SI CHIAMA GUERRA

SI CHIAMA GUERRA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ C’è un momento, prima di ogni guerra, in cui le parole cambiano funzione. Non servono più a comprendere la realtà, ma a renderla accettabile. È in quel momento, invisibile, quasi silenzioso, che la violenza diventa pensabile.


🔹️ Le escalation militari degli ultimi mesi sono state raccontate con un lessico che sembra progettato per neutralizzare il dubbio: “deterrenza”, “difesa preventiva”, “minaccia esistenziale”, “risposta necessaria”.


🔹️ Sono parole che non descrivono soltanto gli eventi: li preparano. Trasformano decisioni politiche in automatismi, scelte in inevitabilità, esseri umani in fattori strategici. Basta leggere le dichiarazioni che accompagnano ogni attacco, ogni deportazione, ogni chiusura di confine.


🔹️ Il vocabolario è sempre lo stesso: “diritto inalienabile di difesa”, “risposta precisa e proporzionata”, “obiettivi militari legittimi”, “invasione”, “minaccia all’ordine”. Nessuna di queste formule nomina le persone che muoiono o vengono espulse. Nessuna lascia spazio al dubbio.


🔹️ Tutte costruiscono un’inevitabilità che toglie alla politica la sua dimensione morale. “Chiarire le nozioni, screditare le parole congenitamente vuote, definire l’uso delle altre con delle analisi precise: ecco un lavoro che, per strano che questo possa sembrare, potrebbe preservare delle vite umane”.


🔹️ Così scriveva Simone Weil nel saggio Non ricominciamo la guerra di Troia. Descriveva qualcosa che si ripete con ogni generazione, con lessici diversi ma con la stessa logica: la parola che diventa ordine di esecuzione.


🔹️ Simone Weil nel suo saggio "Non ricominciamo la guerra di Troia" mostra come le nazioni vadano in guerra non per difendere valori reali, ma per difendere parole come “la Nazione”, “l’Onore”, “la Sicurezza”, parole vuote che le guerre moderne, sono combattute per slogan che non corrispondono ad alcuna realtà concreta verificabile.


🔹️ In "L’Iliade" o il "Poema della forza", la prospettiva si allarga fino a diventare quasi antropologica. La forza è ciò che trasforma l’essere umano in “cosa”: prima di colpirlo fisicamente, lo annulla simbolicamente.


🔹️ E questa trasformazione comincia già nel linguaggio: non si vedono più persone, ma obiettivi; non vite, ma funzioni; non scelte, ma necessità. Vale per i corpi sui campi di battaglia. Vale ugualmente per i corpi nei centri di detenzione, per le famiglie separate alle frontiere, per le popolazioni civili contate come “danni collaterali”.


🔹️ La guerra non avanza solo con missili e droni. Avanza con formule linguistiche che spostano l’attenzione dall’esperienza concreta alla giustificazione astratta.


🔹️ Quando si parla di “sicurezza assoluta”, si tace su chi paga il prezzo di quella sicurezza. Quando si invoca la “necessità”, si sospende il giudizio morale. La responsabilità si diluisce e la violenza appare come un passaggio tecnico, quasi amministrativo......

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Emilia De Rienzo


Articolo integrale ⤵️

https://comune-info.net/si-chiama-guerra/

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