POESIE DA NELL'INFINITO DI NOI 3
askam241
DOVE L'ANGELO
falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s'eleva la parola - dove
il senso di sé t'innamora
dove l'angelo
perde una piuma
242
VAGHEZZE DI LUNA
vola nel sangue della parola
l'anima gemmante
un'alba cadmio
accoglie
in vaghezze di luna
l'erratico cuore
243
CUL-DE-SAC 2
tu che deambuli come
su inclinati piani
dimmi che vedi in questa
bolla d'alcool e droga
se mondi immaginifici o
sorta d'inferni
ti scagli sulla madre per la
giornaliera dose
tu potenziale omicida
su strade d'asfalto allucinate
ahi che non vede mai giorno
il tuo cul-de-sac
è rovi e croci
sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti
244
VERTIGINE DI SPECCHI
un'incognita ti resta la vita
nebulosa sogno o cos'altro
che ti avviluppa in una bolla
o forse solo velo da strappare
col beneplacito del tuo angelo
vedi
alle spalle i frammenti di te
in una vertigine di specchi
aggrapparsi al vuoto
ricacciati
indietro
dall'unghiuta morte
245
DI LUCE L'ABBAGLIO
(testimonianza)
colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste
sentivo nelle ossa un fuoco
come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria
246
DI FOSFENI E NUBI
a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive
vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano
247
VIVERE IN VOLO
fantasia questo vivere
in volo
nella liquida luce
notti acrobate
a fare incetta di sogni
per un'alba d'inchiostro
248
BLU MARINO
sciami di pensieri
sparpagliati
in riflessi di luna fantasma
ore dilatate un'alba fitta
d'inchiostro blu marino
altri me a sciorinare
-tenerezze in sorrisi di fiori-
della vita anteriore
249
LA TENTAZIONE
è innegabile
abbiano avuto debolezze i santi
prima d'involarsi
risalendo in strenua lotta
luce dopo luce
alla parte angelica
250
IL FILO DEI RICORDI
aprire a ventaglio la mente
su pindarici voli e lucidi
sogni
vi ci trovi tra vaghe
nuvole un nugolo
di uccelli a farti corona
riportandoti
nel becco il filo dei ricordi
e i versi
amati e persi
251
COME MONNALISA
dove trovarti nudità
di poesia tu assisa nell'olimpo
degli aedi
abiti forse nel puro
sguardo del neonato o nel bagliore
della lama
uscito da una novella di borges
imprendibile sei e sdegnosa
mi segui come lo sguardo
di monnalisa
esci dal quadro e
sguinzagli i malcelati sogni
252
UNA CERTA LUCE A FLETTERSI 2
una certa luce a flettersi
nella dimora della mente:
quel tuo ostinato cercare
tra i naufragati ricordi
il volto amato
reciso dalle forbici del tempo
nell'assedio degli anni
oggi ti sorprendi
a dar corpo alle ombre
di fantasmi inanelli il tuo presente
253
COSI' LA VITA
sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall'oroscopo
groggy ammaccato
ti avvitava l'umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t'eri perso
così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita
254
DAI VETRI
the per due ed un sorriso
ricambiando lo sguardo
sopra il bordo della tazza
dai vetri il fermento
con gli ultimi guizzi di luce
e un altr'anno alle spalle
altro non t'aspetti
non la bottiglia dall'oceano
tutto già accaduto
pure
tenti glissare
sui sussulti del sangue
255
NELL'ARMADIO
a volte m'invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m'improvvisa una danza
indossa una maschera per
l'occasione
si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue
fortuna ch'è un tipo da
acqua in bocca
256
LE TUE CASE DI VETRO
(ad Antonia Pozzi)
vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent'anni
la freccia di cupido
ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita
vergate fitte
al rango di passioni accese
[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]
257
L'ESSENZIALE
molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l'acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca
non è detto potresti rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi
“per una vita proba
l'essenziale”
258
DAL PRINCIPIO QUALCUNO MI SOGNAVA
la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori
dove
a iniziare voli
in un battere d'ali fuggono
piccole morti
e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell'azzurro
io sto da sempre
nella scia d'infinito nascere
259
GUERRIERA DI LUCE
(a Santa Madre Teresa)
toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell'aria
guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne
il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno
260
ALLUNATE DERIVE
visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella
resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio
261
SINERGIE
sognare
immerso nell'azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso
ah quel senso d'onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per "incarnare" il sogno
*definizione di Freud del sogno
262
VITA CONTROMANO
(a James Dean)
il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino
l'apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:
del tuo essere "bipolare"
