POESIE DA TRASMIGRA IL GIORNO

POESIE DA TRASMIGRA IL GIORNO

askam


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TRASMIGRA IL GIORNO



compiacerti dei tuoi beni?

ma dimmi cosa ti porti

di là?



lasci pure questa veste

oggi affidata nelle mani

dei "restauratori"



-la vecchiezza un obbrobrio!



ecco vedi trasmigrare 

il tuo giorno

in sudari di calce




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IL GRIDO



non lasciare ch'emerga

il mostro come da abissi

marini fa' che affoghi

nel suo sangue



rabbuia nelle vene il giorno:

grido che tende

levarsi nell'aria rossa




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INFINITE VITE



infinite vite possibili

ha forse l'anima

quel che è detto da taluno

l'essere moltiplicato



mai si chiude il cerchio?



è come traversare innumerevoli 

porte nei meandri dei sogni

o abbandonarsi a visioni

di déjà vu



non si chiuderà il cerchio se

come si sa

è del Demiurgo un continuo creare

infiniti 

mondi-entità col solo sognarsi




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QUEL SORRISO



senti la vita quasi fosse

apparenza in vaghezza di sogno



l'anima è spersa dove fitta

trama d'ambiguo s'incaglia



ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo

di luce - una spina nel sangue



e quel sorriso -oggi

che ti sorprendi a inseguire ombre

in cerca del suo profilo- 

ti si trasfigura in un graffio

difficile da decifrare




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SEGUENDO L'OMBRA



i tavoli tra ombra e sole dove

sedeva chi più non c'è



la mente è in fermento

nel lento giro del sangue

in questo scorcio di cielo 



mi sposto seguendo l'ombra

seduto a leggere Brodskij

mentre

lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri

che vagano

sul filo di versi in fieri



mi distoglie

il ronzio di una mosca: salto un rigo

nero della pagina



il libro si chiude di scatto

sul giorno azzurro




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MEMENTO



la luce si spalma

dentro la parola

che di sé vive:



a ricordarci la bellezza



lasciarci impregnare 

di fascinazione

nell'orfanezza del sogno




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SANTIAGO



traversare il ponte sull'Atlantico

t'ispira qualcosa 

che appunti in un angolo sicuro

della mente



dopo

per davvero

guardi in un modo diverso le cose



è quello stupirti

amando l'Amore



il cammino di Santiago

finisce nell'Oceano



[percorso Fatima - Santiago di Compostela]




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L'ASCETA



è nell'invisibile dice

l'architettura dell'essere -

perfezione la carne che si

trasfigura



il resto è apparire o maya: mondo

i cui regimi e regni andranno

capitolando - insieme a chi

li rappresenta




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SUL CANCELLO



drappo viola dalla finestra affisso

sul cancello di fronte: un altro vicino 

agli ottanta è andato a miglior vita -

non ritirerà più

il giornale al mattino

il passo pesante il fiato corto



unificatosi col suo doppio

ha lasciato qui la zavorra




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EROS E THANATOS



far l'amore e la morte sono in stretta

connessione:

l'appagamento è un dolce morire



attimi che sembrano infiniti

perché amore e morte si abbraccino



come la terra nel suo grembo accoglie

le foglie cadute




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CRONACA



"in luce di sangue vita ti diedi

e tu l'hai gettata nel cassonetto"



ahi quel cielo di carta stampata

che s'indigna sotto gelida penna!




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SCORCI DI SETTEMBRE



scorci di settembre è l'ombra

a dominare i posti prima assolati

che trovavi nelle tue uscite



familiare ti è l'ombra ed è

dissonanza se ti sorprende 

il pensiero di quel bambino che

dopo il crepuscolo ha paura del buio

e se non mangia arriva il mammone

con tre tocchi -sotto il tavolo



[mammone: in gergo è l'orco]




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IN TE LA LUCE



s'inginocchia in te la luce



ti dividi 

nelle due dimensioni:

dreamtime e corporea insieme



a sorvegliarti è l'Occhio 

interiore -

il tuo doppio di perfezione celeste



[dreamtime: il tempo della creazione]




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ANGELO DELLA LUCE



adagiati creatura del sogno

sulla curva del nostro abbandono



la lontananza è ferita insanabile

un cielo d'astri divelti



e tu balsamo sei

-tu orifiamma tu altezza

sognato stargate-

dove voce insanguinata c'inchioda



dalla caduta




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LUCE ALTA



luce alta - paiono

incendiarsi le finestre degli hotel



un altro caffè 

spezza la mattina -

strilli 

di bambini in pineta lampi di

sole tra il fogliame



"Dio c'è" è la scritta sul 

muretto che delimita la spiaggia


 

dichiararlo a cuore aperto: 

ché un miracolo 

è la vita




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QUALCUNO TI CONOSCE


-non credi in un dopo? e

in un prima? e il mondo

pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo

e tu t'aggrappi agli specchi



ma nulla va perduto

sai:

Qualcuno ha contati

tutti i tuoi capelli



davanti 

a un pericolo mortale



un'invocazione ti salirà alle labbra?




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IN VAGHEZZA DI SOGNO



ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-

un te estraneo vagare

per strade buie e vuote 

come un sansebastiano a trafiggerti 

gli strali della notte - senti 

recalcitrare

in te l'uomo vecchio -ah convivere

con gli umori di un corpo-zavorra-

ti avvedi d'aver perso le chiavi

di casa mentre un gallo 

canta

in lontananza ed è l'alba




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PIU' D'UNA VITA



convivere con gli umori

di un corpo di morte



dall'animalità all'angelo: questa

l'impervia salita



più d'una vita se dal sangue

fioritura sia d'ali levate:



ogni passo ne perdi una piuma




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ULISSIDI



andare per procellosi mari in cerca

del proprio nome l'origine

la loro Itaca



coglierne forse la voce nella

cavità del cielo

insufflate le narici da un vento salino



quel battere del sangue

di cui si parlerà a un nuovo approdo



e i morti? quelli che sono

parte del loro cuore alla ventura?



entrati nel mito

essi custodiscono 

quel mai perduto nome




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FORSE UNA NUBE



(a Pierluigi Cappello)



mi accoglierà un non-luogo

non più inalerò resina di abeti

alle finestre degli occhi colombe

bianche si poseranno  

mi abbraccerà vaghezza 

forse una nube vorrà dire casa




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DI STAGIONI DI SOLE



ho sognato mio padre -non è giunto

il tuo momento- mi ha detto



di nuovo agli alberi cresce

la folta chioma

è tempo dei gatti in amore

-il ciclo si ripete della vita



quante ancora ne restano

di stagioni di sole -mi domando- di quel 

sole che si spande come liquido oro

sul tavolo a cena




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FIUME D'ECHI



rotte voci e forme

impermanenti

sotto luna menomante



anime siamo

che si cercano



fiume d'echi

la cui scia

porta con sé il lamento 

di nomadi d'amore




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VANAGLORIA

 


la forma assumi dell'involucro-

status quo

mentre a preesistere

in te specchiato

è quel pizzico di vanagloria

ingannevole capriccio

che rimonta a un giro di vento




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IL GRIDO 2



resilienza questo vivere

morigerato e anse d'ombre

dappresso dove annega il grido



sudate notti e sogni

scollati da grigie albe



e chiederti

se non sia impari lotta

aggrapparti a rupi erose dai venti




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LE MANI AFFONDI



in emorragie di non-senso

ricacci al fondo il Sé

superiore

uniformandoti al mondo

le mani affondi

nel sangue delle convenzioni

mentre

all'angelo lucente del sogno

tarpi le ali

facendolo all'alba svanire





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