World War I (Part Three)
ShadyyLa sofferenza di Caporetto
Le 11 battaglie prima di Caporetto
Ogni battaglia è come una battuta, perde il senso al di fuori del suo contesto, e per capire la battaglia di Caporetto dobbiamo prima capire quello che ha portato Caporetto. L'Italia entra in guerra dopo quasi un anno dal inizio del conflitto quello che gli italiani chiamano 15.18 per tutte le altre nazioni fu il 14-15, in quei circa 10 mesi l'Austria aveva perso centinaia di migliaia di soldati morti, e contando i feriti ed i prigionieri si arrivava ad 1 milione di soldati in meno, e nonostante l'Austria avesse perso così tanta forza bellica rimaneva un nemico "degno" dell'Italia, così il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra ed iniziamo le battaglie dell'Isonzo. L'esercito austriaco è già diviso su due fronti quello russo e quello serbo.
Il generale Cadorna pianificò dal Comando supremo militare italiano un'offensiva divisa in tre parti:
- Offensiva principale: sul fronte della Venezia-Giulia il regio esercito doveva superare la linea dell'Isonzo e raggiungere la linea della Sava, tra Kranj e Lubiana
- Offensiva secondaria: l'esercito italiano doveva eseguire un'offensiva in Cadore e in Carnia i cui obiettivi erano Dobbiaco e l'apertura di uno sbocco che portasse in Carinzia.
- Difensiva strategica sul fronte tridentino
Nonostante la superiorità numerica italiana e le grandi perdite che gli austriaci avevano finora affrontato ogni km fu sudato e ci furono migliaia di morti e feriti, il generale Cadorna ed al Comando supremo erano molto ottimisti, pensavano di superare Isonzo nel giro di poche settimane, "in qualche mese saremo a Trento e Trieste ed a fine anno a Vienna, e poi contro la Germania!" ma le divisioni austriache provenivano dai territori per cui si stava lottando, si sentivano traditi dagli italiani e il grande odio che provarono verso di loro era smisurato, piuttosto che lasciargli la loro terra avrebbero preferito morire, ed è quello che succede, ogni passo è stato grazie al sacrifici innumerevoli vite, per darvi un metro di misura, l'undicesima battaglia del Isonzo fu dichiarata una vittoria schiacciante dell'Italia, erano avanzati di ben 10km, può sembrare poco, ma in ogni battaglia non avevamo mai avanzato di più.
Perché si combatte Caporetto
A seguito dell'undicesima battaglia del Isonzo il Comando supremo austriaco capì che doveva fare qualcosa, fino ad all'ora aveva soltanto subito gli attacchi continui dell'esercito italiano, del resto non poteva essere altrimenti erano carenti di risorse, prima di Caporetto soltanto una volta gli austriaci avevano cercato di attaccare nella "spedizione punitiva" e per un soffio l'esercito italiano era riuscito a respingerlo, soprattutto Cadorna il generale italiano era quello meno propenso a credere ad un possibile attacco austriaco, ma gli austriaci erano decisi, così con molta sofferenza contattano i tedeschi, una domanda che può sorgere spontanea è chiedersi "perché erano restii a chiedere aiuto? non erano alleati?" si certamente erano alleati ma non per questo correva buon sangue, i tedeschi pensavano di loro che erano soltanto dei popoli arretrati, incapaci di organizzare anche le cose più semplici, un popolo fannullone ed arretrato, di contro gli austriaci dei tedeschi pensavano che fossero dei "so tutto io, arroganti padroni del mondo" quindi chiedere aiuto non era scontato.
