POESIE DA DIETRO IL VELARIO

POESIE DA DIETRO IL VELARIO

askam


(2021)


279


AVEVO IN MENTE UNA POESIA


stamattina avevo in mente una poesia

stasera

non ricordo più nemmeno un verso


ho lasciato il foglio bianco

con flebili echi d'un mezzo secolo e


ora rammento solo una pioggia di luce

di stelle sopra il letto 

e il caldo abbraccio di lei


sullo schermo della mente

un vissuto che sembra ieri




280



ASPETTATIVE


vestono

il rosso della passione

le svolte del cuore


un volo alto

è richiamo

di aspettative in divenire

in un mondo devastato


281



SENZA TITOLO


sono malato d'azzurro


sarò

putrefazione? non "io" certo ma questo

involucro che indosso


mi abita un luogo-non-luogo e sono

invasato d'azzurra luce -oh mio Dio!- 

corteggerò le miriadi di stelle 

che hai posto nel cielo e

 

sarò sgabello 

ai Tuoi piedi




282




LA BEFFA


ho sognato che

fiammelle erano le dita

che benedicevano

del santo protettore di quel luogo

impronunciabile

lo portavano in processione il santo

lungo la strada stretta in discesa

qualcuno cedette la statua

finì in pezzi

l'ultima beffa

le armi che portavano addosso




283



UN BUCO NEL CUORE


lasciammo l'intima essenza

nella dimora dell'eterno


relativi

sogniamo epifanie di voli - 

ed è un buco nel cuore

la bellezza mancata




284


SCOPIAZZARE


meschino espediente -parole 

d'altri potrebbero

rivoltartisi contro come jene


cosa risulterebbe infine? una

poesia non-poesia -

né carne né pesce


nemmeno cercarla

devi 

tra parole vaganti nel sangue

sarà lei 

disponibile

quando meno te lo aspetti




285 



DETRATTORI


non si può fermare

lo sbocciare della rosa

se vuol dischiudersi

anche nel gelo

nuda

disarmante


contro i detrattori di 

bellezza - che


splendenza emana e

armonia




286


NELLA FINE L'INIZIO


(a Tiziano Terzani)


riconoscere nella fine

l'inzio - di questa

vita il negativo o rovescio


in quel tempo

non trovarsi -ahinoi- ubriachi

di mondo




287



PER UN RICAMBIO D'ALI


Lui ci culla

sul mare della misericordia 

della sua carezza di madre

noi siamo indegni


manda a noi abbrutiti 

l'angelo per un ricambio d'ali


ma l'impulso icariano 

è brivido 

che corre nelle vene del cielo




288



DI NOI


di noi

mostriamo esigua vita

più l'esteriore che

quella che ferve nel sangue


i viaggi mentali i sogni

mistero ch'è appannaggio

di proprietà esclusiva


-la testa reclina 

il nostro fido ci guarda attento

come cogliesse pensieri




289



IL VINO


il vino del vangelo

è quello delle vene aperte

su cui si posero labbra

di madre


prima che il cielo si oscuri

prima della fine del tempo


"bevete tutti da questo calice 

di sangue"




290



PRIMA LUCE


i sessi unificati

vestiranno la grazia angelicata


quella della prima luce




291



L'ALTEREGO


il soffitto ti si fa cielo 

nel pregare

angeli ti scendono nel sangue


quando ancora ieri 

abbrutito covavi 

rancori verso te stesso e il mondo


amore

era parola vuota: eccoti ora 

specchiato nel tuo doppelganger


che ogni volta

annega

nel lago della sua spocchia




292


ALLA STAZIONE

 

nell'intravedersi da lontano 

agitare festosi le braccia


come volersi levare 

nell'aria - uccelli di passo




293



SI SPERA


si spera che la morte ci trovi vivi

parafrasando un celebre detto di marchesi:

si spera: ché l'uomo

spesso è al di sotto della bestia

(erode/erede della svastica)

