Sostanze eccitanti ed energy drink

Sostanze eccitanti ed energy drink

Gianluca P. - Daz Blog_✍️

Gli energy drink sono bevande non alcoliche che, secondo quanto leggiamo in etichetta, contengono diverse sostanze stimolanti. Per questo la pubblicità ne invoglia l’assunzione da parte di quei consumatori che necessitano di “energia” al fine di migliorare le proprie prestazioni fisiche e mentali. E’ necessario precisare che energy drink non è sinonimo di sport drink (bevanda sportiva), termine con il quale si indica un integratore idrosalino (come Gatorade, Powerade, ecc.) che contiene soltanto sali minerali e carboidrati, quindi è finalizzato a reintegrare le perdite idrosaline dovute all’attività fisica e per questo assunto prevalentemente da chi fa sport.


I componenti

Gli energy drink, oltre all’acqua che è l’ingrediente presente in maggiori quantità, contengono sostanze stimolanti, zuccheri, aromi e, talvolta, anche vitamine e sali minerali. Nonostante la loro composizione vari secondo il prodotto in questione, sono quasi sempre presenti le seguenti sostanze:

  • Caffeina
Sostanza stimolante/eccitante energetica i cui principali effetti derivano dalla stimolazione del sistema nervoso centrale, che contribuisce ad aumentare la vigilanza e la concentrazione. Generalmente nelle bevande energetiche possono essere presenti dai 70 ai 400 mg di caffeina/litro: in una lattina Red Bull sono contenuti 80 mg di caffeina, mentre in un espresso 40-80 mg, in una tazza/lattina di tè circa 20-30 mg e in una lattina di cola circa 30 mg.
  • Taurina
Componente naturale presente nell’organismo. Assunto come amminoacido dalla dieta, ha effetti sul sistema cardiovascolare, sul sistema nervoso centrale e sul muscolo scheletrico. Inoltre sembra migliorare la capacità durante gli esercizi fisici e diminuire i danni alle cellule muscolari provocati dall’attività motoria (le sue azioni però non sono state dimostrate definitivamente). Si osservi che la concentrazione presente in una lattina di energy drink è inferiore a quella in grado di provocare questi effetti ma viene aggiunta con lo scopo di potenziare l’effetto della caffeina.
  • Glucuronolattone
Anche detto acido lattone glucuronico è un tipo di zucchero presente nel nostro organismo (prodotto dal metabolismo del glucosio nel fegato umano).
  • Zuccheri
Particolare attenzione va posta a questo ingrediente presente nelle bevande energetiche sotto forma di fruttosio o saccarosio. La quantità di zucchero in una lattina da 500 ml di bevanda energetica è intorno al 10%; quindi consumando ½ L di tali bevande si ingerisce circa ½ etto di zucchero (50 g) corrispondente a 13 cucchiaini di zucchero. Questa quantità è pari a due o tre volte la dose giornaliera raccomandata e un simile apporto calorico può creare rischi di sovrappeso e obesità.
  • Altri
Ulteriori componenti delle bevande energetiche sono le vitamine del gruppo B ed altri prodotti stimolanti come il guaranà, il ginseng, ecc.

Uso ed effetti

L’uso a lungo termine è sicuro? Possono danneggiare il funzionamento del cervello? Esiste il rischio che influiscano sulla personalità? Probabilmente no.

Dopo il primo sorso la sostanza attiva viene rapidamente distribuita nell’organismo, dove agisce bloccando l’azione dei recettori endogeni dell’adenosina A1 e A29, attivando così un’ampia gamma di effetti fisiologici. Nonostante venga comunemente usata come stimolante, studi recenti hanno ridimensionato i benefici acuti quando il consumo diventa regolare, a causa di un meccanismo di tolleranza. E la sua fama rimane alta anche grazie a ricerche che hanno mostrato che il consumo di caffeina può diminuire il rischio di declino cognitivo negli anziani, un effetto definito neuro-protettivo. Sono sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale che aumentano memoria, attenzione, concentrazione. Aumentano la resistenza alla fatica e sono usate da miliardi di persone in tutto il mondo. I nootropici più comuni sono infatti caffeina e nicotina, tanto che quelle che vengono chiamate smart drug sembrano, al confronto, un fenomeno marginale. In un’epoca caratterizzata dalla produttività sfrenata e dalla competizione è diventato comune l’uso di farmaci e integratori per studiare e lavorare di più e meglio. Farmaci usati fuori indicazione, legali ma il cui uso nei sani desta comunque qualche preoccupazione. Dopo il primo sorso la sostanza attiva viene rapidamente distribuita nell’organismo, dove agisce bloccando l’azione dei recettori endogeni dell’adenosina A1 e A29, attivando così un’ampia gamma di effetti fisiologici. Nonostante venga comunemente usata come stimolante, studi recenti hanno ridimensionato i benefici acuti quando il consumo diventa regolare, a causa di un meccanismo di tolleranza. E la sua fama rimane alta anche grazie a ricerche che hanno mostrato che il consumo di caffeina può diminuire il rischio di declino cognitivo negli anziani, un effetto definito neuro-protettivo.

