POESIE DA TRANSITI E SOSPENSIONI

POESIE DA TRANSITI E SOSPENSIONI

askam


(2016)



305

INANELLATI ALEGGIANO PENSIERI


(la fatica dello scrivere)



inanellati aleggiano pensieri

si frantumano ri-compongono

tu aureolato di fumo

a lasciarti corteggiare

dal misterico chiarore d'una

complice luna



rima sì rima no baciata o

interna e che suoni



un corpo-a-corpo con la parola



intanto



di Selene un dardo

il foglio trapassa

dove ristagna esangue

poesia





306

DALL'IMMAGINE INFRANTA


(a Danilo Dolci)



risalire dall'immagine infranta

-quella dopo 

la caduta-

dove è voce 

del sangue la ferita del cielo



limare le parti

non combacianti

con la figura del divino



innamorato

dell'uomo nuovo 

tu guardi al bambino



che tende 

le prime radici nell'aria





307

FIORE DI POESIA


'lo gnaolio dei gatti

in amore tra gugliate di luce'



belli sti versi 

che leggo sorseggiando 

un drink ma dove

vai a parare me lo dici?



timore della pagina bianca?



scandagliare devi

macerarti

immergere le mani nel sangue

a far nascere nuovo fiore 

di poesia



musica

che arrivi al cuore





308

CREATURA DI SABBIA


io non io esisto

di qua di là dello specchio -una

distanza mi separa: vivo mi

avviluppo in un sogno

lucido 



Sogno sono di me 



io creatura 

di sabbia





309

QUELLA SOSPENSIONE


non già l'appagata

sorpresa ma in vita

tenere l'attesa

cullare 

il desiderio 

-avrebbe forse

sentenziato il saggio 

de 'I Ching'



sentire nelle vene

serpeggiare

il prolungarsi d'un'attesa

lancinante ma dolce



trattenere quella

sospensione lucente

simile a stillicidio 

che scavi la pietra



I Ching - Il Libro dei Mutamenti





310

LIBRO DI POESIE


aspettare per farne

-forse- un "mattone"? o subito

licenziarlo

libercolo smilzo?



alle spalle

l'assedio degli anni: mi spingono nella

strettoia -o foce-

dell'ignoto



gioco

col tempo che resta

a sfidare la morte



visti non visti

i giorni

sciabolate di luce



a sfogliare mesi anni





311

MIMESI


icaro e le ore

acrobate

dove spegnere

inconfessati ardori



il "grido"

espanso

che nell'aria trema



l'angelo

è di cenere





312

FAME


tutto relativo

non Dio

non la fame



ho visto un'ombra

aggirarsi tra i rifiuti

non era un cane randagio

era

un uomo



pro(re)gresso?



la giustizia

artiglia urla

fame di Dio





313

NERO DELLA NOTTE


(a un dissoluto)



punto di non ritorno?



quale

sprofondo ad accoglierti



non sai più

chi sei 

dentro giorni perduti



ah ti trapassi una spada di luce

ti canti nel sangue

un angelo

che ti aiuti a grattare il nero

della notte



a sollevarti

dal tuo sudario

di morte





314

VERTIGINE


'donnez moi 

dammi una scala per il paradiso' 

dicevo

in dormiveglia e ancora

quali nonsense

aborti di parole frasi

sconnesse



strascichi 

bave



era uno scivolare

in me senz'appiglio



come 

affetto da demenza

senile o

scoprire in me il bimbo

accoccolato nella mente





315

MIGRANTE


il ragazzo lasciato bocconi

sull'arenile

sembra dormire

avvolto dal manto della notte

gli lava dalla salsedine

la parte del viso 

un cane randagio



ora non sentirà più i morsi 

della fame



è sazio di cielo



sul corpo un fremito di stelle





316

DEL SOGNO


linea di divisione

-luna del sangue

a ricreare ancestrale

luogo-non luogo



ectoplasmi



-cerchio del sogno



asimmetrico volo





317

ASSOCIAZIONI


i nasi all'insù contro la luce

livida d'un cielo che non promette

un rondone rimasto impigliato

chissà come sbatte furioso le ali



strana associazione

d'idee se va la mente

al 'falco alto levato' di Montale



[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.] 





318

CONOSCO LE VOCI


(a tutte le vittime per la giustizia)



conosco voci che aprono strade

di libertà e amore

conosco i nemici della luce

che aizzano i cani neri della notte

lacerando i sogni di nuovi mattini



conosco i nomi

dei poeti assassinati

che dal sangue han levato la voce

-i loro j'accuse

come lingue di fuoco



conosco la "fame" dei senzavoce

il profondo dove si apre il grido





319

L'ALBERO DI GIUDA


tagliando per la pianura

non trovavi più il cuore



sulle punte delle stelle ti volevi 

trafitto

e il sangue quasi ricamasse 

una scritta ingloriosa



ma il tuo albero

ecco venirti incontro



e già il cappio

vederlo

-sinistro 





320

PRIMA DEL GESTO 


(altra visione di Giuda)



ti saresti ubriacato col prezzo del sangue

soffocando nel vino

quella lacerazione infinita



ma avresti solo ritardato la fine



prima del gesto estremo

scacciasti via da te quella luce

a guisa d'angelo



non potevi saperlo

eri scritto nel Libro per un ruolo

ingrato

-sulle labbra ancora il fuoco

del bacio



[Giuda Iscariota, secondo Giuseppe Berto, nel romanzo "La Gloria", aveva una missione da compiere e non è morto dannato.]






