Un amore senza barriere

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Il 18 settembre 2020 il ciclone Ianos, un raro ciclone mediterraneo, ha colpito la Grecia e ha inondato un insediamento rom a Mavrika, alle porte della città di Karditsa. Le autorità locali hanno collaborato con le squadre di emergenza per evacuare i più di 1.000 rom che abitavano lì. Ma una famiglia di 7 persone che studia con i Testimoni di Geova non è stata evacuata. Pioveva molto forte, il livello dell’acqua si stava alzando rapidamente. Ho preso mia moglie sottobraccio e mio figlio sulle spalle. Con grande difficoltà abbiamo raggiunto una casa vicina. Non potevamo contattare le autorità. Eravamo terrorizzati e non avevamo altra scelta che stare lì. Non sapevamo cosa fare. Eravamo spaventati e preoccupati, non c’era mai successa una cosa del genere. Il livello dell’acqua era salito molto e abbiamo aspettato in piedi per ore. Ho chiesto a mio padre di pregare per noi e lui l’ha fatto, molte volte. C’erano tante persone nella casa, sia giovani che anziane. Avevano paura e piangevano. La famiglia ha iniziato a mandarci dei messaggi video per chiederci aiuto. Si vedeva che avevano tanta paura. Volevamo aiutarli, ma non c’era modo di raggiungerli perché la zona era inaccessibile. L’unica cosa che potevamo fare era pregare Geova per loro e mandare messaggi per incoraggiarli. Provavamo una grande angoscia. I bambini piangevano, io pregavo Geova implorandolo di darmi pace interiore. Ho gettato il peso dell’ansia che provavo su Geova. Subito mi sono sentito calmo e sereno. Ho sentito il suo spirito che mi sosteneva e mi dava la forza per tutta quella notte. La situazione era davvero critica. Avevano sofferto molto ed erano tutti infangati. Non potevo lasciarli lì, dovevo assolutamente aiutarli. I fratelli ci hanno dato un posto dove stare. Abbiamo riposato e ci siamo tranquillizzati. Poi ci hanno dato anche da mangiare. Ho ringraziato Geova perché ci istruisce e si prende cura di noi. È il nostro Salvatore. Quando ho assistito alla prima adunanza dopo l’alluvione, mi sono sentito calmo di nuovo. Ho cercato di mantenere le mie abitudini, studiare, frequentare le adunanze, preparare i commenti. Provavo gioia e soddisfazione. I miei documenti come la carta di identità, erano al sicuro durante l’alluvione. I nostri vicini non erano preparati, ma noi grazie alle istruzioni di Geova avevamo gli zaini per le emergenze. Circa una settimana dopo siamo potuti tornare a Mavrika. Le case erano in condizioni disastrose, piene di fango. Il comitato di soccorso ci ha aiutato immediatamente. Fratelli e sorelle che si trovavano a 300 chilometri di distanza ci hanno inviato generi di prima necessità. I fratelli ci hanno mostrato amore in modi pratici. Si sono dati da fare e ci hanno aiutato perché ci amano. Vedere questo mi ha stupito e commosso. Siamo un popolo unito. E tutto questo ha dato lode e gloria a Geova. Quando siamo arrivati là per dare una mano, i vicini rom erano molto sorpresi. Ci hanno chiesto se potevamo aiutare anche loro. Abbiamo risposto che dovevamo aiutare prima la nostra famiglia, i nostri fratelli. Erano molto perplessi perché consideravamo i fratelli rom la nostra famiglia, anche se non eravamo dello stesso gruppo etnico. Quello che è successo ci ricorda quello che dice Efesini 4:16. Il versetto dice che ogni giuntura del corpo dà il suo contributo, e così hanno fatto i fratelli. Abbiamo collaborato insieme per dare aiuto ai nostri fratelli che si trovavano in difficoltà. Geova mi sta istruendo e mi sta aiutando, mi fido davvero di lui. Ho sperimentato la sua benedizione di persona, ho visto quanto è stato buono con me. In questo mondo triste Geova mi dà gioia. Io so che lui sceglie le persone in base a quello che hanno nel cuore. Tutta la gloria appartiene a Geova!

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