TRUMP, L’IRAN E IL RICHIAMO DELLA BOMBA
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Israele ha spinto Trump a una guerra che non riesce a vincere contro l’Iran, nonostante spese enormi, e che produce danni immensi all’economia mondiale, compresa la nostra.
🔹️ Esaurisce gli arsenali USA e compromette la loro capacità di intervenire su altri scenari. Iniziata con una strage di bambine, chiaramente calcolata, assieme all’assassinio della Guida Suprema Khamenei, per dare subito un colpo destabilizzante al regime e al popolo.
🔹️ Ma il regime è rimasto saldo e quel colpo si è ritorto contro gli USA. Come uscire da questa situazione salvando il narcisismo di Trump e l’egemonia di Washington?
🔹️ L’opzione nucleare tattica è aperta e viene discussa al Pentagono, ma essa ha enormi inconvenienti: non si sa dove potrebbe portare, isolerebbe moralmente USraele, dividerebbe internamente gli USA, e l’Iran, oltre a bloccare lo Stretto, reagirebbe distruggendo i data centers della regione, precipitando il mondo in un caos funzionale disastroso.
🔹️ Per gli Stati Uniti l’opzione di continuare la guerra nel modo attuale a tempo indefinito per non ammettere l’insuccesso è insostenibile, dati i costi finanziari e il consumo delle scorte militari.
🔹️ Lo scenario in caso di affermazione elettorale del proprio partito nelle elezioni Midterms sarebbe un importante meccanismo psicologico. La vittoria verrebbe presentata come un plebiscito personale e un’approvazione della linea dura.
🔹️ L’accordo con Teheran non verrebbe descritto come un compromesso o una concessione, ma come la resa condizionata dell’avversario piegato dalla dimostrazione di forza e dall’unità del popolo americano.
🔹️ Per Trump sarebbe il massimo appagamento. Il leader rivendicherebbe di aver ottenuto ciò che i predecessori non hanno saputo cogliere, presentandosi come l’unico in grado di negoziare “da una posizione di assoluta dominanza”.
🔹️ In caso di esito sfavorevole nelle elezioni del Midterms sarebbe la perdita del controllo di uno dei rami del Congresso con l'esternalizzazione della responsabilità. I Dem diventano il capro espiatorio, il nemico interno per far scordare il nemico esterno, cioè l’Iran.
🔹️ In questo caso il disimpegno o il compromesso negoziale viene giustificato sostenendo che l’opposizione dem, minando l’unità nazionale e bloccando i fondi o il sostegno politico, ha “tagliato le gambe” alla posizione negoziale americana, costringendo il Presidente a chiudere il miglior accordo possibile.
🔹️ La ferita verrebbe rimarginata trasformando la ritirata in un atto di responsabilità verso la nazione, addebitando l’eventuale debolezza dell’intesa alla mancanza di patriottismo degli avversari politici “traditori”.
🔹️ Questa strategia esige che sia l’Iran che Israele rispettino i tempi delle elezioni di mid term: qualora l’uno o l’altro rompa gli indugi con un attacco massiccio, la strategia salterebbe.
🔹️ Per chiudere il capitolo Iran, Netanyahu potrebbe assumere in proprio l’incarico l’intera responsabilità storica e politica di un attacco volto a sradicare la minaccia atomica iraniana.
🔹️ L’ipotesi di questa drastica azione unilaterale da parte di Netanyahu, trasferirebbe di colpo la palla al balzo a Washington, posizionando la leadership americana in una condizione di libertà di scelta asimmetrica....
🔹️.... Il pensiero strategico della Realpolitik, quello formulato da figure come Henry Kissinger o Niccolò Machiavelli, si fonda sull’astrazione cinica dalla morale a favore del calcolo del potere, della sopravvivenza dello Stato e dell’equilibrio delle forze.
🔹️ Analizzare la geopolitica secondo questi schemi significa spogliare la realtà di qualsiasi sovrastruttura ideologica o retorica per guardare unicamente alle equazioni di forza, alla manipolazione delle percezioni e ai costi-benefici delle scelte strategiche, anche quelle più estreme.
🔹️ È l’esercizio di immaginare “l’inimmaginabile”, l’uso di pretesti, l’esternalizzazione dei conflitti, la gestione dell’azzardo morale o il sacrificio di settori di stabilità, non per auspicarlo, ma per comprenderne la logica interna.
🔹️ La forza di questo tipo di analisi risiede proprio nel suo valore svelante. Riconoscere come ragiona la Realpolitik più spietata consente di anticiparne le mosse, smontarne la propaganda e, come abbiamo evidenziato, privare i suoi attori del fattore sorpresa o del monopolio della narrazione.....⤵️
Marco Della Luna
Articolo integrale ⤵️
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