POESIE DA TRASMIGRA IL GIORNO 3
askam43
SOGNAI ATLANTIDE
vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell'oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l'antica città sparì
solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso
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CON GLI OCCHI DELL'OLTRE
con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti
e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e
quale trave ri-cresce
nel tuo occhio
con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti
se stessi e i vivi
gli è dato perdonare
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LA MANO DELL'ANGELO
(leggendo una poesia datata)
-ma è mia questa poesia?-
avviene che il sangue dirami
il suo flusso e il cuore
sia per un attimo terra
di nessuno
le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere
come rispolverate
dalla mano dell' angelo
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UN RICCO NATALE
(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)
mi sovviene quel Natale
che l' angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all'addiaccio
fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora
persona
["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]
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DALL'INERZIA
scuotersi dall'inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo
olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo
a riva
non cali densa tenebra
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LO SPIRITO DELLE COSE
quell' essere consanguineo
con lo spirito delle cose - non sai a volte
che smarrimento ti prende
vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l'indaco
del cielo
l'inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere
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NO MAN'S LAND
ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake
news nonché le tragiche
morti per acqua
il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca
sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue
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NEL MISTERO LUCENTE
non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto
nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull'arcobaleno del cielo
sarà come abitare una casa sul mare
con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione
ti sorprenderai
di aver contribuito a dare al mondo
la bellezza
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RELATIVO IL TEMPO
relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis
aleggiano sul vuoto
annegano
nel sangue della clessidra
annaspi nella spirale
del tempo uroborico - idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi
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COME NELLA PRIMA LUCE 2
diciamo che non sai
da dove è venuta l'origine
di tutto
solo che sei
orfano di Dio
dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi
e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo
come nella prima luce
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CADERE DAI CIELI DEL SOGNO
cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito
avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all'arrivismo
in un battesimo di deliri
cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore
la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa
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DIMENTICA
[mi giunge voce in sogno del Glorioso]
tutto dimentica come Io ho dimenticato
nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue
le "piaghe" in questo scorcio d'anni
e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?
ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti
dimentica
come io ho dimenticato
sulla croce
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PER STUPIRSI
per stupirsi bisogna
fermarsi
l'impossibile si fa
possibile
riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:
l'anziana rimase
gravida - la vergine partorì
stupirti -
come sentirti
scricciolo sul palmo della
Sua mano
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ETERNO PRESENTE
Lui il Giusto l' ha in tasca
la morte
dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste
di terra e sangue
anelito e cielo siamo
oggi è il sempre
eterno presente
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LA ROSA DI SANGUE
in sogno spio se
riesce a passare "qualcuno"
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell'uomo
gl' insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché "non sanno"
sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza
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LE ISOLE DEL SOGNO
un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno
a risillabare
fonèmi e palpiti t' invita
la musa dai generosi seni
sotto una luna ammiccante
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CHI CI DIRA'
chi ci dice dove
sarà la nostra essenza
non lo sapremo
che di là
forse
spogliata dell' io
convoglierà nella memoria cosmica
dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita
cosa saremo
chi ci dirà?
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IN UN TEMPO SOSPESO
in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d' inchiostro
quella che non sai dire
che si avvita nei gorghi
dell' immaginario e si dibatte
per uscire da sé
il nudo respiro
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni
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FRAMMENTO DI STELLA
da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all'alba"
di giorni da sgranare
poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita
e
a reggerla tutt'oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti
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NELLA TUA CONTINUIRA'
ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l' "abitudine" alla scrittura
ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca
sarai nel Tutto e tutto
è te -cos' altro più-
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C'E' DEL BUONO
sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena
si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo
c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona
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COME MONNALISA 2
simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti
è musa risvegliata l'idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima
allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio
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DUE NOTE 2
due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno
inducono
a una mestizia
che non sai dire
come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà