO GRIDATO A SQUARCIAGOLA contro tutti coloro che la Storia ci tramanda come MARTIRI DELLA LIBERTÀ. Negli anni '70 chi avesse avuto l'ardire di pronunciare una frase simile sarebbe stato messo al bando come un cane rabbioso da ogni ambito. Roba da pazzi.


Prima di proseguire, vorrei aggiungere una breve considerazione personale. È fondamentale non cadere nell'errore di ritenere che la capacità di valutare la vita (non soltanto la propria, ma la Vita in sé stessa) MENO importante di altre “cose”, non appartiene soltanto all'essere umano, ma anche a molti animali, che sono capacissimi di dare la propria vita per difendere altri, anche di differente specie, compreso quella umana. Perché, per dirla con poche parole:


“La ragione per la quale si vive è ben più importante della vita stessa.”


Il mondo è strapieno di esempi di animali che hanno dimostrato di comportarsi secondo questo principio, perché è il principio che sta a fondamento della Vita stessa.


Passiamo adesso alla seconda "perla" contenuta nell'articolo in questione, che potrebbe divenire un caso di studio per alcune discipline della scienza medica. Infatti, troviamo scritto anche quanto segue:


“Non mi spaventa il no-vax. Mi spaventa il vaccinato che si preoccupa della democrazia, il vaccinato che disquisisce sulla libertà in pericolo se ti chiedono di esibire un certificato per entrare in un ristorante o a teatro.”


Ecco, questo secondo me è un meraviglioso esempio di “lapsus freudiano”. Infatti, questa preoccupazione è proprio quella che spaventa il costituendo regime nazo-sanitario! Evidentemente "l'autore" non si limita a fare da portavoce, non è un semplice "simpatizzante" di tale regime, ma ne ha letteralmente sposato la causa, nei modi e nei fini. E gli è bastata questa frase per palesarsi in modo inconfutabile, ovviamente senza rendersene conto. Magari Freud stesso l'avrebbe potuto considerare un caso di studio, chissà, non lo sapremo mai.


E veniamo infine alla terza “perla” del mio breve florilegio, quella nella quale "l'autore" scrive:


“Ma chi ha vergato quelle parole con Agamben non è Cacciari. È l’intellettuale che intende stupire con effetti speciali, l’altro Cacciari, sdoppiato...”


Questa accusa di “schizofrenia intellettuale viene giustificata con... Ops, non viene affatto giustificata, neanche parzialmente, neppure un pochino, pochino, pochino. No, viene affermata del tutto gratuitamente, e basta. Punto. Roba da non credere. E per quanto riguarda Agamben?! Anche lui era intellettualmente in vacanza, mentre lasciava incautamente la sua penna incustodita sulla scrivania, a portata di mano del proprio Mister Hyde?!... Ma soprattutto, nel testo non troviamo neppure risposta alle domande che sorgono spontanee: questa epidemia di “schizofrenia intellettuale” è qualcosa della quale dobbiamo temere tutti?! È contagiosa?! È già disponibile qualche vaccino?! Ci saranno varianti?!...


A pensarci bene, però, questa “ipotesi epidemica di un virus dell'intelletto” potrebbe non essere del tutto campata per aria: infatti, forse "l'autore" di questo articolo potrebbe non essere l'ex insegnante di Ermeneutica Filosofica, vincitore di un premio letterario nazionale, bensì "l'altro autore", quello sdoppiato, quello che per una qualche ragione, magari una "ragion di stato", ha spento il proprio cervello e l'ha messo temporaneamente a riposo, giusto per il tempo necessario per scrivere questo “altricolo” lasciandosi guidare la mano da questo nuovo “virus intellettuale”, una sorta di “virus guida” come avviene nelle sedute spiritiche. Su cosa baso questa mia ipotesi? Su nulla. Ma avrò pur bene anche io il diritto di sparare una “cantonata” basata sul nulla!? O no?!...





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