Siate veri amici (Prov. 17:17)
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Molto probabilmente quando parliamo con i nostri fratelli, i nostri amici e la nostra famiglia, sembra che ci sia sempre qualcuno che sta affrontando un periodo stressante. Se il problema non ce l’abbiamo noi, forse ce l’ha il nostro coniuge, o un nostro caro amico, o i nostri genitori. Potrebbe trattarsi di chiunque sia a noi caro. Lo stress degli altri stressa anche noi. Cosa possiamo fare? Possiamo imitare il re Davide. Cosa fece Davide? Prendiamo insieme la Bibbia in Salmo 18:6. Davide non faceva affidamento su sé stesso, si rivolse al suo migliore Amico e al suo Soccorritore, Geova. Salmo 18:6 dice: “Nella mia angoscia invocai Geova; continuai a supplicare il mio Dio. Ed egli dal suo tempio udì la mia voce, e il mio grido d’aiuto giunse ai suoi orecchi”. E il versetto 16 continua dicendo cosa fece Geova: “Dall’alto [Geova] stese la mano, mi afferrò e mi tirò fuori da acque profonde. Mi liberò dal mio possente nemico, da quelli che mi odiavano ed erano più forti di me”. È incoraggiante leggere quello che Davide passò e come Geova lo aiutò. Ed è confortante sapere che Geova promette di fare lo stesso per voi, per me e per tutti i suoi leali servitori. In passato Geova usò gli angeli, li incaricò di aiutare persone leali come Giacobbe, Gedeone, Daniele, Maria e Gesù. E ancora oggi gli angeli ci aiutano. Ma chi è che Geova usa principalmente per aiutare i suoi servitori sulla terra? Voi, me e tutti i nostri fratelli. E che privilegio è essere usati da Geova, essere mandati da Geova per aiutare qualcuno! Ma dobbiamo chiederci: “Sono una persona pronta ad aiutare? Sono disposto a essere usato da Geova, a essere mandato da Geova quando qualcuno sta attraversando momenti difficili?” Provate a immaginare una persona che sta nuotando nel mare. Tutto va bene, fino a quando comincia ad avere delle difficoltà, inizia a gridare per essere salvata. Meno male che lì c’è un bagnino molto attento. Si tuffa in mare e porta subito questa persona in salvo, sulla riva. I bagnini sono lì per una ragione. Sono lì per avvertire le persone del pericolo, ma se le persone sono in pericolo sono lì per portarle in salvo. È quello che ci aspettiamo che faccia un bagnino. Cosa si aspetta Geova da noi? Geova ci insegna a proteggere gli altri, a salvare come dei bagnini i nostri fratelli e sorelle quando hanno un disperato bisogno di aiuto. Quindi dobbiamo pensare agli altri, dobbiamo stare attenti come dei bagnini e accorgerci se i nostri fratelli stanno annegando nel dolore o in qualche tipo di angoscia e capire cosa possiamo fare per correre in loro aiuto. E cosa possiamo fare? Leggiamo insieme la scrittura di oggi, Proverbi 17:17. Leggiamo tutto il versetto. Dice: “Il vero amico ama in ogni circostanza e si dimostra un fratello nei momenti difficili”. Quindi, cosa significa che “il vero amico ama in ogni circostanza”? Un vero amico non è quello che fa sparire i problemi. Un vero amico è quello che non sparisce quando si affrontano dei problemi. Questo è un vero amico. Quando Davide stava attraversando dei momenti difficili, molti lo abbandonarono, ma non Gionatan, non Usai. Erano lì, erano leali, erano veri amici nel bene e nel male. Erano lì per aiutare Davide, per salvarlo quando aveva più bisogno di essere salvato. Sì, erano accanto a Davide quando lui aveva bisogno del loro sostegno. L’amore era alla base della loro amicizia, un amore tenace, un amore forte. Ora pensiamo ai bagnini e torniamo al nostro esempio. I bagnini non nascono bagnini, vengono addestrati a farlo, a essere buoni osservatori, pronti a salvare delle vite. Geova oggi ci sta addestrando. Dobbiamo usare questo addestramento per aiutare gli altri. Dobbiamo essere buoni osservatori, pronti a correre in loro soccorso. Pensiamo ai nostri veri amici. Ci conoscono molto bene. Anche se non diciamo nulla, sono buoni osservatori. Sanno se attraversiamo un momento difficile solo da uno sguardo, dal nostro tono di voce o dal nostro comportamento. Corrono in nostro soccorso. Gesù disse, in Giovanni 15:13, che “nessuno ha un amore più grande di chi”? “Nessuno ha un amore più grande di chi cede la vita per i suoi amici”. Beh, sappiamo che i veri amici sono disposti a sacrificarsi e questo addirittura a volte potrebbe