a voler oscurare la notte della Nascita

-mentre il mondo continua a girare in tondo

senza un fine catartico




294



IL LUOGO ACCANTO


dovevo immaginarlo

nulla di cambiato

è solo il "luogo" accanto

dove ci si trova trasparenti


come mi sono visto

in sogno una volta nell'altra vita




295


AI PIEDI DELLA NOTTE


un nodo d'inquietudine sospesa

si scioglie ai piedi della notte

sotto una luna ammiccante

l'amore è come l'ansimare del mare

s'abbevera del sangue delle stelle

aduna in sé il sentimento del tempo

vòlto dove è dolce la luce




296



ANGELO DELLA VOLTA


benevolo mi eri

novenne o giù di lì 

ché dalla volta mi dettavi parole 

di luce per poesie rimaste nell'aria


indicibili voci erano

d'un oltretempo 

ove si schiude tremulo il fiore 

che porto in me d'eterno




297



IN VESTE D'ANGELO


l'atto dello scrivere

è stato di trance: esci 

dal soma e ti cali

nell'immaginario


che in veste

d'angelo una lanterna 

ti presta

per i fonemi




298



SOGNI


ti sei visto ancor giovane

più d'una volta esibirti

in acrobazie per i soli suoi occhi

(lei sull'amaca capelli di grano)

o le volte prendere treni 

in corsa o librarti contro 

il soffitto o disfarsi la

carne fino allo scheletro


-è la sola mente che crea

un oltretempo 


gioco iperbolico

quella volta che nel "luogo accanto"

Ungà ti fece un cenno 

per dirti 

questa poesia la puoi migliorare




299



MEMENTO


bau e miao

la parola gliela leggi negli occhi

ma come tutto il regno animale

essi non si affacciano sulla loro morte

a cogliere

il proprio limite


(forse nel dopo

si è

quel che si fa e si pensa -

e dunque rispettiamo

le creature viventi

inconsapevoli - occhi di stelle)




300



DI LA'


"di là un qualcosa ci sarà" -

"qualcosa" dici?

non basterebbe lo elevassi all'infinito

o meglio: è un infinito dilatarsi - immagina


quel che si dice

Assoluto: non vi sono porte da aprire

né privacy né pass da nascondere

non tracce da seguire - impossibile perdersi 


e ancora: è un compenetrarsi

di eterei corpi - dove il 

virtuale/appendice dell'uomo 

è un sogno senza coda




301




ANIME FERITE


( è boomerang nell'ordine cosmico

il male e il bene che si fa)


raccoglie il Signore le anime ferite

col mestolo della compassione *


laddove non si smorzano striduli

echi a insanguinare il vento


*rifacendomi a un verso di Gregory Corso




302



IN TE L'IMMENSO


quest'allumare d'anima che 

senti come vastità

di rifiorite rive


questo accogliere in te 

l'immenso


oltre l'esilio di carne

franta



303




DIETRO IL VELARIO


che siamo -

 

un fremito - come quello che avvertì

il primo uomo - in questo volteggiare 

d'anime erranti


maschere in una

pantomima - 


dietro il velario

dove s'apre il grido

della bellezza ferita


riconoscersi




304



PENSO DUNQUE SONO


sono pensiero: ché pensare 

non è soggetto al soma

non un organo altro è la mente 


lei è ariosa

bramosa di voli

in quella sequenza di figure

quando la nuvola scherza col vento




305



GLI ULTIMI GIORNI


essere di pietra - per sopprimere

quell' urlo chiuso nelle ossa


"lasciare 

che i morti seppelliscano i morti"


no non ci sarà più tempo

per piangere: 


già vedi come funereo lenzuolo 

penzolare il male dall'alto ramo




306



KERMESSE


marzo le strade ammantate 

di coriandoli -magia per i bimbi

si è un po' bambini anche noi

sbizzarrirsi in maschere da folletto

il gattino col fiocchetto

la ottantenne con un palmo di belletto

l'apparenza è sovrana

il gusto è g(i)usto

truccarsi in bruttezza è bello




307



SOLITUDINE


livido cielo è l'ora

del crepuscolo il vecchio

spalle curve bavero alzato

col suo dolore imbavagliato

lascia la panchina - se lo farà

un bilancio

tornando verso casa?

sguardo svuotato

ha lasciato pezzi di cielo: solo

con l'affetto dei gatti (ci divide 

la cena)

le frequenti

notti bianche

conta le ombre sul soffitto

che assumono sembianze strane



308



L'ESSERE E IL NULLA


"credo nella resurrezione della carne"


pensa all'essere impermanente ma

anche che l' "essere" non cade nel nulla


l'esistere è da sempre 


pensi: ed è già essere per sempre


l'essere può frangersi in un gioco di specchi

ma non cadere nel nulla


il nulla non esiste














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