WASHINGTON – TEL AVIV: ALLEANZA PERICOLOSA

WASHINGTON – TEL AVIV: ALLEANZA PERICOLOSA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Da settant’anni, l’alleanza tra gli Stati Uniti e Israele è il crogiolo nel quale si forgia il destino dei paesi del Maghreb, del Medio Oriente e del Golfo.


🔹️ È questa alleanza a decidere della pace e della guerra. È lei, altresì, a definire le condizioni dei riavvicinamenti o delle rotture diplomatiche.


🔹️ Detta le decisioni economiche di Stati definiti sovrani e impone un modello di sviluppo alle società di queste regioni, ignorando, per scelta o per cecità, le identità molteplici e complesse delle popolazioni interessate.


🔹️ Questa alleanza, nella sua forma tradizionale, è stata sconvolta dalla guerra contro l’Iran. Si è trasformata in una macchina bellica, alla ricerca di nuovi nemici.


🔹️ Una trasformazione che è opera di due uomini dalle ossessioni radicalmente opposte: Trump, narcisista presuntuoso e affamato di vittorie facili, e Benjamin Netanyahu, ideologo dogmatico e fautore della guerra permanente.


🔹️Questa mutazione avrà conseguenze irreversibili non solo sul rapporto tra Washington e Tel Aviv, ma sull’intera area che si estende dal Mediterraneo al Golfo, e oltre. Colloca la regione in una traiettoria destinata a prolungarsi anche dopo l’uscita di scena dei due piromani, Trump e “Bibi”, cinici promotori della strategia del caos.


🔹️ Il trio entra in azione alla fine di ottobre ’56 e organizza un’operazione militare contro l’Egitto. Gli Stati Uniti, che non erano stati avvertiti e temono un intervento di Mosca, costringono Londra e Parigi a richiamare i loro contingenti e Tel Aviv a ritirare le sue truppe.


🔹️Parallelamente ai preparativi dell’operazione di Suez, Israele e la Francia avevano negoziato la fornitura a Tel Aviv della tecnologia nucleare.


🔹️ Nonostante il rovescio di Suez, la Francia prosegue questa cooperazione, che farà dello Stato ebraico l’unico detentore regionale della bomba atomica a partire dalla fine del 1966.


🔹️ A Parigi, il generale de Gaulle, giunto al potere nel 1958, rispetta gli impegni assunti dai suoi predecessori, ma riduce progressivamente questo partenariato.


🔹️Si spingerà fino a decretare un embargo sulle forniture di armi a Israele dopo la guerra dei Sei giorni, nel giugno 1967. Prima, a Washington, divenuta il principale fornitore di armi di Israele, i responsabili fingono di non essere al corrente del programma nucleare israeliano. 


🔹️ Esperti americani iniziano le loro visite già nella primavera del 1961, ma per anni gli israeliani dissimuleranno la natura militare della loro iniziativa.


🔹️ Kennedy sarà assassinato a Dallas nel novembre 1963, senza aver ottenuto la verità dai funzionari israeliani. Il nucleare militare israeliano rimane un argomento tabù, ma è ingenuo credere che i servizi d’intelligence americani e britannici non fossero al corrente degli sforzi dello Stato ebraico per dotarsi di un arsenale nucleare.


🔹️.... Il sostegno incrollabile fornito a Israele, coniugato agli sforzi dispiegati per diffondere la ‘democrazia’ nella regione, ha esasperato le tensioni nell’opinione pubblica araba e musulmana e ha messo in pericolo non soltanto la sicurezza degli Stati Uniti, ma anche quella di gran parte del resto del mondo.


🔹️ Questa situazione non ha precedenti nella storia politica americana. Perché gli Stati Uniti sono stati pronti a sacrificare la propria sicurezza e quella di molti dei loro alleati per servire gli interessi di un altro Stato?


🔹️Si potrebbe supporre che il legame fra i due Paesi si fondi su interessi strategici comuni o su imperativi morali cogenti, ma nessuna di queste spiegazioni giustifica il considerevole sostegno materiale e diplomatico fornito dagli Stati Uniti.


🔹️ In realtà, la politica americana nella regione è dettata quasi interamente dalla politica interna, e in particolare dalle attività della lobby filoisraeliana che è riuscita a deviarla da ciò che l’interesse nazionale suggerirebbe, convincendo al tempo stesso gli americani che gli interessi degli Stati Uniti e quelli di Israele siano fondamentalmente identici”....

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Jacques Charmelot


Articolo integrale ⤵️

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