Perché Jesters (giullari) e Tricksters (imbroglioni) appaiono nell'esperienza con la DMT?

Perché Jesters (giullari) e Tricksters (imbroglioni) appaiono nell'esperienza con la DMT?

Sam Woolfe - Traduzione: Benway

Il buffone è un intrattenitore che impiegherebbe un monarca o un nobile per intrattenere lui ed i suoi ospiti. Questi giullari di corte prosperarono in epoca medievale e rinascimentale. Indossavano cappelli con sporgenze flaccide e appuntite e pendeva dalla punta di ciascuna sporgenza una campana. Indossavano anche vestiti eterogenei (il costume tradizionale del giullare e Arlecchino - un patchwork composto da una varietà di colori vivaci disposti iconicamente in un motivo a quadri). I giullari erano spesso abili in molte forme di intrattenimento tra cui canto, musica, narrazione, acrobazia, giocoleria, commedia e magia. Il buffone è anche raffigurato come Il Matto, una delle 78 carte in un mazzo di Tarocchi, che è simile in apparenza alla carta da gioco Joker.


Stranamente entità simili ad un giullare compaiono comunemente nell'esperienza con la DMT. In DMT: The Spirit Molecule, molti partecipanti hanno riferito di aver incontrato "clown", "jesters", "jokers" e "imp" durante le loro esperienze con la sostanza. Molti utenti descrivono questi tipi di entità come "imbroglioni". Queste entità sono spesso impegnate in spettacoli e trucchi elaborati da capogiro. L'ambiente in cui vivono può anche riflettere la loro natura divertente con molti utenti che si trovano in strane dimensioni che assomigliano a un circo, un carnevale o un casinò. Infatti, Terence McKenna ha affermato che "l'archetipo della DMT è il circo".


La prevalenza di giullari e imbroglioni nell'esperienza con la DMT è piuttosto curiosa. Perché così tante persone li incontrano? Credo che le idee dello psicologo Carl Jung possano far luce su questo fenomeno. Propongo che le entità DMT di tipo jester siano archetipiche; manifestazioni dell'inconscio collettivo. Una prospettiva junghiana dell'esperienza DMT potrebbe essere in grado di spiegare perché queste entità esistono, ma potrebbe non risolvere il mistero del perché la DMT - come sostanza specifica - abbia una propensione a portare queste entità in superficie. Naturalmente altri tipi di archetipo possono apparire nell'esperienza DMT, ma quando i giullari fanno la loro entrata appariscente ci deve essere un motivo.


La spiegazione definitiva per l'aspetto dei giullari nell'esperienza DMT non mi è chiara. Ciò nondimeno ritengo che, dal momento che sono in un certo senso archetipici, possiamo imparare da questi giullari. Possiamo capire l'aspetto di imbroglione di noi stessi e trovare un valore immenso in questo se scaviamo abbastanza in profondità. Quindi esploriamo il significato del trickster. Ma prima dobbiamo far luce sulle idee di Jung sugli archetipi in modo da poter capire meglio che cosa sia il truffatore/imbroglione.


- Gli archetipi junghiani

Un archetipo è un simbolo universale su cui si basano altri simboli più specifici. La parola archetipo ha la sua radice in greco antico e significa approssimativamente "modello originale". Gli archetipi sono interpretati in modo diverso a seconda della disciplina in questione. In psicologia gli archetipi sono considerati modelli contenuti nella psiche umana mentre in filosofia gli archetipi sono le forme ideali di oggetti più specifici. L'antico filosofo greco Platone promulgò la nozione che esiste una forma pura e perfetta (Forma) - o archetipo - che è comune a molti oggetti nella realtà.


Lo studio degli archetipi in psicologia fu messo in moto da Carl Gustav Jung (1875 - 1961). Grazie al lavoro di Jung e di coloro che seguirono le sue orme, come il famoso mitologo Joseph Campbell (1904-1987), è chiaro che gli archetipi sono elementi essenziali del folklore, del mito, delle storie e degli esempi di letteratura diffusi nel mondo.


Jung siede a fianco a Sigmund Freud come uno dei più famosi pensatori del 20° secolo. Era uno psichiatra di origine svizzera che notoriamente sviluppò i concetti di estroversione e introversione e finì per avere alcuni interessi molto singolari in particolare sulla religione, il mito, il misticismo e l'alchimia. Per Jung gli archetipi provengono dall'inconscio collettivo. L'inconscio collettivo è distinto dall'inconscio personale, che è la propria collezione di esperienze. Contiene gli archetipi condivisi da tutte le persone. Inoltre l'inconscio collettivo non si sviluppa ma è qualcosa che è ereditato. Quindi, quando ognuno di noi nasce, siamo infusi con queste immagini universali di cui non siamo immediatamente consapevoli.


Freud, in un certo senso, sosteneva l'idea degli archetipi poiché affermava che nella mente di ogni persona ci sono resti arcaici - o forme mentali - la cui esistenza non può essere spiegata dalle esperienze di vita di quel particolare individuo. Le forme sono innate e condivise da tutti. Secondo Jung gli archetipi rappresentano i motivi importanti delle nostre esperienze mentre ci evolviamo nel tempo. Questo è il motivo per cui evocano una forte risposta emotiva e si ripetono nei miti di tutto il mondo.