ottenebrato splendere
263
IN UN LEVARSI DI VOLI
scuce tempo Penelope sdegnosa
così noi a sfogliare le ore morte
fuori dal tempo uroborico
in un levarsi di voli sarà voce
del sangue a dirci che forse
non sarà stato che un sogno la vita
264
COMPLICE LA LUNA
entrare
nel labirintico specchio del sogno
dove inconfessate brame
si librano sul filo
di acrobate notti
complice una pettegola luna
265
DIVAGAZIONI
non vai da nessuna parte
quando dici
non siamo che manichini
in mano al destino -ce lo facciamo
in parte noi stessi
dovresti sapere che la vita
ha in tasca la morte e l'occhio
lungo oltre l'umano
orizzonte
in cospirazioni del nascere
come il puzzle di parole
neo-nate
a cui hai sospeso il respiro
custodite
in segreto
in luminosa nube
266
LA MISURA DEL SOGNO
avevi l'occhio lungo tu
nel dire che la vita ricalca
le orme dei passi
altro sangue i destini
che ci unirono
sai:
nelle acque della memoria
oggi di te non cerco
che la misura del sogno
nell'ondivaga luce degli occhi
trasparenze
267
UNA GIORNATA DI
suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così
esageri se pare
ti si spalanchi
d'instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi
268
RADICI DI CIELO
ondivago in te l'oscuro
l'alterego che insaziato nutri
albero capovolto che geme
con radici intricate di cielo
ma è un esplodere di vita
l'aprirsi
del fiore
269
IL FIGLIO
non più carrube Signore
torno a casa
non più miraggi
d'eldoradi
sì torno a casa
all'amore totale
indegno
sia io sgabello
ai Tuoi piedi
270
NELL'INFINITO DI NOI
il tuo volteggiare Nina
nelle stanze viola della memoria
-dicevi il reale non è fatuo
apparire o entrare nello specchio
dell'essenza evocando
palpiti di luce
di un tempo senza tempo
noi dal celeste palpito
dicevi- qui siamo
affratellati nel sangue
con la terra e la morte
271
LE VELE DEL SOGNO
me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra
entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell'abbraccio
delle vele del sogno
272
BRICIOLE DI POESIA
anima
casa di mare
dove a frotte s'annidano
gli uccellini azzurri di Maeterlinck
a ispirarmi l'abc del sogno
a beccare briciole di poesia
ferve nel tuo cielo
un volteggiare
di fòsfeni ed ali
Maurice Maeterlinck, poeta e drammaturgo - 1862-1949
[Nella fiaba teatrale L'Oisseau Bleu (1909), ciò che rappresenta l'Uccello Azzurro è il segreto delle cose e della felicità.]
273
ROSA DI PARADISO
Tu fiore del mio sangue
dal profumo rosa di paradiso
perdonami se non c'ero quando
m'imploravi "Eli Eli"
ma si doveva sostenere
la lingua della Parola
e Tu
occhi rovesciati
chino sulle miserie
abbracciassi dalla Tua croce il mondo
274
ELEGIA
ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché
perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto
275
FARSI ULISSIDI
ancora sorpresi dalla vita
ci trovi la morte
vivi
delle prime nuove
come nell'età
impastata di sole e illusione
o farsi ulissidi
nel ricucire vele
per respirare il salso
di aperti mari
276
L'OMBRA 2
meridiana a perpendicolo
poi eccola s'allunga
l'ombra oscuro specchio
che mi ripete
si spezza allorché riflessa
tra pigre nuvole nel lago
277
LA VITA NASCOSTA
(Pasqua di Resurrezione)
in seno a cieli di cui non è memoria
dove nessun grido resta
inascoltato
è la vita nascosta
percepisco
il sangue mio elevato in fioritura
da acqua e luce primaria
benedetto
278
NEL GIARDINO D'INFANZIA
risalgono dal cuore giorni analfabeti
a dire l'urlo della rosa
l'insaziato stupore
e i me stessi
a spiare
dalle crepe dei muri o
a giocare tra losanghe di luce
in un tempo che lento rimonta
279
ANGELI DI CARTA
gli occhi un po' stanchi
vedo nel mio cielo volare
gli angeli di carta di Rafael
mi pare udirne
il profumo i celesti canti
oh mi vengano in sogno
queste creature fiammanti
le fraterne ali
a coprire
le miserie degli umani
Rafael Alberti, poeta spagnolo – 1902-1999
280
LEVANTE
levante del cuore dove
rinasci
la mente in espansione
la tua
empatia
tutto un mondo che trasloca
nel lasciare la casa del corpo
la penna tuo viatico
vita a fiorire
in un mare d'amore-endorfina
281
COME LO STELO
(Giovedì Santo)
primavera ha le mani
piene di fiori
ma come lo stelo
il cuore mio si flette
in arida aria
282
LE VELE
le vele le vele
decantate dal visionario di Marradi
sui verdi mari del sogno
dove prende l'anima il largo
bianca schiuma ti spruzza
chiarore selenico
dipinge di poesia il cielo
Dino Campana, poeta, di Marradi – 1885-1932
283
SE SEGUI LA PISTA
raggio nella carne
l'altro che di te
preesiste
è avvolgerti d'ombra
il suo ritrarsi
se segui
col lupo
la pista del sangue
284
SENZA TITOLO
fine del giorno
inargentata sul mare
-negli ultimi guizzi
di luce palpita
il cuore delle barche
e la vita? si perpetua
-la vita non può morire
impregnata fin nel verde
dei frondosi rami
casa degli uccelli
la casa è il secondo corpo
-così
strato su strato
i malli dell'anima
questo mondo
l'altro
-da cui beve energia
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