SPERANZA, IL CONTO È ARRIVATO: RISPONDA SUI DATI ALTERATI
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Cifre sbagliate, grafici alterati e una sovrastima dei benefici che non corrispondeva ai dati reali. Anche la comunicazione istituzionale statistica durante la campagna vaccinale è stata condotta per trasmettere un messaggio rassicurante sulle vaccinazioni.
🔸️ Sono alcune delle evidenze emerse dall’audizione in Commissione Covid di Bruno Cheli, docente di statistica economica all’Università di Pisa che è stato ascoltato dai commissari su questo aspetto particolare, ma dirimente, della campagna vaccinale.
🔸️ Dati corretti alla mano e mostrando numerosi studi scientifici inoppugnabili, Cheli ha spiegato tutte le incongruenze della campagna vaccinale. "Aifa doveva informare di questo ma non l’ha fatto”, ha detto.
🔸️ Nelle comunicazioni istituzionali dell’Aifa e poi dell’ISS e del Ministero della Salute, non si è tenuto mai conto dei valori di efficacia assoluta dei vaccini, mentre invece si è scelta la strada dei valori di efficacia relativa, perché questi si presentavano elevati, mentre l'efficacia assoluta risultava intorno all'1%.
🔸️ Questo valore significava che per evitare la malattia a una sola persona occorreva vaccinarne 100”. "Inoltre - ha affermato Cheli - Pfizer non ha prodotto nessuna evidenza statisticamente significativa che il vaccino riducesse la mortalità".
🔸️ Cheli ha fatto notare che se il vaccino fosse stato privo di effetti collaterali gravi, avrebbe potuto avere un senso vaccinare tutta la popolazione per evitare la malattia a poche persone, ma “siccome sappiamo bene che i vaccini hanno provocato reazioni avverse, allora viene a chiedersi se ne valeva davvero la pena?”.
🔸️ Domanda retorica, alla quale, è facile rispondere no. Infatti, il presidente dei senatori di FdI, Lucio Malan, su questo punto è stato fermo. “L’informazione statistica istituzionale sui vaccini anti-Covid ha risentito di errori sistemici finalizzati a sovrastimare i benefici e a sottostimare i rischi associati alla vaccinazione.
🔸️ L’esperto ha rilevato vere e proprie alterazioni di grafici per rassicurare la popolazione circa gli effetti avversi da vaccini anti-Covid, inoltre ha posto l’accento sulle lacune della vigilanza passiva, adottata dalle autorità italiane per le segnalazioni di eventuali reazioni avverse”.
🔸️ Parlando successivamente con la Bussola, poi, Malan ha chiarito che "non si è trattato di errori, ma è stato tutto ampiamente voluto". Prima di Cheli infatti abbiamo audito il prof. Trifirò, docente di farmacologia, indicato dal Pd.
🔸️ Nel 2023 è stato autore di uno studio, che in audizione ha pienamente rivendicato, in base al quale le reazioni avverse sono state rilevate dal 77% dei vaccinati (contro lo 0,097% rilevato da AIFA), le reazioni gravi lo 0,49% contro 0,018% di AIFA, che poi ne ritiene solo un terzo correlabili con il farmaco, cioè 0,06%".
🔸️ Ebbene. "La valutazione del bilanciamento rischi/benefici ne risulta completamente stravolta. Una cosa è farsi un vaccino con una reazione grave ogni 16mila casi, altra è avere una reazione grave su 200!".
🔸️ Una informazione volutamente non corretta, effettuata da parte di quelle stesse autorità che allo stesso tempo spingevano alla vaccinazione tramite imposizioni, obblighi e limitazioni e soprattutto magnificando le virtù dei vaccini. Di più, ha insistito Malan: “Una propaganda nascondendo la realtà dei fatti”.
🔸️ Motivo per cui si rende necessario audire l’allora Ministro Speranza che “deve rispondere ai cittadini, specie a coloro che si sono fidati delle autorità, vaccinandosi, e che oggi ne pagano delle conseguenze in termini di salute.
🔸️ Nascondere la verità è gravissimo. Questo sì spinge la gente a non fidarsi delle autorità, incluse quelle sanitarie, anche quando fanno dichiarazioni pienamente fondate e importanti per tutelare la salute della popolazione”.
🔸️Dall’audizione di Cheli, emerge una alterazione sistematica dei dati propagandati per rassicurare la popolazione. La stessa Pfizer aveva già avvertito che “nel gruppo di vaccinati sottoposti a sperimentazione, il rischio di morte per arresto cardiaco è stato 4 volte superiore a quello di non vaccinati con placebo, mentre sulla mortalità generale il vaccino ha avuto una efficacia negativa”.
🔸️ Fatti che hanno coinvolto anche l’Iss che “non distingueva tra coloro già guariti dalla malattia e gli altri e questo ha comportato una sovrastima perché chi era già guarito aveva immunità naturale quindi si tendeva a gonfiare l’efficacia del vaccino”.
🔸️ Fatti che hanno coinvolto anche l’Iss che “non distingueva tra coloro già guariti dalla malattia e gli altri e questo ha comportato una sovrastima perché chi era già guarito aveva immunità naturale quindi si tendeva a gonfiare l’efficacia del vaccino”.
🔸️ Riguardo alla valutazione della sicurezza dei vaccini, Cheli ha mostrato come Aifa abbia sottostimato di centinaia di volte il tasso di reazioni avverse: mentre Aifa su 100mila dosi rilevava 97 segnalazioni gravi, Pfizer ne comunicava più di 5000 e Moderna ben 19mila.
🔸️ Dati che fanno riflettere. Ma non quanto l’alterazione clamorosa di un grafico fatta apposta per rassicurare. Come è il caso del grafico a bolle che mostra nei sei rapporti Aifa la differenza tra reazioni gravi e non gravi.
🔸️ Ebbene, l’area che riflette le reazioni gravi è stata alterata ogni volta, come ad esempio nel caso del sesto rapporto dove ad una percentuale dell'11% non corrispondeva la dimensione grafica della bolla più appropriata che dunque avrebbe dovuto essere notevolmente più grande....
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Andrea Zambrano
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