Senza la Quarta Teoria Politica il multipolarismo è un guscio vuoto 

Senza la Quarta Teoria Politica il multipolarismo è un guscio vuoto 

di René-Henri Manusardi


È Vero! Senza la Quarta Teoria Politica il multipolarismo è proprio un guscio vuoto. Se al multipolarismo togliamo infatti il suo fondamento, quello che l’ha genialmente idealizzato e generato, ossia la Quarta Teoria Politica (4TP), ecco che l’idea multipolare finirà per essere il più grande inganno del XXI Secolo, ossia il sosia, il doppio nero, l’Anticristo di cui ci parla frequentemente Aleksandr Dugin nei suoi testi, nel suo magistero, nelle sue conferenze, nei suoi dibattiti.

    Sì, la visione multipolare, a cui il “resto” del mondo non occidentale – che rappresenta geopoliticamente i tre quarti del pianeta Terra – sembra oggi procedere a passo spedito per liberarsi dalla morsa politica ed economica finanziaria del nuovo ordine mondiale unipolare che lo sta stritolando, se non verrà edificata sulle solide basi della 4TP sarà sicuramente destinata al fallimento se non nel breve, certamente nel medio periodo storico temporale.

    Senza una visione del mondo di ordine superiore, senza una weltanschauung capace di far transitare il pianeta dai bocconi avvelenati della Postmodernità a una visione imperiale invocata dalla 4TP, ossia fondata sul principio di realtà secondo la natura propria e differente di ogni spazio geofisico e geopolitico, non sarà per niente sufficiente lo stabilire un’alleanza internazionale politica ed economica strategica (BRICS), finalizzata all’abbattimento del totalitarismo liberale, considerato come la grande bestia dell’Apocalisse: infatti, una volta abbattuto il drago unipolare, a loro volta i vincitori si trasformeranno in altrettanti draghi che si divoreranno a vicenda per assicurarsi predominio tecnologico e risorse terrestri, promuovendo scaramucce locali orientate verso guerre geopolitiche regionali di ogni ordine e grado per accaparrarsi e monopolizzare le materie prime.

    Se poi nelle società occidentali e in quelle occidentalizzate – con i dovuti distinguo – dovesse affermarsi una Rivoluzione conservatrice globale, che partendo dall’America settentrionale o dall’Europa fosse poi in grado di riaffermare in modo rinnovato le tradizioni di questi popoli, ma in seguito ci si fermasse lì senza andare oltre, verso quello spirito della Tradizione che non è metafisicamente rivoluzionario ma è ontologicamente imperiale ed è la caratteristica fondante della 4TP: ecco che tra i vari attori geopolitici della Rivoluzione conservatrice si scatenerebbe a livello planetario una disputa affine alla sete di potere, di morte, di annientamento e, soprattutto, di egemonia, che già insanguinò la Francia del XVIII secolo nel periodo del Terrore giacobino, o l’Unione Sovietica del XX secolo nella lotta tra bolscevichi e menscevichi, seguita poi dal drammatico periodo delle purghe staliniane.

    Non dimentichiamo anche le contraddizioni di ordine interno presenti in diversi Stati-Civiltà asiatici, i quali postulano il multipolarismo in linea di principio, ma che poi non sono disposti a rinunciare – attuando una possibile anche se lenta e ordinata transizione verso la 4TP – a tratti evidenti di liberalismo materialista coniugati a comunismo politico: così facendo il multipolarismo è minato nel suo stesso interno, in quanto queste ideologie sono per loro natura intrinsecamente destinate all’egemonia planetaria, come abbiamo già visto nel corso della Modernità, e prima o poi nel tempo finiranno per manifestare il loro vero volto tirannico se non vogliono transitare dall’utopia della 3TP alla realtà della 4TP. La loro fiera lotta contro il liberalismo totalitario, infatti, merita il nostro rispetto, il nostro appoggio e la nostra piena solidarietà, ma ciò non toglie una loro fragilità e una loro persecutoria caparbietà nella mancanza di rispetto per i diritti fondamentali della persona umana (da non confondere con gli individualisti e anti-comunitari Diritti dell’Uomo) e delle comunità etniche e religiose, perseguitandole con un ateismo di Stato che è contrario sia alla natura umana sia alla pacifica convivenza sociale e dei popoli.

