UN MODELLO DI TRANSIZIONE ILLEGITTIMO E PREDATORIO
UN MODELLO DI TRANSIZIONE ILLEGITTIMO E PREDATORIO. NON È SOLO SPECULAZIONE! È SFRUTTAMENTO. È COLONIALISMO ENERGETICO CHE SI SOMMA A QUELLO MILITARE, ECONOMICO, ALIMENTARE, AGRICOLO.
La transizione energetica, così come viene implementata nel caso sardo, non è un processo neutro, né un passaggio automaticamente benefico sul piano sociale.
Al contrario il modello di transizione adottato è ingannevole e fraudolento e causa di una doppia distorsione.
La prima distorsione riguarda il disequilibrio e la redistribuzione economica. La combinazione tra finanziamenti europei, incentivi pubblici, meccanismi regolatori, remunerazione dei produttori e costi delle perdite in oneri di sistema trasferiti in bolletta favorisce una concentrazione dei benefici in capo ad aziende, lobby e operatori, mentre famiglie e imprese sostengono una quota crescente dei costi.
In questa prospettiva, la transizione non serve a ridurre la dipendenza da fonti fossili (anche perché le stesse grosse multinazionali dell'energie traggono capitali enormi da entrambe le fonti) ma diventa una forma di trasferimento di risorse dal basso verso l’alto.
La seconda distorsione riguarda il rapporto tra territorio e produzione.
La Sardegna è forzata a sostenere un carico produttivo eccedente in modo spropositato rispetto ai propri bisogni interni.
Una parte rilevante dell’energia prodotta non è destinata al consumo locale, ma viene esportata o dispersa: il territorio subisce costi ambientali, paesaggistici e sociali non proporzionati ai benefici diretti.
La Sardegna è trattata come hub energetico, laboratorio di elettrificazione, spazio sacrificabile dentro una logica energetica definita altrove.
Una transizione ecologica attuata in modo forzoso ed eterodiretto, con autorizzazioni uniche e agevolazioni generosi e incentivi per i produttori, scarsa attenzione alle proposte dal basso e debole coinvolgimento delle comunità ...
Non è un modello di transizione giusta, equo ed ecologico, ma una forma di sfruttamento coloniale del territorio, un impoverimento diffuso, soprattutto per i soggetti economicamente più fragili.
Una transizione illegittima e fraudolenta fatta a colpi di direttive UE e decreti nazionali dittatoriali e contraddittorie, che violano moltissime norme Jus Cogens, diritti umani e diritti dei popoli.