POESIE DA IL CIELO E' TERSO 2

POESIE DA IL CIELO E' TERSO 2

askam


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LACERAZIONE



ragazzi strafatti

che han preso la china d’una vita 

contromano



ragazzi che s’ attraggono 

e vivono come se

non vivessero



invecchiano dentro gli specchi o da 

hikikomori



abita il loro sangue una notte che

si lacera all’ infinito



-le famiglie:

da raccoglierne i pezzi



ragazzi che bruciano

bruciano come candele




85



LATITANTE LA MUSA



sillabe cadute dagli occhi

l’ingoio di stelle a svanire



"credi resistere ai piaceri della tavola

ma dai che hai -fidati-

il colesterolo buono":



questo 

salvi dal tuo dormiveglia - relitti

a galleggiare sul mare ipnagogico



tenti trarne una poesia

giri in tondo con le parole - latitante

la musa




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LE SFIORITE RIVE DEL CUORE



le sfiorite rive

del cuore e la verde

età fuggitiva



ahi i segnacci 

rossi sui quaderni



-simboleggianti nell’inconscio

gli errori adulti che

ti segnano la vita



e in lampi di ricordi

quella corsa 

dei grembiuli come ali 



in voli bianchi verso 

casa




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LE VOCI REMOTE



un’accoppiata

di parole o una frase

sentita o letta risuonano e

sono una fitta

nella mente che inizia a elaborare



il letto del fiume

è un sudario

che raccoglie le voci remote

delle anime in sogno fermatesi lì

sotto la luna menomante





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LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE



avvenne in me un parapiglia

si sconcertarono i miei neuroni

come lei apparve -il rigoglioso seno e

le giunoniche forme- nel suo incedere al 

Valentino



ogni tanto in sogno rivive

evanescente figura



inarrivabile

lungo la coda dell’occhio

lei dalle snelle caviglie




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LO SGUARDO VELATO



dò i miei "occhi" a quel che passa

in questo scorcio di tempo che mi resta

d’intenerimento



la stessa

luce la losanga sul letto

la goccia pendente

dal ciglio lo sguardo velato



ora come allora



quando

"morte ti colse fior

di giovinezza" scrivevo

ventenne o giù di lì



-ah ridicolaggini




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LUCE COSMICA



il suo sguardo benevolo che 

abbozza un sorriso lieve

dalla vetrata della cattedrale

illuminata lassù



mi ricorda l’angelo

sulla volta del soffitto

quando da bambino ero

cagionevole e a letto



oggi 

mi sorprende un moto

di commozione



nel dilatarsi il cuore

in una luce cosmica




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L'ESSERE-PENSIERO



l’ angelo o essenza

primeva

in veste d’apparire



in amore converte 

il suo fuoco ancestrale 



è ubiquità ed ali l’angelo

o essere- pensiero 



astronave di luce che

circumnaviga cieli interiori




92


L'AFFLATO



si leva

da un’ alba rossa di passione

l’ afflato del cuore



quasi ad alleviare

-volo lieve di farfalla-

le brutture del mondo



asimmetriche tracce

lascia la poesia ch’ esprime

l’ angelo- farfalla




93


L'ALBERO



di Te 

il dito

la saliva il fiato:



ri- fiorire vita

in cuore disabitato



e gli esecrandi

crimini? non

ricordi



dal sacrificio estremo

l’Albero 

di sangue

si è ingemmato



sopra uno 

sconquasso di secoli




94


L'AMORE E' UN VOLO



l’amore è un volo

che si stacca dai tuoi tramonti

e lascia una mesta dolcezza



come virgola di fuoco

quel dolore che si ferma negli occhi



sulle ferite -sai-

lavora a tuo favore il tempo




95


L'ANGELO 3



s’inzacchera le ali nella melma

del contingente

minimo sette volte in un giorno



si prende cura come una seconda madre

di chi gli fu affidato alla nascita

dalla Misericordia divina



arcobaleni e nubi son la sua dimora

transitoria



si piega sul tempo umano - 

lo senti se ascolti

sostare nel buio delle vene




96


L'ANTAGONISTA



aprii la valigia

era piena di libri e di sogni

di vaghe nuvole e stanche lune



gli chiesi se leggesse poesie

arricciò il naso: -non mi nutro di quella

"manna" il mio cielo è di pietra e

non ne vedi angeli affacciarsi

né madonne



-non siamo -noi due-

della stessa razza



io 

da opportunista

nello scrigno non porto chimere





97


L'OMBRA (ALTRA VERSIONE)



