Umili o superbi? (Giac. 4:6)

Umili o superbi? (Giac. 4:6)

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Kenneth Flodin

Giacomo 4:6: “Dio si oppone ai superbi, ma dà immeritata benignità agli umili”. La superbia è orgoglio sprezzante, alterigia, arroganza. Chi è superbo si considera superiore agli altri. D’altro canto, chi è umile non mostra orgoglio e arroganza. È modesto di mente. Umiltà e superbia sono l’una il contrario dell’altra. Se l’umiltà è qui, la superbia è all’esatto opposto. Voi dove vi collochereste? A nessuno dei 2 estremi, ma da qualche parte nel mezzo. Ora, se Geova avesse un “superbometro” e lo usasse per analizzarvi, l’ago dove punterebbe? Punterebbe proprio nel mezzo? Speriamo di no. Dovrebbe puntare più verso l’umiltà. Siamo imperfetti, è vero, ma vogliamo stare più alla larga possibile dalla superbia. Il versetto dice che “[Geova] si oppone ai superbi”, ma che concede il suo favore agli umili. La superbia non è semplicemente uno stato mentale. Per favore, leggiamo insieme Marco 7:21, 22. Gesù mise la superbia allo stesso livello di diverse qualità e azioni spregevoli. Se quindi non è semplicemente uno stato mentale, che cos’è la superbia? Gesù spiegò da dove nasce. Marco 7:21, 22 dice: “Poiché dal di dentro, dal cuore degli uomini”, quindi è una condizione di cuore, “vengono i ragionamenti dannosi: fornicazioni, furti, assassinii, adultèri, concupiscenze, atti di malvagità, inganno, condotta dissoluta, occhio invidioso, bestemmia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose [...] vengono dal di dentro e contaminano l’uomo”. Quindi la superbia è una condizione di cuore, della persona interiore. E il versetto dice che è una ‘cosa malvagia’. Che dire dell’umiltà? In alcune antiche culture il concetto di umiltà era sempre associato agli schiavi, ai miserevoli. Ma l’umiltà non è da confondere con l’umiliazione. Piuttosto, la Bibbia ribadisce che l’umiltà, la modestia di mente, reca onore e una condizione approvata agli occhi di Dio. Infatti Proverbi 22:4 dice: “Il risultato dell’umiltà [...] è ricchezze e gloria e vita”. Non parla certo di schiavi o miserevoli. Dicevamo prima che se Geova avesse un “superbometro”, di certo nel nostro caso l’ago non punterebbe esattamente sull’umiltà, e nemmeno sulla superbia. Perché? Beh, perché nessuno di noi cristiani dedicati ha un cuore completamente superbo. Ma siccome siamo imperfetti cristiani dedicati, non possiamo neppure esercitare esclusivamente vera umiltà. Solo Geova e Gesù sono umili in senso assoluto. Potremmo essere generalmente persone umili ma in alcune circostanze comportarci in modo superbo, arrogante? Consideriamo l’esempio di Mosè. Geova gli aveva dato grandissima autorità. E si sa che potere, autorità e posizioni di responsabilità possono intaccare l’umiltà. Ma Mosè si mostrò umile più e più volte. Per esempio, Numeri 11 racconta di quando radunò 70 anziani e, come dice il versetto 25, Geova prese parte del suo spirito da Mosè e lo pose sui 70 anziani, che cominciarono ad agire da profeti. Nulla indica che Mosè cercò gelosamente di difendere la sua autorità e i suoi privilegi. Lui era umile. E tutti ricordiamo il racconto in cui il suocero di Mosè gli consigliò di delegare parte delle sue responsabilità. Mosè non si oppose con arroganza. Umilmente accettò quel consiglio. Poi, quando la vita di Mosè volgeva al termine, Geova scelse chi lo avrebbe sostituito, Giosuè, e Mosè accettò con umiltà la decisione. Esortò il popolo a seguire Giosuè. È innegabile che Mosè fosse un eccellente esempio di umiltà, ma non era perfetto. Prendiamo insieme Numeri capitolo 20, Numeri 20. L’umile Mosè si lasciò vincere dalla rabbia e commise un atto di superbia, o arroganza. Non c’era acqua per l’assemblea d’Israele, e il popolo cominciò a mostrare uno spirito arrogante e ribelle. Leggiamo insieme ciò che accadde al versetto 4 di Numeri capitolo 20. “E perché avete condotto la congregazione di Geova in questo deserto affinché vi moriamo noi e le nostre bestie da soma? E perché ci avete fatti salire dall’Egitto per condurci in questo cattivo luogo? Non è un luogo di seme e fichi e viti e melagrane, e non c’è acqua da bere”. Esasperarono Mosè. Lo portarono a perdere momentaneamente l’umiltà. Notate il versetto 9: “Mosè prese dunque la verga da innanzi a Geova, proprio come gli aveva comandato. Dopo ciò Mosè e Aaronne convocarono la congregazione davanti alla rupe, ed egli diceva loro: ‘Udite, ora, ribelli! Vi faremo [cioè io e Aaronne] uscire acqua da questa rupe?’” Era un atto superbo, arrogante. È vero, il popolo aveva passato il limite con le parole e l’atteggiamento. Ma a Geova non sfuggì che l’ago del “superbometro” segnalava un picco di superbia. Notate il versetto 12: “Geova disse poi a Mosè e ad Aaronne: ‘Poiché non avete mostrato fede in me per santificarmi davanti agli occhi dei figli d’Israele, non introdurrete questa congregazione nel paese che certamente darò loro’”. Quindi, benché generalmente nel caso di Mosè l’ago fosse molto vicino all’umiltà, Geova si rattristò di quel picco di superbia, anche se momentaneo. È utile considerare questo episodio perché è facile perdere l’umiltà, soprattutto quando abbiamo un certo grado di autorità. Forse ci viene data una nuova responsabilità in congregazione, nella circoscrizione, o alla Betel. O forse abbiamo una capacità o un talento che ci fa eccellere in qualcosa. Oppure abbiamo avuto un contrasto con un fratello. Rimarremo umili? C’è una bella frase nella Torre di Guardia del 1° febbraio 2013. Dice: “Se vogliamo essere impiegati da Geova, le nostre capacità devono sempre essere superate dalla nostra umiltà”. Il re Saul lasciò che la sua umiltà venisse superata dalle sue capacità. In 1 Samuele 15 viene detto che era vietato prendere spoglie dal paese, ma Saul lo fece. E nel versetto 17, Samuele lo affrontò e gli disse: “Non fu quando eri piccolo ai tuoi propri occhi [o umile]?” E aggiunse: ‘Perché hai disubbidito a Geova?’ Saul si arrampicò un po’ sugli specchi. Ma in sostanza Geova lo disapprovava, perché al versetto 23, disse tramite Samuele: ‘La ribellione è come il peccato della divinazione, e lo spingersi presuntuosamente avanti come il far uso del potere magico e dei terafim. Tu hai rigettato la mia parola, e io rigetto te come re’. Proprio come dice la scrittura di oggi, “[Geova] si oppone ai superbi”. Facciamo in modo che l’ago continui a puntare il più vicino possibile all’umiltà!

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