Recensione HHKB Professional Classic: Essenziale
Tech Hub italia • Andrea
La Happy Hacking Keyboard è una iconica tastiera nata dalla mente del prof. Eiiti Wada nel 1992 e prodotta a partire dal 1995 in collaborazione con PFU, azienda controllata da Fujitsu, ponendosi come obiettivi facilitare la programmazione e unire semplicità stilistica con la funzionalità di un layout razionale ed efficiente.
In questa veste, denominata "Classic", la HHKB esprime il suo massimo potenziale in termini di semplicità ed esperienza di scrittura.
Seguiteci nell'analisi di una delle pietre miliari nel mondo della dattilografia professionale.
CONFEZIONE
Fedele alla filosofia HHKB, la confezione è molto spartana. All'interno sono presenti, oltre alla tastiera, un cavetto USB C 2.0 lungo 1,8 m e 3 manuali d'uso.
BODY & KEYCAPS
Il body della tastiera, grande quanto la metà longitudinale di un foglio A4, fornisce una notevole sensazione di solidità e presenta una particolare colorazione perlacea; è composto interamente in AES, polimero meglio resistente ai raggi UV rispetto al canonico ABS. Il cavo è scollegabile e sul lato inferiore sono disponibili due piedini a scomparsa per lato, insieme a 4 larghi tamponi in gomma anti-scivolo.
Il vano dei DIP switch si trova anch'esso sul lato inferiore. I tasti sono in PBT, inclusa la barra spaziatrice; la loro superficie è piacevolmente ruvida e rimarrà tale per molto tempo.
Il profilo dei tasti è un punto di incontro tra il profilo OEM e Cherry.
I caratteri, in stile squisitamente sans-serif, sono stampati mediante tecnica "Dye Sublimation", che dona una piacevole definizione e grande longevità; le scritte risultano, infatti, precise e chiaramente leggibili.

I caratteri stampati sul lato frontale, riguardanti il layer Fn, sono anch'essi stampati con tecnica Dye Sub, una particolarità unica nel suo genere.
LAYOUT & FORM FACTOR
Una delle motivazioni principali dietro al layout HHKB deriva dalla volontà di condensare e semplificare la notevole varietà di layout offerti all'epoca da ogni singolo computer e terminale, che con l'avanzare del tempo crescevano in complessità e quindi prevedevano l'impiego di tastiere sempre più complesse e voluminose.
Alcune tastiere da cui il prof. Wada ha tratto ispirazione per la disposizione dei tasti sono: Apple Macintosh Keyboard (dalla quale è stata derivata la riga di fondo), Sun Type 3,4,5 etc., (dalle quali sono stati derivati numerosi tasti di controllo e spostamento, caratteristici del layout UNIX).
Rilevante è stato anche lo studio della Symbolics Lisp Machine Keyboard e della sua particolare gestione dei "bucky bits", generati dai numerosi tasti di controllo e modificatori.
Il risultato finale è una tastiera dall’aspetto unico e accattivante, priva dei tasti di controllo agli estremi inferiori e dotata di disposizione UNIX, che prevede la rimozione del Caps Lock a favore del ben più utilizzato Control, il posizionamento del tasto Backspace/Delete immediatamente sopra al tasto Enter/Return, mentre il tasto Esc risiede sopra il tasto Tab e il Tilde nella posizione diametralmente opposta.
Le ridottissime dimensioni di questa tastiera consentono di avere permanentemente sotto mano qualsiasi tasto e di operare il mouse in modo più naturale ed ergonomico.
Attraverso il layer Fn avremo accesso a tutti i tasti di controllo e spostamento presenti sul canonico layout IBM PC, più alcuni tasti (Power, Volume, Opt, etc.) dedicati a Mac e indicati in corsivo sul lato frontale dei tasti. È disponibile sulla facciata superiore un LED dedicato al Caps Lock ed è supportato l’N-Key Rollover.
Alcuni tasti (Delete, Left/RightMeta) sono riassegnabili mediante i DIP switch, secondo le opzioni descritte nell'etichetta.
Il vostro editore, ad esempio, ha impostato il tasto Meta sinistro come secondo tasto Fn.
I DIP switch gestiscono anche le diverse modalità di input dedicate a Linux, Windows e Mac. È attivabile anche l'opzione di risparmio energetico, che spegnerà la tastiera nel caso in cui non venisse utilizzata per 30 minuti.
I layout sono un aspetto molto personale. La disposizione HHKB si è sempre dimostrata, infatti, decisamente polarizzante tra gli appassionati di tastiere.
Tuttavia, ad essa va riconosciuta una notevole vastità di funzioni per essere un formato così condensato, e la disposizione dei vari cluster, razionale ed intuitiva, consente di adattarsi rapidamente e digitare con grande comodità.
SWITCH
Originariamente, per la prima generazione di HHKB sono stati previsti interruttori di tipo “Slider over Membrane”, prodotti da Fujitsu. È stata PFU a sostituirli con I ben più notevoli Topre 45g di tipo elettrostatico-capacitivo, a partire dal lancio della prima HHKB Professional.

Gli interruttori Topre, concepiti e sviluppati dall'azienda giapponese Topre Corporation, sono noti per la loro particolare risposta e grande comodità nelle lunghe sessioni di digitazione.
Per loro natura, sviluppano maggiore resistenza nel punto di inizio della corsa per poi decadere drasticamente. Il punto di attuazione si trova a metà corsa, che risulta di 4 mm in totale. Il fine corsa è ben definito e stabile. Al rilascio, la risalita è immediata e il suono "thock" appagante.
Il gioco dei tasti è minimo e non è individuabile alcun riverbero da parte delle molle coniche. Tuttavia, alcuni switch sono affetti dal noto problema di "sticking". Accade, talvolta, che le molle si "appiccichino" alla volta delle cupole, generando un subdolo rumore acuto. Si tratta di una dinamica fisiolgica per i Topre, destinata a svanire con l'utilizzo.
Gli stabilizzatori, ingrassati di fabbrica, sono particolarmente precisi e scorrevoli, privi di gioco anomalo.
CLASSIC VS HYBRID
La HHKB Professional Classic differisce dalle sue “sorelle maggiori” per l’assenza di connessione Bluetooth, presente in queste ultime in versione 4.0.
Non è inoltre disponibile alcuna opzione di silenziamento degli interruttori, denominata “Type-S”, che prevede l’installazione alla base dello slider di un anello in plastica e spugna, il cui compito è ammortizzare la risalita dello slider. Si precisa che, nonostante i dovuti adattamenti, gli interruttori Type-s riducono la corsa totale di 0,2 mm.
Se dunque necessitate delle funzionalità wireless, o desiderate una tastiera leggermente più silenziosa, dovrete puntare alle versioni Hybrid o Hybrid Type-S.
RIVALI
La HHKB Professional Classic è la diretta concorrente della Leopold FC660C; le principali differenze sono individuabili nel layout e nella costruzione interna.
Tra le due, il layout differisce drasticamente. La disposizione Leopold è ripresa dallo standard IBM PC e include il tasto Fn nella riga inferiore, il cluster delle frecce ravvicinato al settore alfanumerico e due tasti dedicati a Ins e Delete. Il Caps Lock è sostituibile mediante DIP switch al tasto Control; tuttavia, è stato omesso il tasto Tilde.
Mentre la HHKB Classic include il plate nella calotta superiore del body, la Leopold possiede un plate dedicato in acciaio. Entrambe le tastiere sono dotate di switch Topre 45g.
Saranno i vostri personali gusti in termini di disposizione dei tasti e aspetto a decretare la tastiera sulla quale ricadrà la scelta.
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