Ci sono una miriade di archetipi junghiani. Jung sembra riconoscere alcuni archetipi principali che descrive nel suo libro Aion: Research in the Phenomenology of the Self. Gli archetipi includono il Sé, che ogni individuo potrebbe pensare essere solo la personalità. Tuttavia, per Jung, il Sé è l'unificazione della vita conscia e inconscia dell'individuo. Il Sé è creato attraverso un processo chiamato individuazione in cui tutti gli aspetti della personalità sono integrati in un tutto unificato. Per Jung il Sé come archetipo è rappresentato al meglio dal mandala. La parola mandala in sanscrito significa "cerchio" e sono simboli che sono significativi nei rituali indù e buddisti e nelle pratiche spirituali, come la meditazione. Lo psicologo David Fontana, nel suo libro Meditating with Mandalas, osserva che la natura simbolica del mandala può dare un accesso individuale a livelli più profondi dell'inconscio, il che faciliterà il processo di individuazione.


Un altro dei famosi archetipi di Jung è l'ombra. L'Ombra rappresenta i nostri istinti primitivi e le pulsioni della vita e del sesso. Se l'Ombra dovesse risiedere in qualsiasi parte del cervello sarebbe nel nostro sistema limbico che gioca un ruolo centrale nell'elaborazione delle emozioni. Il sistema limbico genera emozioni come rabbia, lussuria, gelosia e paura. L'ombra è composta da idee represse, debolezze, desideri e istinti. È l'aspetto oscuro della nostra mente. In quanto tale può essere pericoloso se neghiamo parti della nostra ombra, come le nostre debolezze, Jung afferma che si potrebbe proiettare queste debolezze sugli altri distorcendo la visione di noi stessi e degli altri. Secondo l'analisi dei sogni di Jung l'Ombra è solitamente simboleggiata da personaggi mostruosi, come i demoni.


L'Anima è un'immagine femminile nella mente maschile e l'Animus è un'immagine maschile nella mente femminile. Secondo Jung essere in grado di combinare la nostra natura femminile e maschile, piuttosto che lasciar dominare uno, porta alla totalità. L'ultimo degli archetipi principali di Jung è la Persona, un termine che deriva dalla parola latina per "maschera". La Persona rappresenta tutte le diverse maschere sociali che indossiamo. Ciò significa che la persona di ogni individuo può contenere una maschera per il lavoro, una maschera per la famiglia, una maschera per gli amici, una maschera romantica ecc.


Ci sono naturalmente vari altri archetipi alcuni dei quali sono più riconoscibili e caratterizzati da storie presenti in tutto il mondo. Nel suo libro Man and His Symbols Jung ne analizza alcuni e ciò che rappresentano: il Padre (autorità), la Madre (conforto), il Bambino (innocenza), il Saggio Vecchio o Donna (guida), l'Eroe (campione), la Fanciulla (desiderio) e il Trickster (inganno), l'ultimo dei quali sarà ulteriormente chiarito in questa discussione. Si possono pensare a esempi di libri e film che contengono questi archetipi. Yoda di Star Wars nei panni del vecchio saggio, Satana nella Genesi come l'imbroglione (Loki nella mitologia nordica, Legba nel Vodun, etc.. ndt), Rapunzel come la fanciulla, Zeus come il padre e così via.


Il mitologo Joseph Campbell, seguendo la tradizione di Jung, è diventato famoso per aver analizzato i diversi miti, folklore, storie e religioni di tutto il mondo e aver individuato gli elementi fondamentali e universali fra loro. Nel suo libro di grande influenza The Hero With a Thousand Faces Campbell parla del viaggio dell'eroe archetipico. Secondo Campbell tutte le famose storie che coinvolgono eroi, come le fatiche di Ercole o la vita del Buddha, condividono una struttura di base. Campbell chiamava questa struttura il monomito ed in breve implica una chiamata all'avventura, una strada cosparsa di prove, il vantaggio (o scoperta), un ritorno al mondo ordinario e infine l'applicazione del dono. Questa struttura è intelligente perché Campbell è in grado di applicarla alle storie più famose della storia come L'Odissea di Omero e la vita di Cristo come raffigurata nei Vangeli. L'imbroglione appare anche nel viaggio dell'eroe, esemplificato da personaggi come il Cheshire Cat di Alice in Wonderland, Dobby di Harry Potter e Merry and Pippin ne Il Signore degli Anelli.


Campbell sembra rivendicare l'affermazione di Jung secondo cui gli archetipi sono qualcosa con cui possiamo facilmente identificarci e che evocano una forte risposta emotiva perché simboleggiano le nostre esperienze evolutive. Il viaggio dell'eroe rappresenta la lotta primitiva dei nostri antenati nell'entrare in un mondo sconosciuto di pericolo, ma il fine è superare il pericolo e riportare alla tribù e condividere una scoperta o un tesoro che andrà a beneficio di tutti.


L'idea di Campbell del monomito è stata molto influente nel mondo del cinema - George Lucas ha attribuito a Campbell l'ispirazione per i suoi film di Star Wars. I produttori della trilogia di Matrix e film Disney come Aladdin, The Lion King e Beauty and the Beast hanno sottolineato che The Hero with a Thousand Faces ha contribuito a strutturare le trame di questi film. I libri ed i film di maggior successo sembrano impegnarsi in molti degli archetipi di Jung e nel monomito di Campbell (viene in mente Il Signore degli Anelli) che attesta la vera esistenza e il potere di questi simboli universali.


- Giullari e Tricksters nella Mitologia, Cultura e Psicologia

James Hollis, un analista junghiano, afferma che l'imbroglione è "la personificazione dell'autonomia della natura". Aggiunge:"Otteniamo un riconoscimento provvisorio dell'energia del trickster quando lo impersoniamo come coyote, volpe, lepre, imp, diavolo, Kokopelli, "Legge di Murphy" e simili. Se possiamo immaginarlo possiamo quindi iniziare a stabilire una relazione cosciente con esso. È più autonomo e molto probabilmente distruttivo per l'ordine previsto delle cose quando opera inconsciamente nelle nostre vite."


Questi imbroglioni sono archetipici perché appaiono in culture diverse ma espressi con la flessione di quella particolare cultura. Ad esempio, nella tradizione dei nativi americani il coyote si presenta come un imbroglione, mentre Loki - dalla mitologia nordica - è un dio che cambia forma e amante dei dispetti (in realtà è molto di più ed è infinitamente antico visto che si pensa sia una versione sopravvissuta e modificata di un'antichissima divinità del Fuoco. Vedere - I miti nordici - di Gianna Chiesa Isnardi per maggiori informazioni - ndt). Nel folklore inglese Puck, che svolge un ruolo chiave nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, è un imbroglione che prende la forma di una fata. E poi abbiamo il giullare (Jester) che è comunemente equiparato a un imbroglione (Trickster). Tuttavia sono di natura abbastanza diversa.


Se prendiamo le definizioni standard di ciascuno: un giullare è una persona vestita con abiti colorati e un cappello da sciocco che diverte una corte medievale. L'imbroglione, al contrario, è una figura mitologica che è birichina e giocherellona; esegue trucchi ed è responsabile dell'insegnamento degli altri attraverso l'astuzia. Nel suo libro Fools Are Everywhere: The Court Jester Around the World, l'autrice Beatrice K. Otto osserva: "La distinzione tra giullare e imbroglione sta nel fatto che l'imbroglione è un'entità completamente libera, non affiliata a nessuna persona in particolare autorizzata. Inoltre - e questa potrebbe essere la differenza più significativa - è generalmente meno discernente del giullare nello scegliere le vittime dei suoi scherzi e dell'ingegno. I giullari sono spesso guidati nella loro beffa da una certa gentilezza che impedisce loro di trattare un vecchio contadino amichevole allo stesso modo di un cardinale avaro o di un magistrato venale e la loro presa in giro è spesso intesa a mostrare un vizio di qualche tipo. L'imbroglione, d'altra parte, raramente ha scrupoli sull'ingannare qualcuno per divertimento o guadagno. Il giullare di solito è consapevole dell'effetto che può avere e usa spesso i suoi talenti per aiutare gli altri, provocare allegria, dare consigli o disinnescare una situazione pericolosa. È forse questo input più etico, insieme al suo stretto rapporto con il re, che lo distingue dall'illustre truffatore."


Nel marketing gli archetipi sono usati nel branding perché ancorano il marchio a un simbolo universale incorporato nell'inconscio collettivo dell'umanità. Pertanto possiamo facilmente identificare e trovare la risonanza con questo archetipo. Questo è uno dei motivi principali per cui il marketing attira l'attenzione. Basati sulla psicologia junghiana, i marketers hanno designato 12 archetipi uno dei quali è il giullare, solitamente sinonimo di imbroglione. Clown, imbroglioni, comici, burloni e il buffone sembrano condividere un certo tipo di energia giocosa in comune. Il giullare è a suo agio nel mondo dei paradossi. Incarnano l'umorismo e lo usano magistralmente con effetti potenti per insegnare certe lezioni e importanti verità. La commedia è il mezzo con cui si possono illuminare il ridicolo e l'ipocrisia del mondo. I giullari proiettano contagiosamente gioia e divertimento e vogliono invitare gli altri nel loro mondo di stupidità e vita spensierata. In tal modo alleggeriscono le situazioni di tensione illuminando l'umore degli altri.


Jung ha detto che l'imbroglione è "una struttura psichica archetipica estremamente antica". In On the Psychology of the Trickster-Figure Jung fornisce alcune interessanti informazioni e l'analisi dell'archetipo del trickster. Osserva che questa figura si trova in tutti i miti del mondo anche se differisce ampiamente nelle sue caratteristiche e presentazioni. Nelle tradizioni narrative dell'Africa - e più tardi nella letteratura afroamericana - l'imbroglione prende la forma di un coniglio, mentre la volpe interpreta il ruolo del truffatore nel folclore Dogon, scozzese, bulgaro, russo, francese e finlandese.


Franchot Ballinger, ex professore associato di inglese presso l'Università di Cincinnati, ha scritto ampiamente sui Trickster dei nativi americani. Sottolinea che "possiamo vedere nel Trickster dei nativi americani un'apertura alla molteplicità della vita e ai paradossi che mancano in gran parte nella moderna tradizione morale euroamericana". Nella tradizione europea e americana del romanzo picaresco le storie spesso raffigurano un imbroglione birichino ma simpatico (figura nota come picaro) che usa la sua arguzia, astuzia, atteggiamento spensierato e da mascalzone per perseguire una vita di avventure. Il picaro è un antieroe simile ad un giullare.


Poiché il truffatore vive nel mondo dei paradossi ed è un modificatore di forme possiamo trovare una giustapposizione del Trickster dei nativi americani quando confrontiamo storie diverse. L'imbroglione può essere un faro di saggezza in un racconto oppure terribilmente sciocco in un altro. Può esemplificare l'eroismo in una storia, ma risaltare come un personaggio malvagio nel prossimo. Lewis Hyde in Trickster Makes This World mette in luce il lato giocoso e dirompente della mente umana. Abbiamo un lato ingannatore. Nel suo libro Hyde sottolinea che lo spirito del Coyote e lo spirito Corvo delle mitologie native americane - che rubano il fuoco agli dei (come Prometeo dell'antica leggenda greca) - sono visti come burloni e truffatori. Sottolinea anche il ruolo cruciale e saggio del coyote nei miti della creazione dei nativi americani. Il Coyote insegna agli umani come catturare i pesci.