significare morire per i propri amici. Ma più spesso significa cedere oppure sacrificare il nostro tempo e le nostre energie per correre in aiuto degli altri, per edificarli spiritualmente, aiutarli in modo pratico e talvolta anche emotivamente. Dato che l’amore è il fondamento è tenace, non verrà mai meno. A volte vorremmo correre in aiuto degli altri, ma non sappiamo cosa dire o non sappiamo cosa fare. Non possiamo far sparire il loro problema. Ma possiamo venire in loro aiuto, essere lì per loro, essere al loro fianco. A volte anche solo saper ascoltare è una dimostrazione di vero amore. Il più piccolo atto di gentilezza vale più della più grande delle intenzioni. Non dovremmo mai dimenticarlo. Ricordate, Geova si aspetta che con spirito di sacrificio mostriamo sempre ai nostri fratelli e sorelle amore sincero e altruistico. Situazioni impreviste si presentano in momenti imprevisti, quindi dobbiamo chiederci: “Sono pronto a sacrificarmi e mettere da parte le altre cose? Entrare in azione per aiutare un mio fratello, una mia sorella?” È interessante anche la seconda parte del versetto 17, che dice: “Si dimostra un fratello nei momenti difficili”. Come dobbiamo intendere questa parte del versetto? Ci si potrebbe aspettare di ricevere questo tipo di aiuto da un fratello carnale, ma spesso non è così. Spesso sono i nostri fratelli spirituali a correre in nostro aiuto, a mostrarsi dei veri amici, degli amici leali. Questo è quello che dice Proverbi 18:24: “C’è un amico che ti rimane vicino più di un fratello”. Abbiamo l’opportunità di essere usati da Geova, di essere una risposta alle preghiere di qualcuno, se ci lasciamo usare da Geova rendendoci disponibili e “tuffandoci” per soccorrere gli altri. Molto probabilmente anche noi affronteremo momenti difficili e avremo bisogno che qualcuno sia la risposta alle nostre preghiere. Un vero amico è qualcuno che entra quando il resto del mondo esce. Entra, è lì per noi quando ne abbiamo più bisogno, come nel caso di Davide. Potremmo essere bravi a correre subito in soccorso quando succede qualcosa nella vita di qualcuno, ma cosa facciamo se quella malattia o quel problema si prolunga e continua nel tempo? Resteremo ancora vicini al nostro fratello, alla nostra sorella? E saremo lì per loro nei momenti difficili? Vogliamo continuare a tenerci in contatto con loro per rassicurarli dell’amore di Geova e del nostro amore con un biglietto, un’e-mail, un messaggio, andandoli a trovare. Tutto questo li farà sentire veramente amati. Pensiamo un attimo a Paolo, l’apostolo Paolo. Anche lui attraversò molti momenti dolorosi. Per esempio quando era a Roma nel 60 E.V. fu imprigionato. E lui menzionò per nome, nella lettera ai Colossesi al capitolo 4, 5 fratelli, 5 amici che vennero in suo soccorso. Si dimostrarono dei fratelli nei momenti difficili. Sì, erano lì al suo fianco quando ne aveva più bisogno. Ce li ricordiamo, si chiamavano Tichico, Onesimo, Aristarco, Marco e Giusto. E cosa disse di loro Paolo in Colossesi 4:11? Disse: “Per me sono stati fonte di grande conforto” o, come dice la nota in calce, “un aiuto rafforzante”. È interessante notare che questa espressione traduce un termine greco usato soprattutto nell’ambito medico per trasmettere il senso di sollievo dai sintomi di una malattia. Quei 5 fratelli, quegli amici non potevano liberare Paolo dalla sua cella, ma potevano confortarlo ed essere “un aiuto rafforzante” per aiutarlo ad affrontare quelle prove. Erano disposti a fare tutto quello che era necessario per dargli conforto, fargli da messaggeri e aiutarlo in modo pratico provvedendogli vestiti, materiale per scrivere. Questi erano veri amici. Per esperienza personale, Paolo disse in 1 Tessalonicesi 5:14 di ‘confortare chi è depresso [o scoraggiato], di sostenere i deboli, di essere pazienti con tutti’. L’espressione “sostenere i deboli” è stata resa “tenere saldamente” o “non mollare i deboli”. Molti dei nostri fratelli e sorelle oggi, molti di noi, stanno annegando nell’angoscia. Siamo sopraffatti dai problemi. Sforziamoci di essere buoni osservatori, pronti a “tuffarci” per soccorrere i nostri fratelli, tendendo verso di loro la mano e tenendoli stretti. Così facendo, quando aiuteremo qualcuno, lui potrà dirci: “Sei proprio un vero amico, qualcuno che mostra amore nei momenti difficili”.