POESIE DA DELL'INDICIBILE 2
askam28
IN UN DOVE RIFLESSO
(dedicata alla donna)
affido alla pagina
questo grido inchiodato
te lo vedo
in un dove riflesso
materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi
del vile
affido alla penna
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande
in questi tempi oscuri
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LA FORMA DELL'ACQUA
il nostro sangue si confonde con l'indaco
dove il volo d' una rondine s' eclissa
dietro una nube
camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo
senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell'acqua
è quella che la contiene
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D' ISPIRATA LUCE
le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate
terre
le vergini terre del sogno
dove s'imbeve il nascere
d' ispirata luce
preludio alla bellezza
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LIBRO SACRO
la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie
è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi
produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento
la Parola fatta pane
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GLI ALBERI DANNO UDIENZA
il noi è scalzato dall'io
l'altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola
le nostre menti che
per secoli d'arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce
ora annaspano in un vortice mortale
palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi
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VITA ZINGARA
ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull'albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell'aria e del sole
non del peso della vita
un' idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all'asimmetrico avanzare
l' istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell'atto
sessuale
di cui si dovrà documentare
quest' uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d' ali
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GEOMETRIE INGANNEVOLI
(della tentazione)
giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli
il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l'esistere
s' imbeve delle radici della luce
lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio
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APPARENZE
qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine
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RILEGGENDO
rileggendo capita mi sorprenda
la mia penna
sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole
pareva aleggiassero
guidate da una mano d'angelo
o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto
così dai fonèmi
ero portato al guinzaglio
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IN DIVENIRE
vorresti
levitasse l'anima in cerchi
espansi nell'etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo
cadono voci
come in frantumi di cristalli
su mari aperti -vedi-
si scrive la vita picara
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COME CAMMELLO
come cammello da cruna
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso
l' Eccelso adorando ?
esulteranno allora le tue ossa ?
chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell' apparire-
se non l'angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi
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IL CUORE DELLA LUCE
(Monna Lisa)
più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro
quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo
a saziare il suo cielo
un mare aperto in quegli occhi
d'inesprimibile incanto
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CAINO
hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli
dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia
hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce
e ti trascina nel vortice osceno
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SEMBIANZE
aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore
ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi
come quando nell' immobile luce
su un' altalena si dondolava la vita
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SCATOLE NERE
scatole nere nel cuore sepolte
hanno banchettato i pesci nel ventre
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce
sul fondale il salone
è un acquario dove sullo specchio
piace immaginare
-resistita al tempo- una scritta
buffa col rossetto -ma jolie-
la coda dell' occhio
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca
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PALPEBRA DEL CIELO
(estiva)
giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli
confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico
lungo il nastro autostradale
per te l'estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi
a chi dirai
non ci sono più stagioni - sì
che ammicca una palpebra del cielo
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BARBARIE
vedi passarti l' esistere - vivi
il fuori del tuo dentro - ti
appare "un sogno la vita"?
-e il dolore quello
del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in
direzioni opposte? ti fai
un film entri in un' era
di barbarie
tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s' ispira
(Pedro Calderòn de la Barca - 1600-1681 - "La vida es sueño")
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IN UN DOVE
in un dove che non sappiamo
dicono c' è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza
in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l'agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili
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APEIRON
la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura
di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?
forse
corpi-in-prestito che
si leveranno dal letto di tenebra
per sfociare in un
altro mare?
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LA VERGINE 2
la bellezza che ti colse
rosa d'amore
t'imporporava il viso di fanciulla
era il fiat
la bellezza fatta persona
ala d'angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo
Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce
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POESIA E'
la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta
è dall' Origine -
dal Verbo
è lettere storte sull'acqua
poesia è del vento e della foglia
è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole
la fiamma che arde
della nostalgia di Dio
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SI LEVAVA ALTO NELLA LUCE
(a Pablo Neruda)
sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce - lettera
di fuoco - j'accuse
(nella terra di sangue e d' amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale
a cui facevano coro i morti ammazzati)
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DA QUEL DOVE CHE T'HA ACCOLTO
(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole - o
almeno così era per me)
e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni
non mi aspetto un fischio da quel dove che
t' ha accolto
-per te sempre estraniante
a ragione: essendo noi
mortali
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CANTO DI SIRENE
la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue
saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente
di più facile che canto di sirene
svii
dallo scavo del profondo ove il Sé
si manifesti
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VERRA' IL TEMPO
c' è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere
non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta
verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce
ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti
io vissuti
i tuoi errori
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LEVARSI IN FIORE
(la crisalide si posa
sulle dita dell'alba)
muore
l'animale resta l'entità
dell' origine
Mente infinita espansa
inondata di luce
ed ecco l'anima levarsi
in fiore
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CORTEGGERO' LA BELLEZZA
trasvolerò mari d'aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita
troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre
lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra
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LA PAROLA CHE SANGUINA
colgo la parola che sanguina:
scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni
ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici
ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno
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