Alla prima richiesta di supporto il Generale maggiore Ludendorff, Erich disse "Perché dovremmo sprecare risorse importanti per combattere un nemico così debole come gli italiani? Al massimo se vogliamo fare una operazione congiunta attacchiamo la Romania e poi sfondiamo per attaccare i russi" i generali austriaci non si arrendono e continuano ad insistere così che il generale Ludendorff ripenso ad una vecchia guerra finita per la cattura di una citta portuale, la guerra di Crimea, che dopo la caduta di Sebastopoli porto alla disfatta del impero russo, capì che stava per succedere la stessa cosa, così inizio il piano per l'attacco congiunto gli austriaci si sarebbero accontentati di riportare gli italiani indietro di qualche km, al vecchio confine ma i tedeschi dissero "No, se interveniamo noi l'obiettivo dovrà essere quello di riportarli al prossimo grande fiume". , i generali guardano la mappa e dissero "ecco il Tagliavento, li respingeremo fino a qui!" gli austriaci dicono "non riuscirete mai" iniziarono a controllare quanti uomini e mezzi avessero a disposizione e individuano sei divisioni che potessero partecipare all'attacco e mandano un generale capace di combattimenti in montagna a controllare il confine con Caporetto, si traveste da soldato austriaco così da non fare insospettire gli italiani e richiama il comando supremo tedesco "È difficile, gli italiani hanno delle posizioni fortissime centinaia di cannoni, per gli austriaci sarebbe impossibile ma per noi tedeschi no, possiamo farcela".
Così si mettono a lavoro, assegnano una squadra di esperti, esperti di treni, cannoni, di benzina ed iniziano a fare un programma per far partire le sei divisioni che attualmente si trovavano sparse per l'Europa nelle stazioni po' in vicine. Ci vorranno più di 2000 treni per per portare a qualche km dalle posizioni iniziali tutti i soldati ed i cannoni. raggiunte le stazioni iniziano a marciare per una settimana in montagna solo di notte perché di giorno gli italiani volano. Rimane impensabile tenerlo segreto.
Perché non fu inaspettato ma furono colti di sorpresa
Siamo nel autunno del 1917, in tutta l'Austria si muore di fame, nelle strade di Vienna si muore di fame e non solo nelle trincee, gli austriaci non hanno forze ed è impensabile un attacco, ma proprio per le condizioni disumane in cui si viveva in trincea c'erano continui ammutinamenti, tenenti e sottoufficiali andavano in territorio nemico portando con se gli ordini dati dallo stato maggiore, le trincee distavano poche centinaia di metri una dall'altra ed le intercettazioni erano all'ordine del giorno, di solito si cercava di comunicare gli ordini con dialetti ma nonostante ciò era impossibile fermare le intercettazioni e quindi non fare sapere di un attacco, ma Cadorna davanti la verità rimane scettico fino all'ultimo giorno, ma rimane un generale "se loro vogliono attaccare da Caporetto bene invieremo più truppe", quando il 24 ottobre inizia la battaglia il nostro comando supremo sa tutto perfino gli orari.
Le dinamiche della battaglia
Vorrebbero attaccare il 15 ottobre all'inizio poi hanno spostato di una settimana da 22 ottobre giorno prima gli austriaci chiamano i tedeschi "non siamo ancora pronti" a questo punto i tedeschi mandano un generale al comando austriaco a vedere questo torna e dice "non puoi immaginate come lavoro come questi; hanno finito la benzina" i tedeschi prestano la benzina gli Austria però ancora due giorni ci vogliono, il 24 ottobre si comincia e tutto pronto sei divisioni tedesche e parecchie austriache, 300.000 uomini 5.000 canoni i piani sono precisi comincia tutto con un bombardamento a gas alle due di notte del 24 ottobre quattro ore di bombardamento a gas poi bombardamento esplosivo poche ore di bombardamento e poi l'attacco ogni reparto i suoi ordini i suoi orari la pianificazione