TENTATO SBARCO ARMATO A CUBA

TENTATO SBARCO ARMATO A CUBA. Terrorismo anticubano protetto e guerra economica permanente
Il tentativo di infiltrazione armata sventato a Villa Clara non è un episodio isolato. È terrorismo anticubano. E questo terrorismo, da oltre sessant’anni, trova protezione politica, copertura mediatica e tolleranza operativa negli Stati Uniti e negli Stati a essi allineati.
Un gruppo armato parte dalla Florida con esplosivi e fucili d’assalto per colpire un Paese sovrano. Questo fatto, da solo, interroga la responsabilità dello Stato dal cui territorio tali azioni vengono pianificate, finanziate o lasciate operare. Il diritto internazionale non è un’opinione: impone agli Stati l’obbligo di impedire che il proprio territorio sia utilizzato per atti ostili contro altri Paesi.
Se ciò non avviene, non siamo davanti a “dissidenza”.
Siamo davanti a terrorismo tollerato.
A questa violenza armata si affianca la guerra economica: il bloqueo, inasprito durante l’amministrazione Trump e mai realmente smantellato, che mira a strangolare l’economia cubana per provocare collasso sociale e resa politica. È una strategia dichiarata di soffocamento: colpire il pane, l’energia, i medicinali per piegare una scelta sovrana.
Questo non è sostegno ai diritti umani.
È coercizione economica contro un popolo che ha scelto il proprio cammino.
Chi tace di fronte al terrorismo anticubano e giustifica le sanzioni extraterritoriali si rende complice di un ordine internazionale fondato sulla legge del più forte.
Cuba Mambí – Gruppo d’Azione Internazionalista afferma con chiarezza: difendere Cuba significa difendere il principio universale di autodeterminazione dei popoli. Se si accetta che contro Cuba tutto sia lecito, allora nessuna sovranità nel mondo è garantita.
La dignità non si negozia.
La sovranità non si commissaria.
L’autodeterminazione non si assedia.
Cuba Mambí – Gruppo d’Azione Internazionalista
26 febbraio 2026
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Fonte: Telegram "clarastatello"