321

LUCE E OMBRA


se posso 

mi cerco un posto all'ombra

-non m'ispira il tipo lucertola-

ti guardo attraverso gli occhiali

scuri mentre leggi per ore 

distesa su uno scoglio



ha un che d'incantesimo

questa sospensione palpabile nell'aria



linea d'ombra e luce

a separarci

ma metti i tuoi ridicoli puntigli






322

STANZE


le notti inzuppate di sogni

quando

nonsense veleggiano

sulle ondivaghe acque dell'inconscio



o ti vedi seguire 

una successione di stanze

e ti perdi e ti ritrovi

in un'altra realtà-sogno o dimensione





323

ISOLE


concatenarsi di sequenze evanescenti

sognare di te tu di me ma mai

questi mondi paralleli s'incontreranno

li inghiottiranno onirici buchineri

così le nostre vite

trasversali un fondersi di corpi

ma isole

gli universi dell'anima mondi

di celeste fuoco che si sfiorano e

mai

combaciano





324

UN CIELO BIANCO DI SILENZI


(L'ortografia)



punto sul vivo

da strafalcioni

anche il foglio sembra aggricciarsi

attraversato da una fuga d' immagini



in un bailamme di fonemi -dalle acque

del sogno a risalire strambe 

parole nell'aria di cristallo-



illividisce

un cielo bianco di silenzi





325

LO SPAZIO D'UN SOFFIO


schegge di voci

di abbandono



il pallore di luna riflette

nel bicchiere luce ubriaca



occupi

lo spazio d'un soffio



in fine consegnerai

il nome





326

POESIA-FINESTRA


dici poesia intendi finestra



affaccio dell'anima

bagnata da alfabeti di lune



è finestra su un mare aperto 

poesia 



per l'orecchio del cuore-conchiglia







327

IL TUO VOLARE ALTO


l'anima spando sulla terra

a ricambiarmi una solitudine

ampia come il cielo



mi appresto a gran passi agli ottanta

e ancor più poesia ti canto 

-del mio sangue azzurra ala 



ai confini della sera in quel

farneticare che richiama la morte



il tuo volare alto

come preghiera






328

IL SALUTO SPEZZATO


[11 settembre: a 15 anni dalla strage]



tutti ricordano dove si trovavano

in quei fatali attimi

quando il cielo si oscurava

ingoiando cenere e odio



tutti

ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto

-uno per tutti la mano levata

quel saluto spezzato



come il battito dell'ora in cima

alla torre



come il pulsare del cuore

straziato






329

ULISSIDE


(l'ispirazione)



prende forma la vela

dalle profondità inconsce

la governa ulisside

o forse si lascia guidare



sull'infinito mare del sogno



speculari all'acqua

emergere vede parole



il fonema del canto

su curvature di luce





330

NEI MIEI SOGNI


c'è un donnone nei miei sogni

mi perdo fra le sue grandi mammelle

piccolo piccolo mi faccio e

come scricciolo

mi c'infilo

nel suo caldo grembo



al riparo degli tsunami del mondo






331

UN SECCHIO DI STELLE


un secchio di stelle

acqua e pensieri

ondivaghi e le stimmate 

di te

nella memoria come sangue 

rappreso



nel fondo a ravvivarsi 

ali

e venti aquilonari 

l'ingoio di soli su orizzonti

di fuoco





332

L'ACCUMULO


Tu non persegui

chi usa bilance false

lasci gli si ritorca

l'ingiustizia e l'oro

diventi capestro o ruggine



ahi l'accumulo

cui spezza il cerchio

la morte





333

NOMADE D'AMORE


gli occhi luccicanti

delle finestre

contro la lavagna della notte

che disegna arabeschi

di mistero



dove ti porta il filo

dell'immaginario o del

sognare



dove

questa strana ma feconda

inquietudine

serpeggiante nel sangue

tutti i libri letti i mari

solcati -odisseo tu

nello spirito- dove

questo cuore nomade

d'amore

ti porta






334

LA TUA VAGA ESSENZA


tocco in sogno la fiorita

riva delle tue braccia:

è una dolce pena questo lieve

sfiorare la tua vaga essenza

a un lunare complice chiarore






335

IL GRIDO


non altro che

raccogliere su foglio

il Grido l'amaro

sangue -morte per acqua-



parole a segnare

vergogne



dall'alto spettrale

silenzio su vite

lacerate





336

CASA DI RIPOSO 2


-nella vita chi non si dà muore

mangia se stesso- sentenzia

il "saggio" in degenza


 

la nuvola 

di vapore dalla cucina offre

un che di magico un familiare

tepore



là fuori un mondo che vive

la recrudescenza dell'inverno - gli alberi

orfani di foglie e canti

.


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