PROBLEMI DI CUORE
Giubbe Rossedi Marco Cosentino, professore ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell'Università dell'Insubria

In questo studio statunitense appena pubblicato sono stati identificati tutti i casi di miocardite e pericardite post-vaccino, arrivando a stimare una frequenza di 2,8 casi per 100.000 vaccinati, circa 6 volte in più dell'attuale stima ufficiale dei CDC USA.
L'aumento di casi di mio e pericardite è confermato anche a livello epidemiologico: nella popolazione generale: 66 al mese prima delle campagne vaccinali e 106 al mese ora.
Ora, in questo studio fortunatamente tutti i casi sono guariti, tuttavia aver avuto questo tipo di patologia rappresenta un rischio importante per il successivo sviluppo di insufficienza cardiaca, infarto, tromboembolie, aritmie e morte cardiaca improvvisa[1].
Poi, un giorno qualcuno dovrà cercare di sommare la probabile frequenza dei vari effetti avversi gravi di questi vaccini, che oltre a mio e pericarditi comprendono tromboembolie, neuropatie, encefaliti di vario genere e via dicendo. Possibilmente stimati non secondo i criteri discutibili della vaccinovigilanza[2], bensì in base ai criteri clinici comunemente impiegati, che è poi quello che è stato fatto in questo studio.
Solo su queste basi è possibile definire credibilmente i rischi con i quali confrontare i benefici attesi e fondare, quindi, una scelta in ordine alla vaccinazione, sul piano individuale come su quello sociale e politico.
Lo studio: https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2782900
