SMANTELLAMENTO DEL RDC: FAVORE ALLE IMPRESE E RICATTO AL LAVORO SALARIATO
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
🔸️ Lo scontro fra chi difendeva il RdC e quanti invece volevano eliminarlo si è svolto soprattutto attorno alla tragedia di quei 130.000 mila nuclei familiari (14,8% sul totale) per i quali il Reddito sarebbe stato cancellato già a fine luglio di quest’anno.
🔸️ Tuttavia, l’effetto di questo processo di Controriforma va ben oltre le sofferenze economiche e di vita alle quali le famiglie in questione dovranno fare fronte…
🔸️ A nostro parere, l’aspetto principale consiste nel tentativo di ridurre il costo del lavoro dei cosiddetti working poor, di quei lavori che già oggi vengono pagati pochissimo, con orari spesso estenuanti, in un contesto di forte deregolamentazione normativa, di ricatto e di assai irrisori e sporadici controlli sulle imprese.
🔸️ È nostra opinione che Reddito di Cittadinanza e Assegno di Inclusione, sebbene presentati come misure di sostegno a settori della popolazione estremamente poveri, quando non proprio in via di emarginazione, siano in realtà principalmente ammortizzatori sociali che servono a limitare i danni causati dalla precarizzazione e pauperizzazione del lavoro dipendente in azienda.
🔸️ La loro funzione politica sarebbe perciò quella di coprire parte delle conseguenze di decenni di politiche neo-liberiste (dalla precarizzazione del lavoro alla deregolamentazione e all’abbassamento dei salari reali), che hanno enormemente avvantaggiato le imprese.
🔸️Tali sussidi, tuttavia, vengono finanziati dallo Stato, nell’ottica strategica di investire capitali sulla riduzione del costo del lavoro: un settore di lavoratori poveri disciplinato e controllato, obbligato ad accettare qualsiasi lavoro (pena la perdita del sussidio), vuol dire in termini economici una pura e semplice riduzione del costo del lavoro.
Emiliano Gentili, Federico Giusti, Stefano Macera
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