PSICODRAMMA

PSICODRAMMA

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

Suggerisce Giorgio Agamben che nell’attuale contesto planetario, a mano a mano che gli esseri umani si abituano (anche perché raggirati dalla propaganda mediatica, N.d.R.) al concetto di vita intesa come condizione esclusivamente biologica, priva cioè di qualunque dimensione sociale o politica, la sicurezza finisce col diventare un valore in sé; un obiettivo al quale sacrificare tutto il resto. 


Si direbbe una sorta di ‘organizzazione del pregiudizio’, una deriva mentale e psicologica che spinge milioni di individui, plagiati ed ormai assuefatti al pensiero dominante, non a realizzare o ad ottenere qualcosa di positivo, ma solo ad evitare il peggio.


L’accentuarsi della sensibilità e della percezione collettiva ed individuale dei rischi di tipo economico, ambientale o sanitario accresce, di converso, il prestigio ed il potere dei cosiddetti “esperti” da talk show.


Figure ambigue, talvolta corrotte, di scarsa onestà intellettuale e nessuna serietà sul piano umano e professionale, che valutando o fingendo di valutare l’effettiva portata dei rischi tendono a porli al vertice della gerarchia dei problemi senza individuarne, spesso intenzionalmente, la fine.


Viene così a crearsi un pesante vuoto di competenze politiche ed istituzionali, se non persino di idee e di credibilità, come si è dovuto constatare ‘obtorto collo' al tempo della procurata “emergenza” covid, col suo infamante corredo segregazionistico.


Nel suo libro di critica radicale “Nemesi medica”, il filosofo e storico Ivan Illich ricorda che la medicina moderna nel passato controllava un mercato di limitate dimensioni, mentre oggi il suo mercato non ha confini. 


“Si è arrivati al punto che persone non malate si assoggettano ad un’assistenza professionale nell’interesse della loro salute futura. Risultato: una società morbosa invoca la medicalizzazione universale e le istituzioni mediche attestano un’universale morbilità”.


Purtroppo, una società tanto labile poiché vittima d’un patetico psicodramma dettato da molteplici forme di paura, finisce fatalmente nelle mani di chi i rischi gestisce, o peggio, dichiara di gestire a beneficio (sic) di tutti.


(considerazioni tratte e riadattate dal volume “Il governo mondiale dell’emergenza”. Dall’apoteosi della sicurezza all’epidemia dell’insicurezza”, di Alessandro Colombo 2022 © Raffaello Cortina Editore)


Il Maestro d'ascia


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