POESIE DA IL CIELO E' TERSO 2
askam84
LACERAZIONE
ragazzi strafatti
che han preso la china d’una vita
contromano
ragazzi che s’ attraggono
e vivono come se
non vivessero
invecchiano dentro gli specchi o da
hikikomori
abita il loro sangue una notte che
si lacera all’ infinito
-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi
ragazzi che bruciano
bruciano come candele
85
LATITANTE LA MUSA
sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire
"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":
questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico
tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa
86
LE SFIORITE RIVE DEL CUORE
le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva
ahi i segnacci
rossi sui quaderni
-simboleggianti nell’inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita
e in lampi di ricordi
quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa
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LE VOCI REMOTE
un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
88
LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE
avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al
Valentino
ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura
inarrivabile
lungo la coda dell’occhio
lei dalle snelle caviglie
89
LO SGUARDO VELATO
dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d’intenerimento
la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato
ora come allora
quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì
-ah ridicolaggini
90
LUCE COSMICA
il suo sguardo benevolo che
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassù
mi ricorda l’angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto
oggi
mi sorprende un moto
di commozione
nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica
91
L'ESSERE-PENSIERO
l’ angelo o essenza
primeva
in veste d’apparire
in amore converte
il suo fuoco ancestrale
è ubiquità ed ali l’angelo
o essere- pensiero
astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori
92
L'AFFLATO
si leva
da un’ alba rossa di passione
l’ afflato del cuore
quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo
asimmetriche tracce
lascia la poesia ch’ esprime
l’ angelo- farfalla
93
L'ALBERO
di Te
il dito
la saliva il fiato:
ri- fiorire vita
in cuore disabitato
e gli esecrandi
crimini? non
ricordi
dal sacrificio estremo
l’Albero
di sangue
si è ingemmato
sopra uno
sconquasso di secoli
94
L'AMORE E' UN VOLO
l’amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza
come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi
sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo
95
L'ANGELO 3
s’inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno
si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina
arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria
si piega sul tempo umano -
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene
96
L'ANTAGONISTA
aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune
gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
"manna" il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne
-non siamo -noi due-
della stessa razza
io
da opportunista
nello scrigno non porto chimere
97
L'OMBRA (ALTRA VERSIONE)
davanti
dietro di lato s’ allunga
si spezza se riflessa
in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo
esangue
finché vita
avrà
da estrema obliqua luce
98
L'ORDINE DELLE COSE
nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
"è mancato" - invece d’ un accorato
"ci abbracceremo nell’ altra dimensione"
mancato sì alla scena
del mondo
com’ è giusto per l’ ordine delle cose
’apparenti’
la stella nana la formica
99
L'ORIGINALE
si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato
allo stesso modo ogni
esemplare è intoccabile:
è dall’origine
della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio -
così la parola
così la natura
toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo
100
MANIFESTO
ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto
già vedi uomini- sandwich
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia
abbasso x viva y
-sordi i governanti
al lamento dei poveri
vedi: giungerà il momento
in cui
si abbatterà repentino uno
tsunami
a rovesciargli la poltrona
101
MARE D'ERBA
con l’ avanzare degli anni
riduci sempre più il percorso
delle tue camminate
giungerà il momento
di affacciarti solo sull’ uscio
o dalla finestra vedere l’ immensa
distesa di verde e nello
stravedere la scambierai per quel mare
che ti vide nascere
-ti brilleranno gli occhi andando
col pensiero alla fanciullezza gaia
ora quella luce è fuggita
lascerai
impregnato quel mare d’erba
di amori e pene ed eterei voli
102
MARINA
sull’onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un’ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare
103
MEMORIA DI VOLO
memoria di volo
dell’ antenascita - quando l’ angelo
benigno si piegò
nel vestire la carne
ora nello smarrirsi dei mattini
in un’ aria di vetro
da memoria si torna a essere
sogno
a raccontarci è l’ infinito
mare
104
MI STRACCERA' UNA MANO
sto incollato
a un muro
vi resterò forse fin quando
m’imbavaglierà una reclame
di nonsoché o forse
mi straccerà una mano ignota
ma sarò ancora la voce
di chi non ha voce
sarò il suo sangue
che urla attraverso
i miei squarci
105
MIMESI 2
mutevolezza come
di nuvole
-parabole
-alchimie del sangue
mimesi icariana
la giovinezza frale
-nei suoi umori
intinta
la penna di Goethe
106
MORTE BIANCA
al paese (le donne avvolte in scialli
si segnano ai lampi)
hanno saputo di Valter
volato
dal traliccio angelo senz’ali
"non venire a mettere
radici -scriveva al fratello-
qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove
mangiamo pane e rabbia
dove si vive
in mano a volontà cieche"
107
NEL FIUME DI LUCE
forse
veleggiando nel fiume di luce
anche loro i morti ci sognano
per non annoiarsi
dove cade il giorno
come un vibrare in nudità di sguardi
piegati sul cuore della terra
il loro bianco respiro
108
NELL'UNO
dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne
il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi
lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti
109
NELL'ANIMA BAMBINA
come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a giumella e il caldo fiato
o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta
come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l’acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole
immagini vive custodite
nell’anima bambina
che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni
110
NELL'ARIA VEGETALE
si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle
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