vuol dire questo. Il cervello umano è una macchina affascinante, durante i bombardamenti per difendersi chi subiva gli attacchi ritirava il grosso delle truppe e buona parte delle mitragliatrici in bunker sottoterra ed aspettano, vedendo che un giorno di bombardamento non bastava a fare danni si passo a due, a tre, quattr0, sei ed infine otto, poi prima di arrivare a mesi di bombardamento continuativo si pensò che bisognasse cambiare tattica (o meglio i tedeschi lo pensarono), "bombardiamo per un'ora ed un quarto, il tempo che i nemici tolgano le mitragliatrici e si rifugino dei bunker" ed è proprio quello che succede a Caporetto, mentre si sta discutendo se sia solo una finta dei tedeschi per farli uscire e bombardarli subito dopo da fuori dai bunker si sente gridare "Italiani arrendetevi", è la fine dopo neanche due giorni i tedeschi e gli austriaci erano riusciti a passare, catturavano centinaia di prigionieri, si stima che furono catturati 300.000 italiani nel periodo tra il 24 ottobre ed il 4 novembre, i tedeschi avevano una strategia completamente diversa, facevano la guerra in modo diverso, il loro sistema di comando era diverso a differenza di quello italiano dove ogni iniziativa era sconsigliava e la prima lezione che si apprendeva era mai prendersi le responsabilità nel sistema tedesco era completamente l'opposto, le iniziative erano incoraggiate ed erano anche previste perché se l'ordine non arrivava anche un tenente avrebbe dovuto prendere il comando della situazione ed impartire ordini alla squadra. Dopo averci mostrato la loro forza schiacciante iniziano ad scendere a valle, Cadorna è costretto non solo a dichiarare la ritirata al grosso dell'esercito che era rimasto a sud ma dovette anche spostare la posizione del comando supremo. Gli austriaci quasi dappertutto riusciamo a respingerli ma dove attaccano i tedeschi passano le nostre linee come nel burro davanti ai tedeschi crollano le riserve, si spappolano nel giro di due giorni e chiaro che questi scenderanno in pianura nel giro di tre giorni, Cadorna deve evacuare Udine e trasferire il comando supremo a Padova nel giro di tre giorni Cadorna deve dare ordine all'interno esercito di ritirarsi e la decisione più difficile della sua vita chiaramente però la deve prendere perché se restiamo dove siamo ci prenderanno alle spalle allora sì che sarà finita bisogna salvare l'esercito già quest'ordine di ritirarsi noi facciamo fatica ad accettarlo, ritirarsi vuol dire tedeschi aveva calcolato giusto ritirarsi fino al Tagliamento. In guerra quando si dichiara la ritirata non si può semplicemente girare l'esercito ed attaccare, mentre l'esercito nemico ti insegue vittorioso l'unico modo per arrestare la ritirata ed aver un forte vantaggio nel terreno che te lo permetta, un grande fiume.
Gli orrori della ritirata
"Bruciate tutto, non lasciate nulla al nemico" furono questi gli ordini che arrivarono, mentre i soldati avevano passato due anni in trincea a mangiare avanzi e patate, non potendo quasi mai andare in licenza a riposo, due anni vedendo i proprio compagni morire per 20km, era circa quella la distanza che si era riuscita a guadagnare in due anni, ed ora non solo l'avevano persa, non erano solo tornati al vecchio confine ma stavano perdendo il territorio italiano, ed gli ordini erano di bruciare tutto, possiamo immaginare la rabbia e la disperazione dei soldati italiani quando si trovarono a bruciare interi magazzini pieni di scatolette di carne, salmone ed elmetti, molti faranno la ritirata completamente ubriachi, la loro reazione istintiva fu quella di mangiare, bere e prendere tutto il possibile per poi bruciare il resto, continuando la ritirata furono tantissimi iniziarono ad entrare nella case dei civili e rubare il possibile, perché si oramai erano in pieno territorio italiani e c'erano anche i civili. Ci fu una gigantesca campagna di rassicurazioni, il governo appendeva manifesti con su scritto "State tranquilli", ma i nobili che erano ben informati iniziavano a caricare i bagagli sulle macchine e sulle carrozze (Al tempo l'Italia era in bilico, come anche l'Austria tra la modernità e l'arretratezza) cosi i contadini e la classe media capì che era il momento di andarsene, era una decisione difficile era pur sempre il periodo deve i magazzini erano pieni di grano, gli animali erano grassi e le proviste era appena state sistemate per l'inverno, siamo ai primi di novembre e poi lasciare la propria terra non era mai facile, ma non c'era scelta era l'unica soluzione dato che austriaci e tedeschi stavano arrivando. Non tutti decisero di lasciare la propria casa, vissero un destino davvero cruento sotto il dominio per un anno di una nazione che preservava un grande rancore verso gli italiani e che stava morendo di fame, destino peggiore forse tocco soltanto ai 300.000 prigionieri di loro pochissimi torneranno e molti moriranno di fame e malattie. Nella ritirata oltre a 500.000 di civili ci sono anche i militari che più della metà ormai sta camminando per tornare a casa perché per loro la guerra è finita cantando "addio mia bella addio la pace la faccio io" e molti passando vicino ad i generali gridando "è finita la Camorra", il cuoco che dava le razioni migliori ad i generali ed i suoi amici, gli amici dei generali che non affrontavano mai il rischio di perdere la vita, il trattamento infimo che i soldati subivano. I giornali iniziarono a definirsi a loro come sfollati, e quando finalmente la ritirata si concluse si riuscì a rimediare a questo problema, i soldati capirono che la guerra non era affatto finita e tornarono in battaglia ma non sul Tagliavento perché non si riuscì a fermarsi lì, poco dopo aver distrutto i ponti del Tagliavento arrivo la notizia che i tedeschi a nord avevano superato il fiume e la ritirata continuo fino al Piave, dove finalmente i tedeschi erano completamente esausti, non riuscivano più ad avanzare. 150km, furono quelli i km persi nella battaglia di Caporetto.
Cosa pensavano i prigionieri da tempo di Caporetto
Un ufficiale prigioniero da tempo degli austriaci quando vede i tantissimi prigionieri a Caporetto "ma questi è vero che sono dei vigliacchi, arrivano tutti sorridenti gridando la guerra è finita ora vedranno i risultati di arrendersi così facilmente" questo pensiero circolava molto dopo la battaglia "sono dei vigliacchi" era dovuto al bollettino di guerra rilasciato da Cadorna che per giustificare la ritirata disse che era dovuta alla vigliaccheria della seconda armata che si era arresa senza combattere.
Le ferite che causò Caporetto
Caporetto causo molte ferite e proprio per questo si apri una commissione d'inchiesta per trovare le cause (i colpevoli) della disfatta di Caporetto, furono attribuite le colpe e le cause ai generali dell'esercito italiano e tra questi anche Cadorna che venne sostituito, il re voleva sostituirlo inizialmente con suo cugino il duca d'Aosta ma in caso fosse avvenuto uno scenario ancora peggiore il duca avrebbe dovuto prendere il posto del re, quindi viene sostituito dal generale Diaz che a differenza del suo predecessore cambia completamente l'approccio verso i soldati, si inizia capire che non sono macchine ma anche i soldati pensano ed hanno bisogno della propaganda, fino ad allora si fatto veramente poco ma con Diaz iniziarono a tenere delle conferenze per far capire per cosa si combatteva, non più per invadere ma per scacciare gli invasori dalla patria del resto si poteva fare poco non si avevano mezzi per attaccare ed ormai anche i tedeschi se ne erano andati erano rimasti solo gli austriaci, nessuno dei due schieramenti aveva le forze, si aspettava e si rimandava il più possibile il momento.