Il coyote, come l'imbroglione, nella tradizione dei nativi americani ha un grande potere. Secondo la tradizione del popolo Corvo - un gruppo indigeno di nativi americani - il Coyote (che è raffigurato come vecchio uomo) imita il Creatore creando persone dal fango. I Chelani raccontano una storia simile: il Coyote ha abilità simili al Creatore. In una lettera al comico George Carlin, Byrd Gibbens - Professore di inglese presso l'Università dell'Arkansas a Little Rock - ha scritto sul significato del truffatore nei miti indigeni: "Molte tradizioni native contenevano pagliacci e imbroglioni come essenziali per qualsiasi contatto con il sacro. Le persone non potevano pregare fino a quando non avevano riso perché la risata si apre e libera dal rigido preconcetto. Gli umani dovevano avere imbroglioni all'interno delle cerimonie più sacre per timore di dimenticare che il sacro passa attraverso sconvolgimenti, inversioni, sorprese. L'imbroglione nella maggior parte delle tradizioni native è essenziale per la creazione, per la nascita."


I pagliacci curano le persone attraverso le risate, secondo la tradizione dei Pueblo. In On the Psychology of the Trickster-Figure, Jung dice: "Una curiosa combinazione di tipici motivi trickster può essere trovata nella figura alchemica di Mercurius; per esempio, il suo amore per le battute e gli scherzi maliziosi, i suoi poteri come mutaforma, la sua duplice natura metà animale e metà divina."


In molte culture i pagliacci - come gli artisti comici - sono un tipico esempio di Trickster e sono strettamente legati al giullare. Come i giullari servono una funzione simile e importante. Un indiano Hopi spiega che: "i pagliacci ci rappresentano nei nostri misfatti ... i pagliacci mostrano la vita come non dovrebbe essere ... lo spettacolo dei clown è imitare le "immoralità nascoste" e portarle allo scoperto in modo da poter vedere dove abbiamo sbagliato ... i pagliacci mostrano qual è l'essenza della moralità." Otto dice che questo indica un "bisogno umano antico e radicato per i clown".


I giullari sono onnipresenti come lo sono i pagliacci - si trovano nelle tribù e nelle culture indigene di tutto il mondo. I pagliacci giocano spesso un ruolo chiave nel rituale adottando la stessa licenza del giullare che deve cimentarsi nella critica comica e nella satira sociale. È interessante notare che può esserci una corrispondenza tra l'abbigliamento del giullare e del pagliaccio anche se le culture sono separate in distanza e tempo e quindi immuni dall'influenza reciproca. Questo sembra suggerire una curiosa tendenza umana a "dipingere" l'imbroglione in un certo modo. Ad esempio, in India il pagliaccio del villaggio (komali) indossa un berretto conico e indossa piccole campane sulle gambe. Il komali salta, balla, ride, canta canzoni e insulti.


I clown pueblo, conosciuti anche come clown sacri, sono gli imbroglioni degli indiani pueblo del New Mexico. Conosciuto come Koshare ("produttori di delizie") nelle tradizioni tribali il compito principale di questi pagliacci è rendere le persone felici. Sono spiritosi e fanno sforzi per sottolineare la natura ridicola delle varie situazioni. Oltre a suscitare sentimenti di allegria durante le feste anche il sacro pagliaccio ha un lato sinistro, molto simile agli imbroglioni. Dopotutto il ridicolo può farci ridere così come può creare disagio se è diretto alle nostre mancanze. I Koshare hanno i loro corpi dipinti a strisce e indossano cappelli a punta, come fanno i giullari.


La società moderna ha in qualche modo dimenticato che giullari, clown e buffoni non sono lì solo per divertirci. Nelle storie e favole tradizionali agiscono come guide spirituali e mentori per i giovani; consolano coloro che sono in lutto e confortano gli oppressi. Il loro consiglio è cercato ed è considerato sacrosanto. Nonostante siano più potenti del maestro sono inferiori al servo più basso - una strana dicotomia, in effetti.


D'altra parte, la società moderna onora continuamente anche il ruolo del truffatore. L'importanza del buffone e degli imbroglioni non può essere sottovalutata. Questo è il motivo per cui non possiamo fare a meno di esprimerli continuamente. Crescono nei film moderni come afferma Helena Bassil-Morozow nel suo libro The Trickster in Contemporary Film, con attori trickster come Jim Carrey (ad esempio il suo ruolo in The Mask) e Sacha Baron-Cohen (che interpreta il Gonzo-trickster Borat).


Bassil-Morozow insiste sul fatto che non dovremmo sottovalutare il ruolo serio degli imbroglioni nei film. Non possiamo semplicemente ridere di loro, essere indignati e poi andare avanti. Quello che fanno è invitare il pubblico contemporaneo a mettere in discussione l'ordine delle cose nella società e presentare un quadro di ciò che potrebbe essere il cambiamento. L'autore scrive che "attraversare il confine in termini narrativi è l'innesco, l'inizio del conflitto". L'imbroglione ci mostra cosa possiamo ottenere se siamo disposti ad uscire dagli edifici sociali, culturali e personali che agiscono come confini, ostacoli all'individuazione. Bassil-Morozow dice che: "... alzare la voce ... contro i "poteri superiori" è destinato ad essere pericoloso ... il percorso di apprendimento è pieno di errori. Solo gli sciocchi sono pronti a lasciare la sicurezza dell'utero/madre/natura/villaggio /paradiso, e "vanno a cercare la loro fortuna"."


