POESIE DA PALPITI DI CIELO 2
askam176
COME IN PRIMAVERA
impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi
pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo
177
A VOLO D'ANGELO
il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono
autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato
178
IN UN ANGOLO REMOTO
la vita d'un uomo
nella luce degli occhi
i paesi esotici i mari
che ha varcato
a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside
ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:
in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio
179
LA MUSA
dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla
come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora
accordando
il tuo vagheggiare
s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli
e febbre
è la parola
180
E' BELLO SOGNARE
come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore
come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi
o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse
dove ti sembra essere stato
181
VITA SOLLEVACI
vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica
fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate
le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza
e
come un fuoco
vivo a forma di croce
giunga
il messaggio
della tua sacralità
182
LA PAROLA ESSENZIALE
non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella
fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama
il sangue fatto
acqua
183
IN QUEST'ARIA STAGNANTE
pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare
in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore
184
ANTINOMIA LA MORTE
ritenere antinomia
la morte - la tua
come un abbaglio o un
trapassare di veli
e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza
" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga
185
VANAGLORIA
vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido
difendimi
dal mio profondo
uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire
186
VOLARE BASSO
volare basso
per dare tanto con poco
lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano
luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto
celeste fuoco
187
DAL GIARDINO DEI SOGNI
forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine
dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso
lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria
come i tuoi io
dagli anni risucchiati
188
LA NUDITA' DEL SANGUE
pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti
oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue
dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro
ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono
laddove
ti appariva debolezza
189
IN LINFA D'ALFABETI
manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e
poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido
190
SPLEEN
lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce
labbra di cielo
questo
contatto di sole
vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito
191
UN DOVE
trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento
vano
interrogare un dove
in bianchi cieli
l'angelo è di pietra
l'anima un buco
nell'immenso
192
QUELL'UOMO CHE
quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva
che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli
quell'uomo che
se il granello
di senape non muore
uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato
trascinato dal cielo
dal peccato
193
ASIMMETRICI VOLI
parole
colte e frante
nella febbre d'un grido
aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo
scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano
194
KANDINSKJI
sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce
a destarti un'alba
bagnata di colore
quel giallo
spalmato
nel canto della tela
195
DALL'OBLO'
la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine
è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra
le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e
infine sbarchi
boccheggiando
col mar di terra
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