Psicologia e omeopatia: Trailer
Ennio MartignagoApril 06, 2023
Psicologia omeopatica? Omeopatia psicologica?
Probabilmente un falso problema.
Psicologia e omeopatia è un nuovo podcast dedicato a fornire agli psicoterapeuti degli strumenti complementari alla loro attività che esulino da quelli della farmacopea ufficiale senza volervisi affatto contrapporre. In questo modo essi potranno utilizzare dei rimedi alla portata di tutti che supportino l'uscita da certi stati d'animo dei loro clienti che non è facile affrontare per la via cognitiva. Trattamenti dolci come possono essere i rimedi omeopatici, i fiori di Bach, la bioterapia di Reckeweg, l'aromatoterapia e molti altri che possono aiutare chi affronta situazioni di crisi o cambiamento dotati della capacità di intendere e di volere caratteristica della gran parte dei casi che accedono ai trattamenti psicologici.
Omeopatia e psicologia, perché a porta d''accesso psichica alle problematiche del corpo offre un percorso importante e troppo spesso banalizzato da molti psicosomatisti improvvisati. È un'omeopatia che non si occupa della causa intesa come un sinonimo implicito per verità, ma che si sviluppa a partire dai fenomeni per accedere ai processi in una maniera coerente con la personalità nel suo insieme, ricca, unica, variegata, mutevole, suscettibile di trasformazione e lontana dalla nosologia, dalle statistiche dalle frasi fatte di una certa cultura medica come quella che fa dire al Dr. House: "Le persone non cambiano!".
Un percorso quello di "Psicologia Omeopatica" che potrebbe partire da molto lontano, da Paracelso, da Ippocrate o, prima ancora, dai taumaturghe orientali o dalla sapienza a trasmissione orale degli sciamani per arrivare agli approcci paradossali di Milton Erickson, di Palo Alto, Gregory Bateson, della Scuola di Milano che, proprio come accade nel modello omeopatico, usa il sintomo per generare un'omeostasi, un riequilibrio spontaneo dell'organismo. Il tutto passando da Hahneman, Vannier Schmidt, Kent, Paschero, Del Giudice e tutti i clinici che hanno sviluppato l'omeopatia dagli inizi del 1800.
C'è chi lo spiega con la teoria dei quanti, chi con la memoria dell'acqua e così via. Personalmente mi fisso a metà strada e considero questi strumenti delle risorse dell'informazione, dei generatori di segnali deboli, dei perturbatori non-massivi, ovvero "non dotati di una massima" di una dimensione fisico chimica senza per questo tirare in ballo la spiritualità, ma limitandoci a chiamare tutto ciò inconscio nel senso filologico del termine, ovvero di una qualche entità esistente di cui noi ancora non conosciamo tute le regole anche se possiamo osservarne gli effetti, nonostante non siano gli stessi che studia la scienza.
Lasciamo ad ognuno di sviluppare le proprie credenze, ma sappiano quelli che nutrono delle perplessità in materia che anche l'effetto placebo è lungi dal venire squalificato e, qualora lo volessimo sfruttare a supporto delle nostre pratiche, tutta la sovrastruttura teorica che lo circonda è comunque importante a supportare quella parte di effetto utile al clinico per non sentirsi in torto a prescriverlo ai pazienti.
Infine potrà essere utile ascoltare questi episodi a tutti coloro che sono interessati alla materia o che cercano delle alternative alle tisane o al rifiuto farmacologico per capirne di più, per provare ad usare qualcosa ed, eventualmente, per scegliere di affidarsi ad un clinico che adotti questi indirizzi. Non sarà un percorso breve e terminerà ben prima di essere arrivati ad un dunque, ma credo comunque in tempo utile per potere porre delle utili premesse a questo punto di incrocio fra la psicoterapia e la tradizione omeopatica.