- Le entità Jester e Trickster dell'esperienza DMT

Un'entità DMT può essere un tipico imbroglione: pagliaccio, imp, fata, burlone, giullare, Arlecchino e così via, ma possono anche essere multiformi - alieno, bambino, animale, angelo, dio o dea stranamente manifestati in modo idiosincratico ed incomprensibile così come è la natura della DMT. Possono essere combinazioni di forme di entità mitiche, essere costituiti da concetti astratti (cioè amore e comprensione) o pura follia geometrica e frattale. Eppure, tutti questi tipi di entità possono rappresentare, essere impregnati e trasudare l'archetipo del trickster.


Hyde descrive l'archetipo del trickster come un "Boundary-crosser". Ama rompere sia le regole sociali che fisiche. Lo scrittore Paul Mattick ribadisce questo punto, sottolineando che gli imbroglioni "violano i principi di ordine sociale e naturale interrompendo giocosamente la vita normale e poi ristabilendola su una nuova base". E questo è esattamente ciò che i giullari e le entità ingannatrici del regno DMT piace fare. Infrangono le regole in un modo assolutamente confuso. Smantelleranno, costruiranno, si manifesteranno, si muoveranno e compiranno trucchi che sembrano piegare tutte le nozioni di causalità, normalità e senso. Queste entità getteranno casualmente tutti i tuoi punti di riferimento e preconcetti fuori dalla finestra. Rompere le leggi della fisica e giocare con la realtà è ciò che sanno fare meglio.


In un altro esempio il clown o "direttore di ballo" della tribù indiana Tubatulabal, nella California centro-orientale, è un partecipante alla cerimonia dove si danza all'indietro e si blatera/parla come folli. Qui troviamo un altro parallelo con lo strano linguaggio e i movimenti sorprendenti delle entità trickster della DMT. In alcune parti del mondo, l'imbroglione assume capacità sovrumane impiegando abilità magiche e di cambiamento di forma, oltre ad apparire come figura divina. Allo stesso modo queste entità sono spesso in grado di cambiare la forma e di eseguire seducenti trucchi magici lasciandoci perplessi. Anch'essi possono assumere l'aspetto di divinità (es. egiziana, maya e indù) pur conservando la loro essenziale natura da imbroglione.


L'imbroglione Mercurius è il dio del commercio, dei messaggi, della comunicazione e degli inganni. Il suo nome è legato alla parola latina merx (da cui otteniamo le parole inglesi merchandise, merchant e commerce). Può anche corrispondere alla parola latina mercari (scambiare). È interessante notare che gli imbroglioni del regno DMT possono agire come un commerciante entusiasta mostrandoti in modo insistente i loro prodotti, regali strani e sbalorditivi come un venditore iperattivo in un mercato affollato in Marocco o in India.


In una parola McKenna descrive le entità DMT come "Zany", che significa divertente non convenzionale e idiosincratico. La parola zany deriva da Zanni, un personaggio della commedia dell'arte, una prima forma di teatro professionale che ebbe origine in Italia nel XIV secolo. Questi tipi di spettacoli teatrali presentavano personaggi mascherati e sono state forme d'intrattenimento popolari dal 16 ° al 18 ° secolo. Zanni, un abile servitore e imbroglione, è uno dei tipi di personaggi. Arlecchino è il più noto tra i personaggi di Zanni o servitore comico nella commedia dell'arte.


Uno dei tratti più impressionanti ed enfatici dell'Arlecchino è la sua agilità fisica. Esegue tutti i tipi di acrobazie, come salti mortali e capriole. Arlecchino è sempre in movimento. E qui troviamo un altro parallelo curioso con le entità trickster nell'esperienza DMT poiché si comportano in modo simile eccetto il loro livello di acrobazie e gesticolazioni che rispetto ad Arlecchino sono intensificate oltre la comprensione. Arlecchino è uno dei personaggi mascherati tradizionali del Carnevale di Venezia che si dice abbia avuto origine nel 1162. In questa antica tradizione italiana, possiamo trovare molte altre maschere e costumi che hanno una somiglianza stranamente simile al giullare e le entità trickster dell'esperienza DMT e gli schemi che li adornano.


I carnevali stessi sono in circolazione da molto tempo (dal Medioevo) e sono presenti in tutto il mondo (in realtà sono molto più antichi e sprofondano la loro origine nella preistoria. Vedere Il Ramo d'Oro di Frazer per maggiori informazioni - ndt). Tradizionalmente precedono la Quaresima nel calendario cristiano fornendo tempo per la dissolutezza, l'indulgenza, il banchetto e la celebrazione prima del periodo di digiuno e di rigore spirituale che caratterizza la Quaresima. Il carnevale incarna un'atmosfera di festa con vari tipi di intrattenimento e sfilate, combinando elementi del circo. Come il Carnevale di Venezia, dove la gente indossa costumi elaborati e maschere. C'è un'inversione generale delle norme e delle regole quotidiane, qualcosa che è centrale nello spirito del truffatore.


La proliferazione e l'universalità del carnevale sembrano indicare una parte intrinseca della natura umana cioè la nostra parte gioviale, selvaggia e celebrativa. L'aspetto da giullare di noi stessi, l'archetipo imbroglione che risiede dentro di noi, trova la sua dimora nell'espressione del carnevale. Tuttavia, mentre le nostre naturali propensioni possono aiutare a spiegare il perché dei temi del carnevale, del circo, del giullare e dell'imbroglione comunemente riportati nell'esperienza DMT è ancora un mistero assoluto il perché questi temi siano così radicati nella psicologia umana e perché la DMT sia una sostanza così efficace nel portare alla luce questi temi, in particolare nel modo bizzarro in cui lo fa. Un'analisi junghiana dell'esperienza DMT non può che portarci fino a questo punto, ma può comunque fornire alcuni spunti affascinanti.


