SATANISMO

SATANISMO

Silvio Dalla Torre

Quello delle tentazioni di Cristo è uno dei passi più suggestivi del Vangelo di Matteo.

La vicenda è ben nota.

Dopo il battesimo di Giovanni e prima dell’inizio della sua predicazione, Cristo si ritira nel deserto dove digiuna per quaranta giorni. Qui viene tentato tre volte dal diavolo, il quale dapprima lo invita a trasformare le pietre in pane ; poi lo solleva sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e lo esorta a gettarsi di sotto facendosi sostenere dagli angeli; infine lo porta su di un altissimo monte mostrandogli i regni del mondo e la loro gloria e offrendo il potere su di essi in cambio della sua adorazione .

Le tentazioni si seguono in un crescendo vertiginoso, avvenendo in luoghi sempre più elevati (il piano del deserto, il pinnacolo del tempio, la sommità del monte).

La prima di esse appare la meno grave. Cristo sta digiunando da quaranta giorni ed ha fame. Trasformare le pietre in pane potrebbe sembrare naturale, come in fondo è naturale, per tutti noi, piegarci ai compromessi della vita per ottenere dei vantaggi che crediamo di meritare o per soddisfare dei bisogni senza i quali pensiamo di non poter vivere. Cristo però ammonisce : non di solo pane vivrà l’uomo , ma delle parole che vengono dalla bocca di Dio. Cibarsi del pane del compromesso in cambio di effimeri vantaggi materiali non è la scelta azzeccata. Molto meglio restare in pace con la propria coscienza e obbedire ad un principio morale .

La seconda tentazione è già più insidiosa. Gettandosi dal tempio di Gerusalemme e facendosi sostenere dai suoi angeli Cristo potrebbe abbagliare il suo popolo con un miracolo spettacolare. Sicuramente verrebbe acclamato dagli ebrei come Messia e salvatore. Sarebbe però la scelta giusta? Una vera autorità si può fondare sugli effetti pirotecnici, sull’immagine esteriore, sulle promesse mirabolanti? Sul breve periodo sicuramente sì. La popolarità di un uomo pubblico si basa, il più delle volte, proprio su questo e oggi lo vediamo bene. Nei tempi più lunghi questa strada si rivela però catastrofica. I miracoli vengono dimenticati, le promesse non sono state mantenute, quel volto che sembrava così giovane e innovativo improvvisamente appare vecchio e stanco. La demagogia è una strada piena di attrattive ma dietro sé lascia solo macerie. Per questo non deve essere assolutamente percorsa: Non tenterai il signore Dio tuo!

La terza tentazione è la più estrema. Dalla sommità di un monte il diavolo offre a Cristo l’autorità sui regni della terra. In pratica gli offre la possibilità di diventare il capo dell’impero romano. In cambio chiede solo l’adorazione. E’ a questo punto che Cristo nomina per la prima volta il suo interlocutore riconoscendone esplicitamente la natura: Vattene via, Satana! (Vade retro, Satana!).

Ecco, l’altro giorno, leggendo delle vicende di Epstein, ho pensato, da non credente, a questo passo del vangelo. Se la tentazione più grave, quella in cui la presenza demoniaca si manifesta in modo totale, è quella del potere assoluto e se l’adorazione di Satana è in realtà l’adorazione del potere assoluto e fine a sé stesso, si può dire allora che nell’isola famigerata si svolgevano dei riti e delle pratiche tecnicamente sataniste. Il fatto che esse assumessero o meno le forme pittoresche talora descritte nei film (uomini vestiti da diavoli, strani riti iniziatici ecc.) è irrilevante.

Chi andava nell’isola di Epstein voleva farsi ammettere nel club esclusivo degli oligarchi che decidono della vita e della morte di miliardi di persone: quelli che stabiliscono, nel loro delirio di onnipotenza, i tempi delle guerre, delle crisi economiche, delle epidemie.

Chi andava nell’isola di Epstein firmava un patto con Satana, adorandolo come suo signore e padrone.

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