UE, RITORNO ALLA REALTÀ: IL FALLIMENTO STRATEGICO DELLE ÉLITE
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Oggi, di fronte all’aggravarsi del quadro geopolitico e all’impoverimento energetico ed economico del continente europeo, è giunto il momento di compiere un’operazione di pura onestà intellettuale: prendere atto del fallimento strategico delle élite europee.
🔹️ L’attuale conflitto alle porte dell’Unione Europea non è nato dal nulla, ma si conferma l’esito naturale di trent’anni di miopia diplomatica.
🔹️ Se i vertici di Bruxelles e della NATO avessero avuto come obiettivo primario la costruzione di un’architettura di pace duratura, avrebbero valorizzato le storiche occasioni di integrazione e dialogo succedutesi dal 1989 in avanti, dalle tesi sulla «Casa comune europea» alle aperture del primo mandato di Putin.
🔹️ Si è scelta invece la via dell’isolamento e della contrapposizione, dimenticando del tutto la lezione di maestri del realismo politico come Willy Brandt.
🔹️ La sua Ostpolitik dimostrò che la stabilità e il cambiamento non si ottengono erigendo muri o perseguendo la forza, ma attraverso l’avvicinamento concreto, il rispetto reciproco e la continuità dei rapporti diplomatici ed economici.
🔹️ Ignorare queste radici storiche non significa giustificare le azioni dei belligeranti, ma evidenziare l’inadeguatezza di una leadership europea che ha scambiato l’ideologia per diplomazia.
🔹️ Il risultato di questa impostazione è sotto gli occhi di tutti: l’Unione Europea è stata retrocessa da potenziale attore globale a spettatrice irrilevante. Il paradosso si fa ancora più stridente sul terreno economico ed energetico.
🔹️ Mentre gli Stati Uniti muovono le proprie pedine sulla scacchiera globale con spregiudicato pragmatismo, tutelando prioritariamente i propri interessi commerciali e le proprie forniture, i Paesi europei vengono di fatto retrocessi al ruolo di sudditi.
🔹️ Prigioniera di sanzioni autolesioniste e dogmi ideologici, l’Europa si ritrova a pagare i costi più alti di una crisi che ne sta soffocando la competitività e minando il potere d’acquisto delle famiglie.
🔹️ Di fronte a questo declino, la risposta delle élite tecnocratiche continua a essere sempre la stessa: più centralismo, più vincoli, più cessioni di sovranità.
🔹️ Ma pretendere di correggere i difetti di una struttura burocratica accentrando ulteriormente le leve del potere significa non comprenderne la natura.
🔹️ L’Unione Europea nacque come un accordo commerciale e un mercato unico; il tentativo di trasformarla in un superstato ideologico, privo di un’identità condivisa e scollegato dalle esigenze dei popoli, ha finito per scatenare inevitabili forze centrifughe.
🔹️ Ancora più insidioso è il tentativo di smantellare il principio di unanimità e il diritto di veto dei singoli Stati a favore del voto a maggioranza. Il veto non è un intralcio burocratico, ma l’ultimo e fondamentale presidio di democrazia e garanzia della sovranità nazionale.
🔹️ Eliminare questa tutela in un momento di tale tensione avrebbe già rischiato di trascinare i popoli europei in un conflitto diretto di proporzioni devastanti. (*)
🔹️ Se si vuole salvare l’Europa dal proprio soffocamento, occorre invertire la rotta: abbandonare le pretese centripete e ripartire dagli interessi concreti e comuni delle singole nazioni.
🔹️ Serve un ritorno alla cooperazione pragmatica, a regole fiscali e di mercato che impediscano la speculazione interna e garantiscano lo sviluppo e, soprattutto, il coraggio di riconoscere che una burocrazia non potrà mai sostituirsi alla politica.
🔹️ Senza questo scatto di realismo e sovranità, l’Europa rimarrà fatalmente condannata all’irrilevanza politica ed economica.
🔹️ Solo un sano e doveroso ritorno alla realtà, unito al contemporaneo abbandono delle illusioni istituzionali europee dell’ultimo decennio, renderà possibile il tentativo di ritagliare all’UE un ruolo nel contesto geopolitico internazionale e di assicurare un futuro dignitoso alle popolazioni europee.
Francesco Pontelli
Tratto da Articolo integrale ⤵️
https://www.notiziegeopolitiche.net/ue-ritorno-alla-realta-il-fallimento-strategico-delle-elite/