Molti utenti hanno segnalato esperienze DMT negative che coinvolgono giullari e imbroglioni e questo potrebbe avere a che fare con gli aspetti più oscuri o nascosti dell'utente. Se il giullare è una riflessione parziale o una rappresentazione di chi siamo, allora un'esperienza DMT negativa - dove giullari sinistri ti prendono in giro e ti incasinano - potrebbe indicare qualcosa di scomodo su te stesso che deve essere affrontato. Ad esempio la scomoda verità potrebbe riguardare una mancanza di autocontrollo nella tua vita che ha portato a conseguenze negative. Allo stesso modo il giullare ha una forma d'ombra negativa rendendoci inclini ad ubriachezza costante, abuso di droghe o perversione - essenzialmente qualsiasi attributo negativo causato da una perdita di controllo degli impulsi. Il desiderio del giullare (così il nostro desiderio) per la gioia presente può essere benefico o dannoso a seconda di come viene imbrigliato.


Il messaggio trasmesso durante queste esperienze difficili spesso non è palpabile ma, dopo un periodo di introspezione, il significato può essere dissotterrato e integrato. Si deve prestare molta attenzione ai giullari diabolici ed ai pagliacci dell'esperienza DMT. Possono fare un'apparizione perché ti sei nascosto da certi aspetti negativi di te stesso. Il giullare, tuttavia, non lascia nulla di intentato e potrebbe prendersi gioco di te in modo abbastanza inquietante per insegnarti una lezione importante.


- Una valutazione degli archetipi junghiani

Ci sono alcune difficoltà concettuali con gli archetipi junghiani. Jung ha sottolineato che le figure archetipiche come l'imbroglione non sono archetipi in quanto tali ma immagini archetipiche che si sono cristallizzate in archetipi. Nel suo libro Man and His Symbols: Approaching the Unconscious, Jung scrive che "le immagini mitologiche definite dei motivi ... non sono altro che rappresentazioni coscienti; sarebbe assurdo supporre che tali rappresentazioni variabili possano essere ereditate." Queste figure provengono da fonti profonde ed istintuali, i "resti arcaici", che Jung chiamava "archetipi" o "immagini primordiali". Il problema è che Jung non ha definito la relazione esatta tra un'immagine e il suo archetipo. Se l'imbroglione non è un archetipo come tale allora qual è l'archetipo da cui scaturisce?


Per aiutare a risolvere questo problema l'analista junghiano Anthony Stevens spiega che l'archetipo-come-tale è sia una predisposizione innata per creare un'immagine (cioè l'imbroglione) e qualcosa di profondo in noi che ci prepara per - e ci permette di appropriatamente rispondere a - quell'immagine. Essenzialmente riconosciamo un imbroglione quando ne vediamo uno. La nostra comune paura di serpenti e ragni, anche tra gli abitanti delle città, sembra fornire prove a sostegno dell'esistenza di contenuti mentali ereditati. D'altra parte possiamo offrire una spiegazione evolutiva per questo fenomeno. Le vestigia delle fobie del serpente e del ragno hanno un senso poiché ai nostri antenati avrebbero aiutato la sopravvivenza, trasmettendole come risultato alla loro progenie. Ma è lecito domandarsi, è il vantaggio evolutivo di un archetipo che forgia la figura dell'imbroglione - o qualsiasi altra figura archetipica per quella materia?


Bene, per offrire una prospettiva vari ricercatori hanno suggerito che l'umorismo e la risata si sono evoluti non come un sottoprodotto accidentale di qualcos'altro di vantaggioso, ma come una caratteristica distinta della psicologia umana che aiuta la nostra sopravvivenza. Gli indiani Pueblo sostengono che l'umorismo e le risate guariscono. C'è una forte base scientifica in questa affermazione. Ad esempio il dott. Lee Berk e colleghi negli anni '80 hanno scoperto che la risata aiuta il cervello a regolare gli ormoni dello stress cortisolo ed epinefrina. Hanno anche scoperto un legame tra risate e produzione di anticorpi e endorfine, gli antidolorifici naturali del cervello. Sappiamo anche che i livelli di dopamina, l'ormone della ricompensa, aumentano durante la risata.


Gli studi sulle risate indicano che la risata è una ricompensa piacevole. E gli scienziati evoluzionisti affermano che l'umorismo e le risate sono una ricompensa per essere in grado di individuare un modello. Questo modello potrebbe essere espresso nella forma di "vero" umorismo, la somiglianza tra la narrativa del comico e l'immagine mentale nella mente dell'ascoltatore, la differenza tra aspettativa e realtà o qualche forma di inversione (come il sarcasmo). Lo scrittore scientifico britannico Alastair Clarke ha proposto una teoria evolutiva del riso nel suo libro The Faculty of Adaptability, noto come Pattern Recognition Theory. Parlando della teoria, Clarke afferma: "In effetti l'umorismo si verifica quando il cervello riconosce un modello che lo sorprende e quel riconoscimento viene premiato con l'esperienza della risposta umoristica, un elemento del quale viene trasmesso come una risata." Aggiunge: "L'abilità di riconoscere i modelli istantaneamente e inconsciamente si è dimostrata un'arma fondamentale nell'arsenale cognitivo degli esseri umani. La ricompensa umoristica ha incoraggiato lo sviluppo di tali facoltà portando alle uniche capacità percettive e intellettuali della nostra specie."


