POR CUBA LIBRE!

POR CUBA LIBRE!

Giubbe Rosse

di Marco Cosentino, professore ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell'Università dell'Insubria


Il Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB) di Cuba ha annunciato due giorni fa i primi dati dello studio clinico di fase III di uno dei suoi due vaccini covid, denominato Abdala.

In base ai primi risultati a breve termine dello studio, che coinvolge circa 46.000 volontari, l'efficacia in termini di riduzione relativa del rischio di covid sintomatico di qualsiasi gravità (l'ormai consueto parametro che ben conosciamo, con tutti i suoi limiti) è di oltre il 92%. Un risultato del tutto paragonabile, quindi, all'efficacia dei prodotti a RNA di Pfizer e Moderna e addirittura "migliore" di AstraZeneca e J&J (un "migliore" che già ci siamo detti avere un senso limitatissimo, se non nessun senso: l'efficacia di tutti questi prodotti è parziale e, comunque, nessuno è in realtà molto meglio degli altri, per un approfondimento vedere qui).

La particolarità del vaccino Abdala, però, è che si tratta di un altro "vaccino che è un vaccino"[1], ovvero di un prodotto che contiene l'antigene, in questo caso la proteina S, già formata in quantità fissa e minima e che non pretende di indurre qualche nostro tessuto a produrla con la conseguente incognita del "dove", del "quanto" e del "per quanto tempo [2], [3], [4].

Peraltro, quel 92% è l'efficacia relativa, mentre l'efficacia assoluta - al momento non disponibile - sarà verosimilmente limitata tanto quanto quella di tutti gli altri vaccini (vedremo). Il NNT/NNV (il numero di persone da vaccinare per prevenire un covid) sarà verosimilmente, come per tutti gli altri prodotti, di qualche decina di persone se non sopra il centinaio (vedremo). Infine, l'efficacia sulle varianti è tutta da vedere (anche se i cubani sostengono che alfa, beta e gamma sarebbero "coperte"). Infine, nulla sappiamo ovviamente sulla capacità di prevenire il contagio (che verosimilmente potrebbe essere, come di consueto, pure lei limitata).

E tuttavia, da "un vaccino che è un vaccino" ci si può aspettare molte meno incognite per la sicurezza rispetto a prodotti biotecnologici basati su tecnologie così innovative da non esser nemmeno del tutto padroneggiate. Bene, quindi, che dopo tanto tempo si inizi a disporre anche di prodotti basati su tecnologie consolidate, senza scordarsi che nessuno di questi vaccini dà protezione del 100% e, dunque, sarà sempre indispensabile saper curare il covid, questione basilare da cui discende tutto il resto [5].

Abdala su Wikipedia

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