TUTTI AL VOTO
Mi si chiede un commento sulle votazioni che si stanno tenendo in queste ore nella Federazione Russa per il rinnovo del Parlamento.
Ringrazio per la fiducia riposta ma questa volta devo alzare le mani.
Non è materia che conosco così a fondo da poter dare informazioni minimamente attendibili o formulare un’opinione che non ho.
Non è sufficiente vivere in Russia per divenire conoscitore delle mille sfaccettature di questa enorme nazione, senza considerare che l’espressione del voto è un momento molto importante e come tale va rispettato.
Ci sono qui esperti e giornalisti che fanno un eccellente lavoro e meglio di chiunque altro, soprattutto del sottoscritto, illustrano lo stato delle cose.
Vincenzo Lorusso, tanto per non fare nomi, già stamane ha pubblicato sul canale Telegram RT Doc Italia il video dell’apertura dei seggi nei nuovi territori.
Come lui, altri.
Quindi non mi resta altro che “chiudere la finestra” dalla quale vi trasmetto periodicamente quel che vedo ed accomodarmi al bancone del bar dove, tra un caffè, una vodka ed un prosecco mi leggo qualche giornale.
Siccome quel che succede qui lo vedo e non percepisco alcuna agitazione, mi concentro sulla stampa estera ed italiana in particolare.
La prima sensazione non mi sorprende: leggo tanti “esperti”, giornalisti, opinionisti e chi più ne ha più ne metta che sono molto interessati a queste elezioni.
Tranne qualche raro caso che cerca di approfondire l’argomento, i più scavano a fondo nel loro “limitato” vocabolario in cerca di quelle parole che possano descrivere il voto in Russia nel peggiore dei modi.
Sono bravi, nulla da dire, professionisti nell’illustrare una realtà che ignorano totalmente ma lo fanno così bene che finiscono per crederci pure loro.
Allora, mentre cerco di capire se il caffè lo prendo zuccherato oppure no, mi torna il brutto vizio di pormi delle domande che di solito mi provocano una leggera emicrania, ma stavolta non mi preoccupa visto la caffeina che sto per assumere.
Voto truccato, brogli, tensioni esterne ed interne, consensi in calo per il Presidente (ma non si vota per il Presidente… vabbé, fa lo stesso), niente competizione elettorale, partiti banditi (perché ritenuti banditi? Chi lo sa… agente straniero è un’organizzazione che riceve finanziamenti dall’estero ed è una regola che esiste in tanti Nazioni e non mette fuori gioco in automatico un partito, un movimento, un’associazione. Deve esserci altro), non ci sono partiti (sono 10, ma a chi importa?) e, ciliegina sulla torta, il risultato è già stato determinato.
10 partiti, un solo leader, titolava ieri Huffinghton Post.
Il caffè è finito, buono devo dire, espresso, cremoso e profumato. Le domande invece no.
Mentre decido se sia meglio prima la vodka (a soddisfare la mia anima russa) o il prosecco (sono Veneto, non ci posso fare nulla), mi chiedo “perché tutta questa attenzione”: in fin dei conti non sanno nemmeno di cosa stanno parlando.
Lo sapessero, saprebbero che l’idea di condizionare un russo è semplicemente folle, soprattutto se a farlo è il governo, di qualsiasi parte possa essere.
Il Russo è per sua natura diffidente verso le istituzioni e chi le rappresenta.
Questo non significa che ne stia lontano ma semplicemente che sa esattamente quale sia la scelta migliore in quel momento.
Perché la connessione tra le proprie convinzioni e la realtà del momento viene sentita molto.
“Ci sarà pure qualche russo che non vuole votare Putin” mi si chiede.
Detto già che non si vota per il Presidente (si, lo so, è comunque un voto politico, non sono così ingenuo), però questo mi fa tornare in mente quello che ho sentito dire da molti nelle precedenti votazioni, quelle presidenziali.
“Io sostengo e voto per altro partito”, “Io voto per il Partito Comunista” ed altro ancora “ma in questa situazione il mio voto lo do a Putin perché è giusto così”.
Questo è lo spirito del Russo.
Ho deciso, prima il prosecco. Col tasso alcolico preferisco andare in crescendo.
Il prosecco poi mi piace fresco: se aspetto troppo si scalda, mentre la vodka (sto per dire un’eresia, lo so, ma i gusti son gusti. Voi bevetela come vi pare) la preferisco a temperatura ambiente.
Però dovrei mettere in bocca qualcosa.
Vediamo che c’è, mi mancano i cicchetti trevigiani.
Siccome il tempo passa e non trovo la ragione di tutto questo interessamento penso tra me e me “chissà, forse le cose in Italia vanno talmente bene che non hanno nulla a cui rivolgere le attenzioni.”
Magari la storia che il governo sta cambiando la legge elettorale impedendo di fatto a qualsiasi nuova formazione politica di entrare nelle nostre Camere è tutta inventata dai propagandisti russi che operano in Italia (ci sarei anch’io tra loro, però questa è un’altra storia).
Forse non è nemmeno vero che da anni in Italia siano le segreterie dei partiti a decidere i candidati da mettere in lista e non gli iscritti al partito, trasformando così la corsa ai posti alla Camera ed al Senato in una sorta di arena da combattimento ed i “guerrieri” che ne escono vincitori in “dumb terminale” (lo scrivo in inglese perché se lo scrivessi in italiano – terminale stupido – qualcuno potrebbe offendersi).
Sicuramente è una balla anche la storia dell’Ue che sta mettendo il bavaglio per legge a tutte le voci che non si uniscono al coro.
Il prosecco devo dire che non era male.
Alla fine gli ho messo accanto un croissant salato con del formaggio, prosciutto ed un po’ di lattuga. Niente male, il formaggio è prodotto qui e devo dire che è molto gustoso. Il prosciutto, mi spiace per i maiali, viene prodotto nella zona di Krasnodar mentre la lattuga arriva dalle serre qui appena fuori città. Ora posso guardare alla vodka con maggior sicurezza.
Dov’ero rimasto?
Ah si, tutte le balle che si raccontano sull’Italia e sull’Ue, che impediscono alle persone di leggere, vedere, pensare ed esprimere liberamente le loro opinioni.
Ne ho sentita una poi che è la fine del mondo: in Italia, dicono le malelingue, la gente è talmente schifata della politica che più della metà non va nemmeno a votare.
Allora ho deciso, alzo il bicchiere di vodka e brindo col vicino che mi guarda esterrefatto ma si unisce volentieri (non sono io che non capisco il russo, sono loro che non capiscono il veneto), brindiamo ai nostri grandi esperti, ai giornalisti, agli opinionisti italiani, gente con la schiena dritta che mai si farebbero comperare o assoggettare perché tengono famiglia.
Grazie, grazie che con le vostre inchieste denunciate con vigore tutti i mali del mondo, grazie che ci mostrate senza ombra di dubbio dove esso risieda, in questa terra popolata da orsi e ghiaccio.
La vodka è finita, vado a casa.
Ah, un’ultima cosa a tutti loro: ma vedete di andare a f…c….lo!!!
Da Mosca è tutto… per ora.
Con rispetto, Enio.