Rapporto del Comitato dei Coordinatori (2019)

Rapporto del Comitato dei Coordinatori (2019)

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In questi ultimi giorni abbiamo spesso notizia di situazioni d’emergenza e disastri naturali. Non si tratta di semplici notizie, ma di fatti che coinvolgono i fratelli e le sorelle. Di conseguenza in tutto il mondo le filiali devono gestire situazioni d’emergenza di vario tipo. In che modo il Comitato dei Coordinatori del Corpo Direttivo coordina la gestione di queste emergenze? E in che modo i beteliti che servono alla sede mondiale e i beteliti delle altre filiali collaborano per sostenere i fratelli? Di sicuro vi farà piacere vedere questo rapporto del Comitato dei Coordinatori. 

Il numero di disastri in tutto il mondo è impressionante. Terremoti e altri disastri naturali si stanno verificando “in un luogo dopo l’altro”, proprio come aveva detto Gesù in Matteo 24:7. E anche dove i disastri naturali sono rari e l’economia sembra stabile, violente proteste, attacchi terroristici o epidemie possono verificarsi all’improvviso. Nel 2018 il Comitato dei Coordinatori ha disposto che tutte le filiali abbiano un Ufficio operazioni di soccorso che soprintenda alla preparazione a un eventuale disastro e alle necessarie operazioni di soccorso nel territorio della filiale. Vediamo come si muove l’Ufficio operazioni di soccorso in ciascuna filiale. Per esempio, in Indonesia l’Ufficio operazioni di soccorso si è attivato prontamente a seguito di un violento terremoto e di uno tsunami. Quando c’è stato il terremoto stavo lavorando in un hotel. Vedevo gente che cadeva e non riusciva ad alzarsi e a scappare, allora mi sono riparata sotto l’architrave della porta tenendola aperta. Ho pregato Geova. Gli ho detto: “Geova, ricordati di noi!” Avevo tanta paura. Cercavamo di entrare nella stanza dove mia mamma era intrappolata. Ho visto la parete della stanza crollare. Alla fine io e mio figlio siamo usciti passando dove il muro era crollato. Quando abbiamo saputo del terremoto e dello tsunami, i fratelli dell’Ufficio operazioni di soccorso si sono subito riuniti per fare il punto della situazione. Dopo qualche ora il sorvegliante di circoscrizione ci ha fatto sapere che nessun proclamatore era rimasto ferito. Stavano tutti bene. Ci siamo subito organizzati per far arrivare gli aiuti. Le strade principali, però, erano state distrutte o avevano subìto dei cedimenti. I fratelli di Palopo hanno iniziato il rischioso viaggio verso Palu. Attraversare le zone di montagna ha richiesto circa 30 ore. È straordinario che i fratelli non abbiano perso nemmeno un’adunanza. Vedere quanto fossero concentrati sulle cose spirituali ci ha colpito davvero tanto. Come avviene per l’Ufficio operazioni di soccorso di tutte le filiali, anche i fratelli in Indonesia avevano ricevuto dal Comitato dei Coordinatori istruzioni grazie alle quali sapevano cosa fare. Hanno subito verificato che tutti i proclamatori stessero bene. Si sono accertati che ci fossero luoghi sicuri che potessero dare riparo ai fratelli, hanno fatto in modo che ci fossero cibo e acqua, hanno dato incoraggiamento spirituale e insieme all’LDC hanno fatto una stima dei lavori di costruzione da fare. Quello che è stato fatto in Indonesia ci aiuta a capire come ci muoviamo in caso di disastri naturali. Le epidemie sono difficili da gestire per vari motivi. Anche nei paesi sviluppati, le malattie possono mettere a rischio in poco tempo la vita di molte persone, diffondendosi silenziosamente e in modo inaspettato. A causa dei tanti spostamenti aerei, malattie pericolose possono passare da un paese all’altro prima ancora che gli enti sanitari riescano a rilevarne la presenza. Spinti dall’amore, interveniamo tempestivamente perché può essere una questione di vita o di morte. Vediamo cosa hanno fatto i fratelli della Nigeria in risposta alla diffusione di una malattia mortale non identificata. Qui le persone erano molto preoccupate, e lo era anche il Comitato di Filiale, perché la gente si ammalava e moriva improvvisamente, sia giovani che adulti. Tra questi c’erano anche i nostri cari fratelli e sorelle della zona. “Febbre emorragica” è un’espressione generica con cui si indica