Recensione Qisan Magicforce 68 (Outemu): Un must a 40€
Tech Hub Italia
Scegliere la prima tastiera meccanica può essere abbastanza difficile, perché le variabili in gioco sono tante: a partire dagli switch, per passare alla qualità costruttiva, al form factor, ecc. Ma la variabile più importante è di certo il prezzo. Il mercato delle tastiera offre un listino molto ampio di prodotti e, a seconda del prezzo, aumenta la qualità generale del prodotto. Molti utenti, nuovi al mondo delle tastiere meccaniche, vogliono soprattutto una tastiera economica e che possa garantire una buona qualità per il prezzo. La Qisan Magicforce 68, sulla fascia dei 40€, spicca particolarmente per queste caratteristiche fondamentali, ed è una tastiera molto conosciuta fra gli appassionati. Oggi vi proponiamo la recensione di questa ottima tastiera, dopo 5 mesi di utilizzo giornaliero.
CONFEZIONE
All’interno della confezione di cartone, non troviamo molto: la tastiera, protetta da una busta di plastica, il cavo Mini-USB, un comodo keycap puller plastico (anche se è consigliato usarlo il meno possibile e comprarne uno di tipo ‘wired’, in modo da non rovinare i keycaps nella fase di estrazione) e un manuale utente. A conti fatti, in questa fascia di prezzo non si può chiedere molto di più.


FORM FACTOR
La tastiera è una 65%, il che significa che non è presente un tastierino numerico, la barra dei tasti funzione dedicata e i tasti Home, End, Print Screen, Screen Lock e Pause/Break: questi ultimi, insieme ai tasti F, passano in seconda funzione e sono ritrovabili alla pressione del tasto Fn in contemporanea con i rispettivi tasti. La compattezza della tastiera è tale da poter ingombrare pochissimo su un tavolo da lavoro, salvando prezioso spazio. Se lo spazio sul vostro desktop è un qualcosa a cui tenere molto, non rimpiangerete l'assenza del tastierino numerico, come anche la barra dei tasti funzione. Il form factor è particolarmente adatto anche per portabilità, si ripone infatti facilmente in uno zaino e, grazie al cavo detachable, può essere spostata in vari ambienti senza grossi problemi.

SWITCH
Gli switch, per la variante in esame oggi, ovvero quella da 40€, sono degli Outemu. Il sample in recensione monta degli switch di tipo Brown, ma è presente anche una variante con switch Blue. La differenza fra questi due switch è il feeling che trasmettono alle dita durante la scrittura:
· Lo switch Brown è di tipo tattile, ovvero all’interno dello switch è presente un ‘bump’, che al punto di attuazione (2 mm) rilascia un feedback tattile, molto simile ad una sorta di scalino. Il bump non aumenta comunque la rumorosità della tastiera, dato che agisce solo sulla sensazione percepita dalle dita e non emette alcun click;
· Lo switch Blue, invece, è sia tattile che clicky, ovvero che, oltre al feedback tattile, si riceve anche un vero e proprio ‘click’ in risposta alla pressione del tasto. Questo aumenta ovviamente la rumorosità della tastiera, ma per chi non deve preoccuparsi di mantenere un suono basso durante la digitazione, possiamo dire che il suono melodico dei Blue diventa molto presto una dipendenza (E premere i tasti della tastiera anche a computer spento non vi sembrerà una sciocchezza).
Della Magicforce esiste anche un modello leggermente più costoso, sulla fascia delle 60 euro, che monta degli ottimi switch Gateron. Esistono anche varianti con Cherry, ma la recensione di oggi si sofferma sul modello dal 40 euro.
Parlando di stabilizzatori, abbiamo notato la produzione elevata di rattling, una cosa abbastanza normale per la fascia di prezzo, ma lo appuntiamo per completezza della racensione.

QUALITÀ COSTRUTTIVA
Per questa cifra, riteniamo davvero difficile trovare qualcosa di migliore nello store Amazon: il case è costruito in plastica, solidissima, mentre i keycaps sono in ABS, di qualità ottima: dopo 5 mesi di utilizzo intenso, non sono presenti ingiallimenti dei keycaps, difetto molto comune per questa fascia di prezzo, ma più in generale per l’ABS, che su questa tastiera riteniamo essere trattato molto bene e garantisce longevità. Inoltre, è presente un back-plate in alluminio, che contribuisce ulteriormente alla solidità della tastiera. Alla pressione di alcuni tasti, abbiamo notato un ‘ping’: non siamo sicuri da dove provenga, ma molto probabilmente è dovuto alle molle degli switch che fanno risonanza per contatto col plate, accentuato dall'assenza della lubrificazione, anche se è una chicca riservata a tastiere ben più costose (ed è possibile effettuarla in proprio, con la giusta dose di pazienza e di conoscenza). Nonostante non sia troppo fastidioso, riteniamo giusto appuntare anche questo, per guidarvi al meglio per l'acquisto.
CONCLUSIONE
La Qisan si presenta come una tastiera con davvero pochi difetti, e tantissimi pregi. Da sottolineare la qualità costruttiva, soprattutto dei keycaps, e lo switch meccanico Outemu, che per la fascia di prezzo dà ottime sensazioni durante la scrittura. Il cavo detachable è una feature abbastanza rara per questa fascia di prezzo, un’aggiunta certamente gradita. Il form factor può non piacere a tutti, ma se non si patisce l’assenza del num-pad o della barra dedicata ai tasti funzione, questa tastiera calza a pennello per tutti quegli utenti che vogliono una tastiera che goda di ottima qualità, mantenendo il prezzo basso. Consigliamo questa tastiera soprattutto agli ‘starter’, che vogliono addentrarsi meglio nel mondo delle tastiere meccaniche, per poi passare più in là a tastiere più care e più esclusive.
Per chi vuole, unito ai tanti pregi già esposti, la retroilluminazione, uno switch da top della gamma e dei keycaps più duraturi e qualitativamente migliori in PBT double-shot, consigliamo vivamente la variante da 60€ di questa tastiera.

- Francesco
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