Caporetto causo molte ferite, l'opinione pubblica pensava che i soldati fossero dei vigliacchi, non solo loro ma anche gli altri stati ricordano di Caporetto come la battaglia in cui gli Italiani scapparono, causo il rancore dei militari verso la politica che pensavano non avessero fatto abbastanza per impedire che il disastro avvenisse lasciando
Il Piave
Grazie alla stanchezza dei tedeschi riusciamo a resistere sul Piave, e dopo che lasciamo la situazione in mano agli austriaci a Gennaio neanche più un tedesco è rimasto, dobbiamo anche dire che un altro motivo per cui riusciamo a resistere era per via del aiuto francese ed inglese, ma il tempo passa e noi non abbiamo risorse, un'attesa infinita, del resto ormai la guerra sembrava che stesse per finire. La Russia sì era arresa, ma gli americani progettavano di mandare, entro pochi mesi avranno 1 milioni di uomini in Francia ed a fine anno 3 milioni di uomini, così i tedeschi provano il tutto per tutto, con 5 grandi offensive con nuove tattiche di artiglieria leggera, nuove tattiche di combattimento che avevano prima provato con nemici più deboli, i russi ad est e gli italiani a Caporetto ed erano stati successoni, nessuno si aspettava un risultato migliore. Così il 18 marzo inizia la prima delle cinque offensive, un grandissimo successo si avanza di ben 60km ma gli Alleati sono troppo numerosi e si ferma, intanto noi stiamo fermi sul Piave, poi il inizia la seconda offensiva, si continua ad avanzare ma gli alleati tengono, noi rimaniamo fermi sul Piave, poi il parte la terza ed a la quarta, i tedeschi sono quasi a Parigi ma ad ogni attacco consumano quantità assurde di risorse e non riescono a tenere il passo, sono agli sgoccioli e noi non stiamo fermi dopotutto sono passati 8 mesi, abbiamo imparato da quello che i tedeschi sapevano fare e noi no, uno degli aspetti era ad esempio l'artiglieria, e mentre i mese passavano l'esercito cambio mentalità, a Caporetto le direttive erano "quando vedete i nemici che avanzano sparate ma con cautela che i proiettili costano", la situazione è diversa le direttive sono quelle di "sparare", il 15 giugno gli austriaci attaccano, sono ostinati e nonostante il fuoco costante della artiglieria italiana l'ostinazione austriaca vince ed alcune truppe riescono a passare il Piave, ma piove molto ed dall'altro lato gli italiani sperano che il fiume si alzi e così succede, le passerelle vengono spazzate via ed le truppe rimangono intrappolate nella sfonda italiana sotto il fuoco costante, nei giorni successivi gli austriaci continuano a provare buttando passerelle ma non riescono a passare, e fin dal primo giorno le perdite sono tantissime, centinaia di uomini sono annegati, l'offensiva dura 5 giorni dall'altra parte ci sono i nostri, che non sanno come finirà hanno un po' tutti paura di una seconda Caporetto e lottano per la patria e la monarchia, ma alla fine con tantissime perdite tengono, il 20 giugno gli austriaci fermano l'offensiva, la battaglia del Piave è la vera grande vittoria di questa guerra, che davanti il suo grande rivale è riuscito a dimostrarsi superiore in ogni aspetto senza spostarci dal Piave e poi il parte la quinta ed ultima offensiva tedesca, è un fallimento e dopo 3 giorno il comandante in carica decide di fermarla ed allora che partono al contro attacco gli alleati, iniziano a respingere i tedeschi è la prima volta da inizio guerra, i tedeschi fin ad ora non avevamo mai combattuto neanche sul loro vecchio confine, ad inizio guerra avevano preso il Belgio è buona parte dei territori francesi ma ora la situazione sta cambiando i tedeschi indietreggiano è sembra non si riescano a fermare. L'ultimo imperatore austriaco, Carlo il 13 settembre dice di essere pronto per la pace, e che vuole aprire i negoziati anche i tedeschi il 5 ottobre faranno la stessa cosa.