una malattia che può essere causata da molti virus. Nelle fasi iniziali è molto difficile capire quale di questi virus l’abbia scatenata, visto che tutti provocano più o meno gli stessi sintomi: mal di testa, dolori muscolari, nausea, febbre... Il Comitato di Filiale si è riunito: abbiamo pregato e poi abbiamo deciso di informare il Corpo Direttivo. Quando i fratelli del Corpo Direttivo hanno ricevuto la nostra lettera, si sono messi immediatamente in contatto con noi. Hanno anche organizzato un’adunanza urgente in videoconferenza con il Comitato di Filiale. Lo stesso giorno ci hanno mandato una lettera che conteneva istruzioni chiare su come procedere. Ho apprezzato davvero tanto le istruzioni che ci ha dato il Comitato di Filiale in quella situazione. Ce le ha fornite tempestivamente, e ci ha aiutato molto dal punto di vista spirituale, emotivo e materiale. Il Comitato di Filiale ci ha raccomandato di lavare bene le mani, di usare disinfettanti e di cucinare prendendo le giuste precauzioni. Abbiamo ricevuto istruzioni specifiche dalla sede mondiale: ci è stato detto di limitare gli spostamenti. Questo significava che nessuno poteva entrare né poteva uscire dalla Betel. E questo per 10 giorni, durante i quali siamo praticamente rimasti isolati. All’inizio non è stato facile, ma i fratelli sono stati pronti a collaborare. Hanno capito che la loro vita era a rischio e hanno seguito le disposizioni della filiale. Alla fine si capì che quella febbre emorragica era febbre gialla, che viene trasmessa da zanzare infette. Ci siamo sentiti sollevati, anche se la febbre gialla è comunque pericolosa. Ma almeno non è contagiosa e si può prevenire con un vaccino. Ad ogni modo per sicurezza abbiamo continuato a evitare qualsiasi contatto con l’esterno, e i fratelli sono rimasti isolati ancora per un po’. Sono tanto, tanto felice. L’organizzazione ha fatto tutto questo per noi. Non hanno perso tempo. Al contrario, sono intervenuti subito per aiutarci, e questo ci ha fatto sentire sicuri. Il Corpo Direttivo ci ha dato indicazioni precise su come effettuare le operazioni di soccorso. L’organizzazione ci ha insegnato che in caso di disastri dobbiamo essere pronti, dobbiamo essere veloci, dobbiamo essere efficienti e dobbiamo fare tutto in sicurezza. Quando si verifica un disastro è molto importante la comunicazione. Alla sede mondiale vari fratelli degli uffici dei comitati si sono messi in contatto con la filiale della Nigeria per capire la situazione e valutare le necessità. Se nella nostra zona dovesse scoppiare un’epidemia, potrebbe essere necessario adottare misure preventive simili a quelle adottate in Nigeria. Proverbi 15:22 dice: Come dimostrano questi 2 esempi, quando si verifica un disastro vari reparti della sede mondiale aiutano il Comitato dei Coordinatori a valutare attentamente le necessità e a provvedere alle filiali l’aiuto pratico di cui hanno bisogno. L’Ufficio operazioni di soccorso di ogni filiale collabora strettamente con il Reparto Servizio, il Reparto della Filiale Progetti e Costruzioni e molti altri reparti, a seconda dell’emergenza. Tutti questi reparti collaborano per aiutare i fratelli. In caso di disastri i fratelli si attivano immediatamente per dare aiuto. Questo è importante, perché sono in gioco delle vite. In queste situazioni ci affidiamo sempre a Geova. Inoltrandoci sempre più negli ultimi giorni, probabilmente avremo ancora più opportunità di mostrarci amore partecipando alle operazioni di soccorso. Da parte del Comitato dei Coordinatori vogliamo ringraziare tutti i Comitati di Filiale, gli Uffici operazioni di soccorso, i fratelli e le sorelle che lavorano nei reparti della Betel in tutto il mondo, i comitati di soccorso e tutti i volontari che mettono a disposizione il loro tempo e le loro risorse per aiutare i fratelli. Quando pensiamo a voi, ci vengono in mente le parole di 1 Tessalonicesi 2:8: Questo è lo spirito che voi, fratelli e sorelle, state mostrando. Spinti da un amore profondo e sincero per Geova e per i fratelli, siete disposti a ‘dare voi stessi’. Sappiate che vi vogliamo molto bene, e apprezziamo tutti voi per lo straordinario spirito che mostrate.

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