davanti 

dietro di lato s’ allunga 

si spezza se riflessa



in acqua mutilato corpo

mi ripete

negativo di me profilo 

esangue



finché vita 

avrà

da estrema obliqua luce




98


L'ORDINE DELLE COSE



nel momento del distacco dirai

forse impropriamente

"è mancato" - invece d’ un accorato

"ci abbracceremo nell’ altra dimensione"



mancato sì alla scena

del mondo



com’ è giusto per l’ ordine delle cose

’apparenti’



la stella nana la formica




99


L'ORIGINALE



si perde

armonia nel rifare una nuova

poesia da una datata:

ne risulta un vaso incrinato



allo stesso modo ogni 

esemplare è intoccabile: 

è dall’origine



della foglia la foglia- madre

come la pensò Iddio -

così la parola

così la natura



toccare i geni è una bestemmia

che sale al Cielo



100



MANIFESTO



ritagliare dai giornali

lettere cubitali

per farne una poesia- manifesto



già vedi uomini- sandwich 

popolare le piazze

il rosso grido di denuncia 

abbasso x viva y



-sordi i governanti

al lamento dei poveri



vedi: giungerà il momento 

in cui

si abbatterà repentino uno

tsunami



a rovesciargli la poltrona




101

MARE D'ERBA



con l’ avanzare degli anni

riduci sempre più il percorso

delle tue camminate



giungerà il momento

di affacciarti solo sull’ uscio

o dalla finestra vedere l’ immensa



distesa di verde e nello 

stravedere la scambierai per quel mare

che ti vide nascere



-ti brilleranno gli occhi andando 

col pensiero alla fanciullezza gaia



ora quella luce è fuggita



lascerai

impregnato quel mare d’erba

di amori e pene ed eterei voli




102



MARINA



sull’onda bianca della pagina 

inavvertita la musa 

come un’ala si posa e 

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare




103


MEMORIA DI VOLO



memoria di volo

dell’ antenascita - quando l’ angelo

benigno si piegò

nel vestire la carne



ora nello smarrirsi dei mattini

in un’ aria di vetro

da memoria si torna a essere

sogno



a raccontarci è l’ infinito

mare




104


MI STRACCERA' UNA MANO



sto incollato

a un muro

vi resterò forse fin quando 

m’imbavaglierà una reclame 

di nonsoché o forse

mi straccerà una mano ignota

ma sarò ancora la voce 

di chi non ha voce

sarò il suo sangue

che urla attraverso 

i miei squarci




105


MIMESI 2



mutevolezza come

di nuvole



-parabole 

-alchimie del sangue



mimesi icariana

la giovinezza frale



-nei suoi umori 

intinta



la penna di Goethe




106


MORTE BIANCA



al paese (le donne avvolte in scialli 

si segnano ai lampi)

hanno saputo di Valter

volato 

dal traliccio angelo senz’ali



"non venire a mettere 

radici -scriveva al fratello- 

qui anche tu nella

città di ciminiere e acciaio: qui dove



mangiamo pane e rabbia



dove si vive

in mano a volontà cieche"




107



NEL FIUME DI LUCE



forse

veleggiando nel fiume di luce

anche loro i morti ci sognano

per non annoiarsi



dove cade il giorno

come un vibrare in nudità di sguardi

piegati sul cuore della terra



il loro bianco respiro




108


NELL'UNO



dal Tutto

ritrovarsi nell’uno

a vivere il sogno della carne



il sangue che cavalca il vento dove

crescono i passi



lacerato dalle lancette

d’un orologio interiore

un Lazzaro a sollevarsi da cento morti




109



NELL'ANIMA BAMBINA



come non ricordare il rifugio

del passerotto intirizzito

le mani a giumella e il caldo fiato



o il micino di pochi giorni

lucido di saliva

portato in bocca da mammagatta



come non riconoscere

le tracce lasciate

sul sentiero teatro di giochi

e l’acuto

richiamo della madre

la tavola apparecchiata

inondata da sciabole di sole



immagini vive custodite

nell’anima bambina



che ancora ti chiamano dal buio

fondo degli anni




110


NELL'ARIA VEGETALE



si aprì il mattino azzurro

nell’aria vegetale

come un mare nel seno del cielo

e da una costola

per lui Egli la plasmò

dalle sinuose forme

a far tondi gli occhi vogliosi

d’un amore tendente alle

stelle



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