Queste idee evolutive forniscono qualche spunto di riflessione su quali benefici sostanziali possano conferire gli imbroglioni. Tuttavia, se possiamo tornare alla psicologia junghiana, va anche notato che la concezione di archetipi di Jung ha ricevuto molte critiche. In primo luogo molti critici hanno sostenuto che Jung, nella formulazione e nell'esposizione dei suoi archetipi, è colpevole di essenzialismo mistico o metafisico. L'essenzialismo è l'idea che le cose abbiano un'essenza, un attributo comune condiviso tra le cose che le demarcano come appartenenti a una certa categoria (ad esempio tabella, albero, persona e così via). Sul valore nominale, l'essenzialismo può sembrare incontrovertibile. Tuttavia, nella discussione degli archetipi, ne derivano varie difficoltà.


Come evidenzia la discussione sopra, il trickster si presenta in un modo ampio e sfaccettato. Il fatto stesso che usiamo il termine "imbroglione" non è di per sé favorevole all'essenzialismo - potrebbe semplicemente essere un segno che ci aiuta a raggruppare immagini archetipiche simili, piuttosto che denotare una caratteristica essenziale che hanno in comune. E se gli archetipi non possono essere adeguatamente generalizzati o specificati allora sfuggono allo studio rigoroso e all'analisi sistematica.


Inoltre con archetipi che risiedono in una specie di regno mistico o metafisico come si fa a dimostrare la loro esistenza? Con quali metodi scientifici possiamo individuare l'imbroglione? Analisti e mitologi junghiani possono indicare la pletora di imbroglioni in tutto il mondo. Tuttavia questa analisi culturale non getta luce sulla ragione evolutiva, sul perchè esistono gli archetipi - avremmo bisogno di speculare ulteriormente, come ho fatto in precedenza, che gli imbroglioni sono in qualche modo collegati all'evoluzione dell'umorismo e delle risate. Inoltre, se dovessimo prendere in considerazione almeno una qualche versione della concezione fisicalista o materialista della mente umana, sarebbe possibile delineare le regioni o i processi del cervello che danno origine all'archetipo del truffatore? Potrebbe benissimo essere possibile. Tuttavia alcuni critici della teoria archetipica sottolineano che è scientificamente non falsificabile, il che significa che non è in grado di dimostrarsi falso. Il filosofo Karl Popper sosteneva che la falsificabilità è un principio scientifico di base. Se un'affermazione o un'idea non può essere dimostrata falsa allora non può portare a progressi nella conoscenza umana.


Ciò potrebbe significare che gli archetipi non sono un argomento adatto per l'indagine scientifica. Ma forse questo non è così problematico. Dopotutto le esperienze possono essere preziose, significative, profonde e cambiare la vita, anche se non possono essere ordinatamente categorizzate e solidificate. Inoltre Jung ha sottolineato che la teoria archetipica appartiene alla psicologia descrittiva che è un quadro concettuale completo e sistematico che è pre-empirico, quindi non richiede sperimentazione o prove solide. Questo non significa che la psicologia descrittiva sia pseudoscientifica - solo che i suoi metodi di teorizzazione psicologica, di ricerca e di applicazione sono diversi per la natura scientifica. Allo stesso modo i fenomenologi si occupano di ciò che viene direttamente sperimentato; eppure ciò non rende l'impresa pseudoscientifica.


Jung ha detto che la teoria archetipica non appartiene al campo della psicologia sperimentale che è l'applicazione del metodo scientifico al modo in cui gli individui rispondono agli esperimenti controllati. Invece Jung riteneva che gli analisti potessero rivelare con precisione alcune cose sulla psicologia umana basate sul caso clinico - ciò che i pazienti mostrano nelle sessioni di psicoterapia. Ciononostante molti critici della psicologia junghiana continuano a criticare la priorità di Jung per l'esperienza interiore rispetto ai dati empirici il che rende difficile per gli archetipi lasciare il loro status quasi-mistico e diventare qualcosa di un pò più chiaro, fondato e verificabile.


Jung ha attirato l'attenzione sulla natura onnipresente e perenne del truffatore, così come sulle sue antiche origini. Egli ha detto: "Nei carnevali e nei festeggiamenti pubblici, nei riti magici di guarigione, nelle paure e nelle esaltazioni religiose dell'uomo, questo fantasma del truffatore perseguita la mitologia di tutte le epoche, a volte in forma abbastanza inconfondibile, a volte in forme stranamente modulate. È ovviamente uno "psicologo", una struttura psichica archetipica dell'antichità estrema. Nelle sue manifestazioni più chiare è un riflesso fedele di una coscienza umana assolutamente indifferenziata, corrispondente a una psiche che ha appena lasciato il livello animale." Aggiunge che l'imbroglione: "E' un precursore del salvatore e, come lui, Dio, uomo e animale allo stesso tempo. Egli è allo stesso tempo subumano e sovrumano, un essere bestiale e divino, la cui principale e più allarmante caratteristica è la sua incoscienza."


Qui di nuovo vediamo come il truffatore sia l'incarnazione del paradosso. L'imbroglione ha, allo stesso tempo, capacità sovrumane e un livello di coscienza animale. Ma questo è in sintonia con le esperienze delle persone con l'imbroglione durante le loro esperienze DMT? Di quelle esperienze con giullari e imbroglioni le descrizioni e le interpretazioni varieranno inevitabilmente - anche selvaggiamente. Ma è difficile per me dire se gli imbroglioni che ho incontrato fossero incoscienti. Sembravano avere una consapevolezza ed un'intelligenza propria. È possibile naturalmente che gli imbroglioni dell'iperspazio fossero mescolati con altri archetipi "consci" (come il vecchio saggio, la madre o la dea) che potrebbero aiutare a spiegare le loro altre caratteristiche, come l'esuberante donazione di saggezza e conoscenza o la cura tenera e cullante.


Va anche sottolineato che l'imbroglione non è l'unico archetipo junghiano che si manifesta durante l'esperienza DMT. Alcuni altri sono stati menzionati. Le entità che si incontrano e con cui si interagisce all'interno dell'esperienza DMT possono essere un misto di archetipi sebbene questa analisi non possa esaurire tutte le caratteristiche di queste entità, specialmente perché la loro natura può completamente eludere il linguaggio stesso. Nondimeno è infinitamente affascinante notare la prevalenza dei giullari. Ciò che è ancora più interessante è che quando la DMT viene ingerita sotto forma di ayahuasca, che di solito include l'aggiunta della Caapi, i giullari perdono la loro predominanza. Invece troviamo che l'archetipo della Madre diventa più prominente, comunemente indicato come Madre Ayahuasca.


Le persone possono avere esperienze archetipiche della Madre o energia materna nell'esperienza DMT e possono incontrare i giullari sotto l'influenza dell'ayahuasca. Tuttavia, per qualche strana ragione, il tipo di archetipo che si presenterà sembra essere strettamente correlato a come viene assunta la DMT, se viene fumata in forma cristallina o ingerita insieme a un iMAO. Non è chiaro se l'esperienza di diversi archetipi corrisponda a livelli marcatamente diversi di attivazione in certe aree del cervello. Ma con gli studi di imaging cerebrale condotti su partecipanti che hanno assunto DMT sarebbe interessante vedere se i rapporti di giullari e imbroglioni sono associati a diverse attività cerebrali di altre entità archetipiche o di esperienze di tipo non entità. Gli archetipi junghiani sono stati criticati per la loro mancanza di credibilità scientifica, quindi la moderna tecnologia di imaging cerebrale può aiutarli a illuminarli in qualche modo?


- Terapia del giullare

Dovremmo essere cauti nel sottovalutare la guarigione, il potenziale terapeutico degli imbroglioni. Nella società contemporanea vediamo le percolazioni della vita reale del nostro lato ingannatore nella forma di commedie stand-up. I Comici sottolineano e sondano tabù e soggetti controversi, si intromettono nelle nostre aspettative e suscitano shock e sorpresa. Sedersi, vedere uno spettacolo comico e ridere come un collettivo alle battute di questi giullari dei nostri giorni moderni può essere curativo in molti modi. Ridere degli elementi oscuri e proibiti della natura umana e della società è una sorta di esagerazione. Rende l'oscurità più leggera. Inoltre quando le battute di un comico colpiscono un accordo - o colpiscono un nervo - questo può aiutarci a esaminare le credenze e gli atteggiamenti a cui ci aggrappiamo profondamente.


Ma io credo che i comici esprimano una qualità innata di imbroglione che tutti noi abbiamo in virtù della natura archetipica del truffatore. Nell'esperienza DMT possiamo assistere alla proiezione del truffatore in vari modi; espresso, naturalmente, in riconoscibile barbaglio, che appare come, per esempio, un buffone o un pagliaccio. Tuttavia l'archetipo del trickster può essere espresso anche attraverso l'intento e le azioni delle entità DMT anche se non appaiono come jesters. Ciò che conta è il messaggio che le entità stanno cercando di trasmettere. Personalmente, quando ho incontrato entità simili, ho tentato di vedere se potevo applicare la loro manifestazione e il loro comportamento alla mia vita. Quale messaggio significativo posso prendere da entità così strane?


Alla luce del concetto junghiano di individuazione, cioè di integrazione tra il conscio e l'inconscio, penso che sia importante riconoscere il Trickster DMT come parte di me stesso, rappresentandomi nell'esperienza. E così sembra che interezza e armonia debbano venire dall'integrare questa natura da imbroglione, così come gli altri archetipi. Un valore importante può essere ricavato dall'aspetto ingannatore della psicologia umana; dopo tutto, l'imbroglione è spesso una fonte di saggezza e gioia. E penso che questo sia dimostrato nell'esperienza DMT sotto forma di "terapia del giullare".


Le entità del truffatore DMT trasudano sciocchezza e gioco, forse comunicando l'intenzione che dovremmo essere più simili a loro. Credo che se assimiliamo l'archetipo del trickster noteremo vari miglioramenti nella nostra vita. Questo è qualcosa che viene suggerito nell'esperienza DMT nel modo in cui ci offre una nuova prospettiva. Ad esempio i giullari DMT aiutano a rendere le cose più leggere sollevando rapidamente il peso della serietà e della pesantezza che siamo così abituati a provare nella nostra vita quotidiana. Ci mostrano un modo di essere alternativo, più gioioso.


Questi giullari psichedelici ci rivelano che la misura in cui prendiamo la vita sul serio è ridicola, uno scherzo esilarante. E questa può essere un'esperienza e una realizzazione estremamente terapeutica, purché la saggezza sia profondamente integrata. In effetti, un messaggio da asporto comune dell'esperienza DMT è che saremmo psicologicamente più sani se potessimo vedere il mondo come un gioco assurdo che merita spensieratezza e risate. Nelle situazioni quotidiane possiamo praticare la terapia del giullare. Prendendo in giro e ridendo del mondo e di noi stessi possiamo affrontare la vita in modo più allegro.


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