UNA MARCHETTA
Si, avete letto bene.
Intendo fare una “marchetta” anche se senza gettone.
La faccio nei confronti di chi come molti di noi continua a raccontare la Russia per quel che è, nel tentativo di contrastare le falsità correnti che portano a distanziare i nostri popoli, a generare una diffidenza che poi si trasforma in odio.
Un odio insano, gratuito, senza senso se non quello di portare le genti allo scontro, non su un campo di calcio o uno stadio di atletica ma su un campo di battaglia.
Esagero? Spero proprio di sì ma non dimentico che è già successo e la storia tende a ripetersi, soprattutto quando si perde la memoria.
Più volte avete sentito da tutti noi che la situazione in Russia non è per nulla tragica, che le persone in linea generale sono accoglienti ed affabili, che i servizi funzionano.
Tutto questo parlare ha acceso un faro sull’enorme ruolo della cultura Russa, indissolubilmente legata con la nostra europea occidentale; se da un lato c’è chi si fa condizionare negativamente, dall’altro molti si sono invece avvicinati, prima timidamente curiosi, poi avidamente affamati ed infine enormemente appagati.
Abbiamo detto che la possibilità di recarsi in Russia non è mai venuta meno, addirittura è andato in porto il rilascio agevolato di visti turistici, cosa che invece viene ostacolata dai nostri governi nei confronti di quei russi che intendono recarsi nei nostri paesi.
Non sono solo turisti, c’è anche chi ha investito, chi ha comprato casa, non necessariamente straricchi, ai quali è interdetto l’accesso alle loro proprietà, se non interdetto, reso molto difficile.
Orbene, in questo panorama c’è ancora chi si ostina a mantenere in piedi un’attività che aiuta chi intende recarsi in Russia, organizzando viaggi anche personalizzati.
Fino a prima della Covid 19 le organizzazioni che si occupavano di questo erano molte.
Non tutte hanno superato indenni il periodo nero.
Chi ha resistito si è trovato poi ad affrontare tutti i tentativi di isolamento portati avanti anche dalla nostra bella Italia a suon di sanzioni, di blocco dei voli diretti, di impedimenti ai trasferimenti di denaro, di blocco da parte degli aggregatori turistici con l’impossibilità di prenotare alberghi o voli.
Portare avanti una attività in questi frangenti è molto impegnativo e con tutte le opportunità che la Russia offre, molti hanno abbandonato il campo e si sono dedicati ad altro.
Chi non l’ha fatto è Marco Maggi, titolare dell’Agenzia Russian Tour e dell’omonimo canale Telegram.
Oggi, grazie a lui ed ai suoi collaboratori, molte persone trovano un prezioso aiuto nell’organizzare un viaggio in Russia, per molti “il Viaggio”.
Questo aspetto va oltre la questione commerciale, non si può ridurre meramente a business, affari.
Come nella Serenissima Repubblica tutti i Veneziani che uscivano dai confini diventavano Ambasciatori della Serenissima ed in quanto tali dovevano regolare anche i loro affari pena finire ai piombi, tutti noi siamo chiamati a questo ruolo, con modi, tempi, capacità diverse, ma restiamo pur sempre Ambasciatori dell’Italia anche se oggi mal ci rappresenta, anzi, soprattutto per questo.
Non abbiamo ruolo, titoli, riconoscimenti, ufficialità, spesso veniamo discriminati se non osteggiati perché ritenuti propagatori di una propaganda russa che esiste solo nelle menti bacate di chi la immagina.
Siamo in tanti, cuochi, pizzaioli, ristoratori ma anche insegnanti, professori, tecnici e lavoratori di aziende italiane che hanno avuto il coraggio di rimanere a produrre in Russia, liberi professionisti ed imprenditori. Studenti, medici, musicisti, commercianti.
Ad alcuni di noi viene impedito di rientrare in Italia, gli vengono chiusi i conti correnti, impedito di organizzare incontri per mostrare una realtà diversa, un diverso punto di vista teso unicamente a far ragionare le persone, ad evitare di arrivare al disastro totale.
Molti hanno fatto sentire la loro voce da febbraio ’22, tanti hanno smesso nei mesi successivi, stanchi, demotivati o perché tengono famiglia.
Chi non l’ha fatto merita almeno un riconoscimento, un inchino come si usa in Russia: cambieranno i tempi e quando avverrà qualcuno dovrà cospargersi il capo di cenere, tanta cenere.
Nel frattempo diamo onore al merito.
Che fa Marco attraverso il suo lavoro, oltre che semplificare la vita del viaggiatore?
Ci mostra un Paese, una Nazione, i suoi Popoli, le loro Culture, le tradizioni, gli usi, le abitudini.
Ci mette di fronte ad uno specchio nel quale guardarsi è essenziale per la nostra sopravvivenza.
Contribuisce all’incontro delle nostre culture perché non sono solo i viaggiatori Italiani che vengono in Russia ad arricchirsi di una nuova esperienza, lo sono anche i Russi che vengono a contatto con loro, perché sono Popoli aperti, curiosi, istruiti che cercano il contatto, il dialogo, il confronto, che sanno di noi e della nostra cultura molto più di quanto sappiamo noi stessi.
Sono Popoli che sentono e soffrono la nostra mancanza.
Ecco che non solo noi che siamo qui siamo Ambasciatori, lo è anche chi arriva seppur per pochi giorni.
Quei pochi giorni sono fondamentali per l’unione dei nostri Popoli.
Se all’inizio era lui a farsi carico di questa narrazione, ora lo fanno anche e soprattutto le testimonianze dei molti che si sono avvalsi dei servizi della sua organizzazione.
Testimonianze che possiamo leggere nei post pubblicati sia durante i viaggi che al rientro.
Testimonianze che nel tempo si sono fatte sempre più sentite, orientate sugli aspetti umani oltre che sugli ambienti, sui servizi o altro.
Io stesso, da italiano che vive anche in Russia, sono molto toccato da alcune di loro perché non è facile per chi arriva qui per pochi giorni cogliere quegli aspetti profondi che solo il tempo di può mostrare.
Invece come altre volte ho detto, sono diminuiti i turisti ma sono aumentati i viaggiatori, è aumentata la qualità di questi novelli Ambasciatori e la cosa so per certo che fa molto piacere non solo a me.
Concludo questa marchetta con un invito.
Investite il vostro tempo ed il vostro denaro per venire a conoscere questo mondo.
Fatelo con Marco, fatelo da soli o con chi volete ma vi assicuro che sarà il più bel viaggio della vostra vita.
Avvicinatevi alla cultura Russa, alla letteratura, alla musica, all’arte, alla storia, alla scienza: si aprirà un mondo dove dentro ci siamo anche noi, aiuterà a comprendere noi stessi ed è ciò di cui in questo momento abbiamo più bisogno.
Da Mosca è tutto… almeno per ora.
Con rispetto, Enio.