    Infine, non possiamo non notare che il transito dalle prime Tre Teorie Politiche verso la 4TP in continuità ideale – ossia salvando di esse gli aspetti sociologici di libertà (1TP), comunitarismo (2TP), corporativismo (3TP), ma mantenendo un fermo rifiuto di capitalismo, lotta di classe, statalismo – in molte persone impressionate, invaghite o fermamente convinte dal pensiero filosofico di Aleksandr Dugin, sia un transito quasi esclusivamente verbale ma incapace di coinvolgere la vita delle persone stesse: quindi alle parole non seguono i fatti e alla fine il peso sociologico del comunismo o del fascismo o dell’individualismo borghese continuano ad essere la matrice ideale, soprattutto in Europa e in America latina, che alimenta la vita quotidiana di queste persone. Gente, de facto, non ancora convertita alla bontà della visione imperiale indoeuropea, intesa come confederazione multietnica e multiconfessionale guidata dal Katechon, l’imperatore, il Cæsar (Zar, Kaiser) mediatore delle istanze spirituali e concrete delle etnie, dei popoli, delle religioni che formano l’Impero, secondo il criterio mitteleuropeo dei Viribus Unitis.

    Ma, allora! Come far sì che la 4TP si radichi profondamente nelle nostre viscere, nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre anime e diventi una corrente indivisa di teoria-azione, un movimento efficace di azione sociale, così da non permettere che il Multipolarismo resti un guscio vuoto, privo di anima, come un variegato insieme di idee raffazzonate e buttate lì in qualche modo e in qualche angolo del nostro cervello, senza possibilità di dare risultati concreti?

§ La prima cosa da fare è chiedere l’aiuto al Divino, attraverso la preghiera e/o la meditazione e per mezzo di un’aristocratica ascesi fondata sul combattimento spirituale contro i vizi capitali attraverso la pratica delle Virtù: in questo modo, plasmati interiormente attraverso uno svuotamento interiore integrale, l’anima sarà tersa nel ricevere la corretta Visione del mondo, l’intelletto sarà in grado di recepire la Verità insita nella 4TP, il corpo disteso e tonico sarà pronto all’Azione.

§ Il secondo importante mezzo è l’esercizio della mente razionale e discorsiva attraverso la lettura dei testi fondamentali della 4TP, della visione eurasiatista e del multipolarismo: molti editori italiani posseggono una buona bibliografia di diversi autori a riguardo, tra cui AGA Editrice la quale è stata ufficialmente incaricata dell’edizione italiana delle Opere di Aleksandr Dugin.

§ Per chi vuole essere e diventare un militante attivo, avere la struttura interiore e umana profilata alla Formazione Quadri di ordine metapolitico e politico, diventare un ufficiale della 4TP, il terzo e più importante consiglio è quello di seguire i Corsi di Alta Formazione su La Quarta Teoria Politica in lingua italiana e inglese, promossi dal Prof. Lorenzo Maria Pacini, incaricato dallo stesso Aleksandr Dugin sia quale referente del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia sia quale Formatore, i cui Corsi hanno tra l’altro la royalty e la collaborazione dell’Università Popolare Darya Dugina di Mosca e sono organizzati dalla nuova realtà universitaria della Nova Multiversitas Studiorum, fondata dallo stesso prof. Pacini.

§ Infine, per garantire all’azione della 4TP un indirizzo chiaro e antagonista al mondo postmoderno, risulta imprescindibile la creazione ex novo di Comunità Organiche di Destino e di Circoli culturali che sappiano vivere fraternamente nella lotta comune, e che siano in grado “uscire definitivamente” sia dal reducismo e dal nostalgismo, sia dall’aperta collaborazione con nuovi “Soggetti politici” elettorali fintamente multipolari ma in realtà congreghe per l’acquisizione di nuove poltrone parlamentari a Roma e a Strasburgo nonché di interessi economici trasversali, i quali inquinerebbero non solamente l’ortodossia della 4TP, ma farebbero rifluire la contestazione civile anestetizzandone la sua lotta contro l’Unipolarismo Yankee, come già è avvenuto con i movimenti populisti della Lega e del M5S. A tutto questo, i nuovi Circoli e le nuove Comunità che sorgeranno, come pure tutti quei Circoli e tutte quelle Comunità che hanno sanamente resistito al compromesso con i nuovi “Soggetti politici”, dovranno impegnarsi intensamente e febbrilmente a favore della resistenza civile, degli scioperi studenteschi, della “intelligente” e democratica non violenza, del reclutamento militante, del dialogo ideologico con le FFOO e con le FFAA, della lotta metapolitica e politica aggiornata agli orizzonti proposti dalle nuove tecnologie.

Viribus Unitis!


IL BARDO DI DASHA/Бард Даши

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