Sbarro Chrono
@CarFanaticsL'eccentrico Franco Sbarro, nel 1990, decise di lanciare una vettura che, come al suo solito, era estremamente folle: la concept in questione prendeva il nome di Chrono, e come questo suggerisce, aveva un solo obiettivo, essere veloce e più nello specifico bruciare lo 0-100 in appena 3.5 secondi.
Considerando che il record omologato del '90 apparteneva ad una Donkervoort la quale impiegava 3.85 secondi, è chiaro che la missione era alquanto ardua. Il costruttore svizzero comunque era determinato a raggiungere tale target: per riuscirci ovviamente erano importanti aspetti quali potenza, peso e motricità.
Ciascun aspetto venne portato all'estremo, e partendo dalla potenza, in posizione posteriore-centrale, trovava posto nientemeno che il 6 cilindri in linea da 3.5 litri della BMW M1, gestito da un cambio manuale a 5 rapporti (decisamente corti), capace di generare la bellezza di 500 CV. Anche il peso giocava ovviamente un ruolo chiave: Sbarro per questo decise di ricorrere ad una semi-monoscocca in carbonio, una relativa alla zona frontale comprensiva di abitacolo, ed una posteriore per il motore: questo, oltre a contenere il peso a 650 kg (per un rapporto peso-potenza di 1.3), permetteva, in virtù di un giunto centrale, di piegare letteralmente l'auto in due, garantendo una grande accessibilità al propulsore montato trasversalmente.
A permettere una grande motricità ci pensavano degli pneumatici totalmente folli: se anteriormente erano montanti dei Pirelli P Zero 205-45 ZR16, mentre dietro dei mostruosi 335-35 ZR17, la cui coppia era larga quanto metà auto.
Tutti questi accorgimenti permisero di raggiungere l'obiettivo dei 3.5 secondi nello 0-100, con una velocità di punta di "soli" 200 km/h.
Analizzando l'estetica, la Chrono si presentava come una roadster pura, con un parabrezza tagliato in basso che si raccordava con i finestrini laterali, tutto realizzato in plexiglass rosso: per il resto le linee erano alquanto semplici e morbide, con alcuni tocchi sportiveggianti quali le grandi prese d'aria avanti al parafango posteriore, l'enorme alettone in coda e un bello splitter a contrasto anteriore.
Decisamente "rossi" gli interni, con pelle onnipresente di questo colore e sedili, due ovviamente, che si andavano a fondere con la scocca: simpatico il cronometro integrato nella plancia, al centro della scritta "Chrono".
In definitiva una vettura eccentrica ed unica nel suo genere, estrema e forse insensata, pensata espressamente per uno specifico scopo ma non per questo non affascinante.