Efedrina, nicotina, caffeina e teina sono tutti stimolanti organici del sistema nervoso, utilizzati da secoli, principalmente per combattere la fatica.  Può migliorare l’umore, dato che scatena la cascata di dopamina e glutammina, stimolanti naturali prodotti dal cervello, rendendoci più vigili e concentrati.

Proprio il caffè ha dimostrato di migliorare alcuni tipi di memoria, la capacità di ricordare elenchi di parole e informazioni semplici, che si cementano più facilmente nella memoria a lungo termine e uno studio recente indica che gli estroversi ottengono dalla caffeina un aumento della memoria di lavoro maggiore rispetto agli introversi. Le bevande energetiche forniscono benefici funzionali grazie agli ingredienti in esse contenuti. Primo fra tutti la caffeina, nota per i suoi effetti stimolanti sulle funzioni cognitive, che aiuta a migliorare la concentrazione ed aumentare l’attenzione, favorisce la veglia e, in condizioni opportune, migliora le performance fisiche. Le vitamine del gruppo B invece contribuiscono a mantenere le prestazioni mentali (acido pantotenico) e a ridurre la stanchezza e la fatica (niacina, acido pantotenico, vitamine B6 e B12). Inoltre, dopo un esercizio prolungato di oltre un’ora, l’assunzione di glucosio o altri carboidrati attraverso le bevande energetiche, posticipa la fatica, risparmia il glicogeno e aumenta le prestazioni.

Per quanto riguarda gli effetti avversi delle bevande energetiche, esse possono configurare rischi per la salute dei consumatori perché presentano degli effetti collaterali non trascurabili (data anche la loro composizione a base di caffeina e zuccheri), quindi per tale motivo devono essere consumate con cautela. L’aspetto negativo di tali bevande è il dosaggio delle loro sostanze che, se confrontato con quello introdotto con gli alimenti, rappresenta di fatto un “superdosaggio” che potrebbe causare conseguenze significative. Infatti dosi elevate di caffeina, soprattutto nei più giovani, possono interferire con l’attività del sistema nervoso (irritabilità, agitazione, irrequietezza), così come l’alta percentuale di zuccheri favorisce la predisposizione a sovrappeso, obesità, erosione dentaria e carie. In particolare, gli effetti della caffeina dipendono dalla dose assunta e la risposta individuale è molto variabile: in un adulto l‘assunzione di 50-100 mg può essere stimolante, mentre oltre i 500 mg si possono manifestare sintomi indesiderati come tachicardia, ipertensione, capogiri e insonnia. Gli sportivi che assumono bevande energetiche prima di uno sforzo fisico prolungato, devono tenere presente che l’attività diuretica della caffeina può peggiorare lo stato di disidratazione dovuto alla perdita di liquidi con il sudore, nonché la possibilità che insorga una sindrome da astinenza da tale sostanza tale da compromettere la prestazione. In ogni caso gli energy drink, così come tutte le bevande contenenti caffeina, dovrebbero essere sconsigliate ai pazienti affetti da cardiopatie e/o ipertensione. A questo quadro devono aggiungersi gli effetti degli zuccheri. Difatti assumere bevande energetiche per lunghi periodi, quindi introdurre quantità eccessive di zuccheri semplici, può predisporre allo sviluppo di obesità e di diabete insulino-resistente. Infine al giorno d’oggi, il principale rischio è rappresentato dalla sempre più diffusa assunzione di cocktail a base di energy drink e alcool. Questa miscela nasce dal desiderio di bere una bevanda che abbia gli effetti euforizzanti dell’alcool, ma che contemporaneamente non stordisca. Gli energy drink possono dare l’illusione di combattere gli effetti sedativi dell’alcool, ma lo stato di ebbrezza viene mascherato e i segnali significativi (come la fatica e la sonnolenza) sono solo attenuati, poiché la concentrazione ematica di alcool rimane invariata. Il rischio per il consumatore potrebbe quindi farsi più rilevante perché, non avvertendo i sintomi dell’ebbrezza, continua a bere mettendosi ancora più in pericolo. Dalle informazioni disponibili, i potenziali rischi di tali mix rappresentano un problema di salute pubblica, come ad esempio il mascheramento dell’effetto depressivo dell’alcool (che porta il consumatore a sottovalutare il proprio stato di ebbrezza alcolica), il rischio di disidratazione e le alterazioni del ritmo cardiaco e della funzionalità renale.

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