Intanto a Roma spingono, sanno bene che se inglesi e francesi stanno respingendo la Germania al confine e poi invaderanno la Germania la guerra finirà e noi saremo ancora con il nemico in casa, il primo ministro va dal generale Diaz facendo pressione per attaccare ma lui risponde "non cedo a pressioni politiche" nelle sue memorie, il presidente del consiglio affermò "su quel momento ci ho pensato, ma non sapevo con chi sostituirlo", Diaz vuole attaccare la prossima primavera, ma da Roma continuano ad insistere così Diaz fa studiare un piano dai suoi esperti ed il piano alla fine di settembre è pronto, ed il 29 settembre si tiene una riunione, una riunione per decidere la data in cui si terrà la riunione per decidere quando attaccare, la riunione la fissano il 12 ottobre, sarà un mese che l'imperatore Carlo disse che vuole la pace, a Roma continuano ad insistere ma nel frattempo il mondo crolla, la Bulgaria alleata degli imperi centrali dichiara la resa, ed in Austria l'impero crolla, mentre l'imperatore Carlo è disposto a fare la pace con le premesse dei 14 punti di Wilson, autodeterminazione dei popoli, il 16 ottobre l'imperatore dichiara che;
- Le regioni polacche del impero sono libere di andarsene, e possono formare la Polonia
- La parte ungherese può essere indipendente se vuole
- La parte austriaca diventerà uno stato federale con 4 nazionalità
Ma Wilson risponde che ormai è tardi e che ogni nazionalità dell'impero Austriaco farà quello che vuole, difatti il 14 ottobre si è già formato un governo ceco slovacco, che dichiara guerra all'Austria, il 28 ottobre è proclamata la Cecoslovacchia indipendente, il 29 ottobre è proclamata la Jugoslavia, il 31 ottobre Ungheria, da noi hanno deciso di cominciare l'attacco il 18 ottobre, si scoprirà in seguito che gli ambasciatori austriaci erano pronti a chiedere la pace già dal 13 ottobre, il 18 ottobre sul Piave piove, diluvia e rimandano al 24 ottobre l'anniversario di Caporetto, l'esercito austriaco inizia a perdere pezzi, il 20 ottobre la parte ungherese si ammutina e va in Ungheria, ma noi finalmente il 24 ottobre attacchiamo ed inizia la battaglia di Vittorio Veneto, che nei primi giorni è una vera battaglia, perché l'esercito austriaco nonostante tutto continua a tenere, hanno ancora voglia di combattere contro gli italiani, entro il 29 abbiamo grosse forze aldilà del Piave, e qui possiamo già dire che la battaglia è conclusa perché l'esercito austriaco non vuole più combattere ed inizia a ritirarsi
Il 29 ottobre alla 10 del mattino gli ambasciatori iniziano a chiedere l'armistizio. Sarebbero pronti a firmare anche subito tanto ormai l'Austria non esiste più, e qui siamo noi che continuamo ad avanzare e prendere tempo, il negoziatore austriaco dichiara che loro hanno già deposto le armi, e chiedono di cessare i combattimenti, i negoziatori italiani rispondono che finché non si stipuleranno le clausole non si fermerà nulla, e quando infine riusciamo a strappare quello che volevamo agli austriaci alle 18:40 del 3 novembre il trattato viene firmato, ma riusciamo ad inserire una clausola "il trattato sarà valido dalle 15:00 del 4 novembre", migliaia di soldati austriaci che non hanno capito questa cosa vengono immediatamente catturati mentre salutano allegramente gli italiani, abbiamo 300.000 prigionieri quasi tutti catturati grazie a quella clausola che credevano che la guerra fosse finita e stavano tornando a casa, dopodiché la guerra è finita, abbiamo vinto. Il generale Diaz dice "noi negoziamo ed imponiamo le nostre condizioni continueremo e sarà un disastro per l'esercito nemico e poi muoveremo contro la Germania dove resistono e saremo noi a dare la pace alla Francia e non a riceverla", Prezzolini diceva "Se volessi esprimermi paradossalmente, direi che Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia. Senza paradossi si può dire che Caporetto ci ha fatto bene e Vittorio Veneto del male; che Caporetto ci ha innalzati e Vittorio Veneto ci ha abbassati, perché ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere"
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