Poesie da Fuoco dipinto
askamFuoco dipinto
(2002)
1
CIELO INDACO
confondersi del sangue con l'indaco
cielo della memoria dove l'altro-
di-te preesiste - sogno
infinito di un atto d'amore
2
DENTRO UNA SOSPENSIONE
forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte -
col terzo occhio (in un
capriolare all'indietro di dolce
vertigine) fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
-appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell'immenso corpo cosmico
3
AZZURRE PROFONDITA'
la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi) -il foglio la mano un
vuoto-
mi levo dal sogno bagnato
di luce
4
SONO UN MISTERO A ME STESSO
da me una distanza mi separa
attraversa un incendio
la carne
per farla d'aria - vitreo
sperdimento
mistero a me stesso
e il mondo
fuoco dipinto
5
DOPPIO CELESTE
entrare nello specchio esserne
l'altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza tornata pneuma:
ri-unificarti col tuo doppio
celeste il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza
6
TRA ONIRICI LAMPI
tra onirici lampi
ride la tua immagine d'aria
intagliata nell'ombra del cuore
7
I FUOCHI DELLA LUNA
Giro di luna
giro di luna bivaccante nel sangue
baluginare d'albe e notti
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare
di creatura celeste
che a lato mi vive nella luce
pugnalata
8
PAESAGGIO INTERIORE
segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce -
abitando le stanze dei nervi - leggendo
la geografia delle vene:
ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza
la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato - da musica delle sfere -
9
FUNZIONE DEL CORPO
polvere stellare
corpo-immagine specchiato
narciso
corpo-mito
venere da spuma
desiderio / vita che non demorde
corpo piagato
primavera del corpo
10
LA DIFFICILE LUCE
esistere nel mondo: l'Essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore -
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)
rimanere in essere
incapsulati in una vita ch'è copia
sfocata dell'Originale:
diminuzione vita
a metà
pure:
zampillo d'acqua viva
dall'Io subliminale
la difficile luce
11
GRIDO IL MIO NOME
smarrimento dell'essere a
mimare la morte
io anelito sulla
bocca di Dio
perduto grido il mio nome
nei crinali del vento
discendo
nel mio specchio
attendo
una nuova nascita
12
TIRO ALLA FUNE
luce/ombra le mie due metà
tendo all'Uno all'androgino
l'io la linea che mi
divide
in grovigli di vene
sussistono tutti i contrari
un tiro alla fune
finché
non si frantuma il mio corpo
di vetro
13
IO
da acque amniotiche
gettato dentro il mare-mondo
l'io: tanti io diversi
io sospeso spasimo
fatto vertigine e sogno
io-onda io moltiplicato
e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
d'arto amputato
14
AZZURRO
passaggio dal
nero al bianco
l'ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria
15
VIA LATTEA
cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo - Antares - sorveglia
l'entrata nel regno dei morti - all'altra
quella del Cane - Sirio - apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris - la stella del mare e la stella
di Maria
16
VITA
lascia che m'incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell'aria secca del fuoco
lascia
ch'io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva
voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico
del tuo vuoto affamato
17
L S D
nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d'amore immagine
accartocciata mortale
18
MAGNETICI OCCHI HA LA NOTTE
(a Hemingway)
come una morte tenuta in vita
questa vita
compagna la bottiglia
che almeno stanotte allenti
quel suo morso
a ricucire lo strappo infinito
domani un colpo e
ti adagerai nell’ombra
occhi in liquido cielo
capovolto
19
LA VITA NELLE MANI DEL VENTO
palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata testa e croce
20
COME SOSPESI
è perdersi nelle stanze
arimaniche
questo disconoscerti
poesia della vita
è come stare sospesi
nello sporgersi
da delirante vetta interiore
l'aprirsi
di crepaccio
la sua bocca ad urlo
21
PAROLA
(una stella di sangue è il sole
della pagina)
parola - tua preda o forse
tu
sua preda
amore
zenitale
le nozze del fuoco
22
SOGNO
(a Dino Campana)
si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta - in un istante
l'anima del
poema mai concepito
s'imbeveva di alfabeti
ineffabili -
galleggiava in quella luce
bianca
23
IQBAL
[in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori,
ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995.]
come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni
tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli
quel mattino che nascesti in cielo - dimmi -
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?
24
NEI TUOI OCCHI DI VENTO
[A Davide, morto a 17 anni
il 16.4.1995, la domenica di Pasqua]
ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise
eri la loro preda di turno: sul collo
il fiato di quella banda di cani
armati di mazze
(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)
sui tuoi sogni si era chiusa la Notte
ti ho rivisto all'obitorio: sentivo
palpitare un intero
universo
nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo
25
NELL'INDICIBILE
tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?
dietro il velo dell'esteriore il fiore
il verde la foglia - parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua - vivono ab aeterno
l'indicibile essenza di fiore/verde/foglia
26
A RISALIRE VORTICI
a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d'ore
ubriache)
vorresti tuffarti
nell'azzurro fonderti
con la luce
27
ESSERE
bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte)
essere
come momento
il Sé
universale
perdersi in chiarità
di cielo
farsi libro aperto
(dove albeggiano
azzurrità
di strade alte)
28
DA QUESTO MURO
da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l'urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m'imbavaglieranno
non sopportano di guardarmi negli occhi
29
ANCHE PER VOI
salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte
30
LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo
-tre poeti assassinati - mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) - tre
in posti diversi - (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
-vedi: - puntualizzava - il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno -