Perché Carbone non ha ragione quando critica Byoblu

Perché Carbone non ha ragione quando critica Byoblu



Quello che chiede Carbone a Byoblu non si può fare. Non può andare in una qualunque testata giornalistica a fare un elenco di nomi e cognomi di persone a suo dire mafiose o criminali o assassine. Non si può fare, e mi stupisce che l'avvocato che si accompagna spesso a lui non glielo faccia notare. I processi si fanno in tribunale, non in una trasmissione televisiva. Se un giornalista permette a un ospite di accusare una persona (chiunque essa sia), di reati penali, chiaramente non può sapere se l'ospite ha ragione o meno. Se decide di consentirglielo deve allora avere studiato le carte, avere tutte le prove documentali oltre ogni ragionevole dubbio ed essere pronto a produrle in tribunale dove sicuramente verrà chiamato a rispondere, per diffamazione aggravata, insieme al suo direttore responsabile e al suo editore. Sono battaglie che, se si fanno, richiedono mesi di studio e molti soldi (si deve poter pagare qualcuno per tutto il tempo che serve, pagargli le trasferte per andare sul posto a studiare le carte, a fare indagini, ascoltare testimoni), e chiaramente deve anche essere una figura esperta e autorevole nel suo campo, perché non ci si può permettere di sbagliare.

Anche se, dai risultati che ottiene, Byoblu sembra che abbia una grande struttura, in realtà nel comparto giornalistico ci sono quattro persone, che tutti i giorni fanno sforzi enormi per realizzare un TG che altrimenti richiederebbe un numero di giornalisti superiore di decine di volte. Non si possono certo permettere di studiare le carte di una singola questione per mesi: questo è un tipo di giornalismo monografico che può fare ad esempio la RAI, potendo permettersi il lusso di pagare un collaboratore per tutto il tempo che serve per studiare a fondo una vicenda, pagargli tutte le trasferte per andare a investigare e raccogliere testimonianze ed essere pronta a dargli tutela legale, di modo che possa valutare la fondatezza delle circostanze e alla fine, eventualmente, essere sicuro di muovere accuse specifiche e circostanziate, carte alla mano. E anche se alla fine fosse certo di avere verificato tutto, in ogni caso le regole del giornalismo richiedono comunque di sentire tutti gli attori coinvolti e di usare gli opportuni condizionali nelle affermazioni fatte.

Quello che vorrebbe Carbone invece è che senza nessuna verifica a monte, Byoblu gli consentisse di fare un lungo elenco di nomi a suo dire colpevoli di tutti i reati che lui gli ascrive. Anche avesse pienamente ragione, se Byoblu facesse una cosa del genere (ascrivere reati penali a persone senza un serio processo di verifica), non starebbe facendo giornalismo né buono né cattivo, farebbe qualcosa che semplicemente non si può fare, quando a parlare non ci sono sentenze passate in giudicato. Sarebbe il modo migliore per farsi chiudere il giorno dopo.

Carbone può esporre la questione nelle sue linee generali ma non può fare nomi o generalizzare. Certo, farà anche una battaglia giusta, ma questo suo ignorare le regole del gioco fa male a lui stesso in primis, e secondariamente a tutti quelli che potrebbero aiutarlo, come Byoblu. Lo stesso gesto di diffondere una telefonata privata, come lui ha fatto con un giornalista praticante i cui servizi contro il potere sono sempre coraggiosi e che chiunque può verificare nelle registrazioni del TG andate in onda, è un REATO. E chi commette reati senza rendersene conto non sembra possa difendere in maniera credibile la sua lotta contro i reati commessi da altri. Non è comportandosi male che si costruisce qualcosa.


Carbone è - diciamo - molto naive, ma quelli che lo seguono e non capiscono questi elementi basilari, e che per queste dichiarazioni confuse e questo modo di fare scorretto sono disposti ad abbandonare, dopo averla sostenuta, la scialuppa che ha combattuto per loro in tutti questi anni di pensiero unico dominante, la sola che può continuare a farlo e che ha bisogno del sostegno di tutti, beh... queste persone non sono in cammino verso la soluzione, ma sono esse stesse parte del problema. E sono molto peggio delle posizioni insostenibili che assume Carbone, perché non lo aiutano nella sua lotta, segnalandogli dove dovrebbe correggere il tiro per ottenere risultati apprezzabili. Carbone dovrebbe procurarsi un buon consulente di comunicazione che gli facesse capire come si combatte una battaglia per non rimanere sul campo vittime di se stessi, ma per avere qualche chance di conquistare ogni giorno nuove posizioni.


p.s. ciò detto, Byoblu è stata l'unica testata giornalistica a dare spazio a Carbone, seppure "due minuti alla volta", come lamenta lui. Perché allora il coraggioso Carbone non va a legarsi sotto al cavallo di viale Mazzini, alla RAI, che tutti gli italiani pagano, per rivendicare il servizio pubblico che non fanno? Perché viene invece ad aggredire - commettendo perfino un reato - gli unici che non l'hanno ignorato completamente come tutti gli altri, nonostante i suoi modi e le sue strategie poco avvedute?

p.s. 2 Le accuse di sudditanza politica mosse a Messora sono quanto di più falso e contrario ad ogni evidenza Carbone potesse sostenere, in assenza evidentemente di ragionevoli argomentazioni. Il rapporto lavorativo tra Messora e il Movimento 5 Stelle si è concluso (burrascosamente) alla fine del 2014 (dopo poco più di un anno) a causa delle discrepanze tra quanto sostenuto in campagna elettorale e quanto si voleva realizzare nella concretezza in Europa. Da allora, il Movimento 5 Stelle è arrivato addirittura ad annunciare pubblicamente querela contro Claudio Messora per le sue accuse al Movimento di avere completamente stravolto i suoi valori originari (es: https://www.byoblu.com/2016/06/30/un-golpe-a-5-stelle-lasse-di-maio-monti-commissione-trilaterale/ ).