Predicazione, strumento che Dio privilegia, ma...

Predicazione, strumento che Dio privilegia, ma...

Paolo Castellina

Comunicare il messaggio evangelico per accompagnare qualcuno alla salvezza in Cristo oggi è sicuramente "una fatica", bombardata la gente com'é da messaggi di ogni genere. Abbiamo però una certezza: di fronte all'annuncio autentico dell'Evangelo, coloro che Dio destina alla salvezza certamente vi giungeranno. Non sono mai parole al vento! L'apostolo lo ribadisce nel testo di oggi: Romani 10:14-17.

“Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c'è chi predichi? E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!». Ma non tutti hanno ubbidito all'evangelo, perché Isaia dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?». La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio” (Romani 10:14-17).

Una delle obiezioni più comuni che vengono avanzate contro la dottrina biblica della predestinazione che l'Apostolo presenta in questa sua lettera, è che essa renderebbe vana e superflua l'evangelizzazione. Se il destino di ciascuno è già segnato ed inalterabile, si contesta, che senso avrebbe il comandamento altrettanto biblico di predicare l'Evangelo, chiamando uomini e donne al ravvedimento ed alla fede in Cristo, e quindi alla salvezza? La risposta è che le due cose non sono affatto in contraddizione, perché la predicazione dell'Evangelo è esattamente il modo che Dio ha scelto e stabilito per chiamare, convocare, gli eletti ed impartire loro la grazia della salvezza. Tutti coloro che Dio ha scelto affinché ricevano il dono della salvezza si risvegliano spiritualmente quando, dove e come Dio ha stabilito, ma sempre in seguito all'annuncio dell'Evangelo. “Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione” (1 Corinzi 1:21). Per predicazione non si intende necessariamente l'Evangelo annunciato da un pulpito, ma ogni mezzo attraverso il quale esso ci viene trasmesso.

La predicazione dell'Evangelo, quindi, lungi dall'essere superflua, è lo strumento stesso che Dio usa per portare gli eletti al ravvedimento ed alla fede in Cristo. Gli eletti sono attirati a Cristo attraverso l'annuncio dell'Evangelo. Gesù dice: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno” (Giovanni 6:44). Attraverso l'annuncio dell'Evangelo, essi sentono parlare di Cristo, della Sua Persona ed opera, ne sono persuasi, credono in Lui e ne invocano l'intervento in loro favore. Ecco perché ci deve essere chi lo annuncia. Ecco perché è necessario che la chiesa cristiana mandi gli araldi dell'Evangelo in ogni dove per convocare gli eletti in quella che la Scrittura chiama: "l'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli” (Ebrei 12:23).

Non a caso lo stesso termine “chiesa”, nel Nuovo Testamento, è un termine che veniva usato in politica (nel mondo greco) per indicare l'assemblea di chi è stato eletto e convocato a rappresentare il popolo, coloro che sono stati “chiamati fuori” da questo mondo per far parte della “assemblea” dei redenti. Essi sono gli autentici “rappresentanti” dell'umanità. Essi sono il “mondo” che Dio ama e per il quale ha mandato il Suo Figlio Gesù Cristo come strumento della loro salvezza. Cristo è il Salvatore del mondo di cui gli eletti sono i rappresentanti. L'annuncio dell'Evangelo non è mai “parola al vento”. Possiamo stare certi che coloro che Dio ha eletto a salvezza vi risponderanno favorevolmente.

Per questo il seminatore della Parola di Dio semina con speranza, anzi, con la certezza che la sua opera non sarà mai frustrata. L'annuncio dell'Evangelo è rivolto a tutti indistintamente. Verranno sicuramente alla fede in Cristo per trovare in Lui salvezza tutti coloro che ad essa Dio ha destinato. L'annuncio dell'Evangelo, inoltre, renderà i reprobi inescusabili, perché l'Evangelo è anche rivelazione della giusta ira di Dio sui reprobi e gli impenitenti e, in ogni caso, la proclamazione della verità renderà gloria a Dio.

Gli evangelisti possono pure essere considerati i mietitori della messe di Dio. È per questo che Gesù dice ai Suoi fedeli discepoli: “Alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme. Poiché in questo è vero il detto: 'L'uno semina e l'altro miete'. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica" (Giovanni 4:35-38). Gli “altri” che “hanno faticato” rappresentano l'opera efficace dello Spirito Santo che rende possibile il raccolto facendo crescere e maturare il seme nel buon terreno. Quant'è bello vedere i messaggeri del Signore impegnati nella loro fruttuosa opera! Quant'è bello udire dal pulpito, dalla bocca dei figlioli di Dio, dalla stampa, dalla radio, dalla televisione, dall'internet... chi predica fedelmente. È lo stesso messaggio dell'angelo che troviamo in Apocalisse: “Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Egli diceva con voce forte: "Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque'” (Apocalisse 14:6-7).

Il problema è che oggi vi sono tanti, troppi, predicatori che annunciano quello che dicono essere vangelo, ma che non è quello autentico, quello conforme all'annuncio che troviamo esplicito nel Nuovo Testamento. Oggi l'Internet, attraverso i social network, oppure attraverso canali televisivi americani, ci permette di entrare "senza farsi accorgere" (!) in tante diverse chiese e udire predicatori di ogni tipo. Che rabbia (e che sconforto) sentire ciò che di fatto non è vangelo di fronte ad assemblee che "se lo bevono" senza alcun senso critico, magari lusingate da quello che loro piace udire. Che tristezza udire predicatori ignoranti e sviati, magari pieni di impeto malriposto, oppure mortalmente noiosi, banali, formali ed irrilevanti! Verrebbe solo voglia di spegnere la TV o cancellare quei post per non doverli più vedere e così "mangiarsi il fegato", come si dice. Sui social si potrebbe magari rispondere e "rilevare il problema", ma si susciterebbe solo reazioni di persone offese per "tanto ardire" (l'aver osato criticare il loro predicatore favorito) e sentirsi dare di tutti i titoli... In ogni caso rimane vero quanto afferma il Nuovo Testamento: "sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti" (Marco 13:22). Gli eletti, infatti, arriveranno alla fede e ne saranno conservati nostante la confusione di "vangeli" che si sentono in giro!

PREGHIERA

Signore Iddio, ho creduto in te, ho invocato ed ottenuto la Tua salvezza perché ho udito il Tuo messaggio dalla bocca di coloro che erano stati mandati ad annunciarlo. Ti ringrazio per questo Signore. Quant'è bello vedere come ancora essi sono all'opera! Fa' sì che, anche attraverso la mia testimonianza cristiana la verità sia annunciata, per la sola Tua gloria. Amen.

30 Settembre 2018 - Diciannovesima Domenica dopo Pentecoste

Testi da leggere: Ester 7:1-10; 9:20-22; Salmi 24; Giacomo 5:13-20; Marco 9:38-50

Oh Dio, tu manifesti il tuo potere onnipotente soprattutto nel mostrare misericordia e pietà; Concedici la pienezza della tua grazia affinché noi, correndo a ricevere le tue promesse, noi si possa diventare partecipi dei tuoi tesori celesti; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

Le meditazioni passate su Romani

Portale di Tempo di Riforma