« Un'infinita plasmabilità »...
Manlio Amelio
Un giornale milanese, il 25 maggio 1944 pubblicò una Commemorazione di Giovanni Gentile, in cui si giustificava l'uccisione, ricordando un passaggio di un discorso elettorale tenuto dal filosofo a Palermo il 24 marzo 1924:

Oh! non è che dirò male delle Belle Arti e del loro insegnamento. Non trovo di nulla di più essenziale. « Datemi il privilegio di scrivere le canzoni di un popolo e sarò molto al disopra di chi fa le leggi »
Ecco il prezioso adagio tutto da meditare.
Voi dite: « Il popolo non ha nessun gusto! Gli piace solo il falso, la spazzatura… ». E dove avrebbe preso il proprio gusto? Non a scuola, non lo si impara. Ci si disinteressa del gusto, dell’entusiasmo, della passione, delle sole cose utili nella vita… A scuola si imparano solo sciocchezze raziocinanti, anemizzanti, mediocrizzanti, il modo di diventare ripetitore idiota. Guardate i bambini, nei primi anni… son tutta grazia, tutta poesia, tutta birichina vivacità… A partire dai dieci, dodici anni finita la magia dello spontaneo! mudati sospettosi sornioni cocciuti pelandroni, piccoli bricconi inavvicinabili, asfissianti, smorfiosetti perversi, ragazzi e ragazze, spettegoloni, irritati, stupidi, come mamma papà. Un fallimento! Quasi già vecchi perfetti all’età di dodici anni! Un capitombolo dalle stelle tra le nostre macerie e le nostre melme!
Un disastro di incantesimo.
Quale la ragione? La pubertà? Ha le spalle ben larghe! No! Perché tirati su subito nella violenza, picchiati di primo acchito fin dalla scuola, la grande mutilatrice di giovinezza, la scuola avrà tagliato loro le ali al posto di aprirgliele belle grandi e più grandi ancora! La scuola non innalza nessuno alle
nuvole, mutila, castra. Non crea uomini alati, anime che danzano, fabbrica sottouomini striscianti, che si interessano solo più a quattro zampe, di intrugli in scarichi segreti, di bidoni per le immondizie in acque di risciacquatura.
Ah! È davvero il crimine peggiore rinchiudere i bambini così durante cinque e dieci anni per insegnargli solo cose vili, regole per stordirsi meglio, trivializzarsi a gran forza, limitarsi l’entusiasmo alle cose che si comprano, si vendono, si mangiano, si combinano, s’installano, dilatano, esultano Capitale, con cui avvolgersi, trafficare, arrangiarsi, girarsi, laminare, saldare, in cento inferni meccanizzati, che si accumulano in depositi per rifilarli con gli utili… al formicolarne dei bruti da compera. Che farsa atroce! Strappare i bambini ai loro giochi, impastoiarli con cura attraverso esami impeccabili di nozioni sempre più utili, trasformare in piombo il loro argento vivo, imbullettarli sulle loro quattro zampe, che la bestia non saltelli mai più, che resti prosaica per sempre, truccata da urlare a morte, sotto cappa terribile, al punto di desiderare tutte le guerre per sbarazzarsi come può di un’esistenza che non è più tale, che è una specie di sopravvivenza di una gioia defunta da tempo, sotterrata viva a scuola.


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By Manlio Amelio in Exqusite Cadavre avec Louis-Ferdinand Celine e « Les Beaux Draps » (1941).