POESIE DA TRASMIGRA IL GIORNO
askam46
TRASMIGRA IL GIORNO
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
-la vecchiezza un obbrobrio!
ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce
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IL GRIDO
non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue
rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa
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INFINITE VITE
infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato
mai si chiude il cerchio?
è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu
non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi
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QUEL SORRISO
senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno
l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia
ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue
e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare
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SEGUENDO L'OMBRA
i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è
la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo
mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri
mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina
il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro
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MEMENTO
la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:
a ricordarci la bellezza
lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno
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SANTIAGO
traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente
dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose
è quello stupirti
amando l'Amore
il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano
[percorso Fatima - Santiago di Compostela]
53
L'ASCETA
è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura
il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta
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SUL CANCELLO
drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto
unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra
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EROS E THANATOS
far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire
attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino
come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute
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CRONACA
"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"
ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!
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SCORCI DI SETTEMBRE
scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite
familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo
[mammone: in gergo è l'orco]
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IN TE LA LUCE
s'inginocchia in te la luce
ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme
a sorvegliarti è l'Occhio
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste
[dreamtime: il tempo della creazione]
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ANGELO DELLA LUCE
adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono
la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti
e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda
dalla caduta
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LUCE ALTA
luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel
un altro caffè
spezza la mattina -
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame
"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia
dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita
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QUALCUNO TI CONOSCE
-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi
ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli
davanti
a un pericolo mortale
un'invocazione ti salirà alle labbra?
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IN VAGHEZZA DI SOGNO
ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte - senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba
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PIU' D'UNA VITA
convivere con gli umori
di un corpo di morte
dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita
più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:
ogni passo ne perdi una piuma
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ULISSIDI
andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca
coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino
quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo
e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?
entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome
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FORSE UNA NUBE
(a Pierluigi Cappello)
mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa
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DI STAGIONI DI SOLE
ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto
di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita
quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena
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FIUME D'ECHI
rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante
anime siamo
che si cercano
fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore
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VANAGLORIA
la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento
69
IL GRIDO 2
resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido
sudate notti e sogni
scollati da grigie albe
e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti
70
LE MANI AFFONDI
in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire