POESIE DA COORDINATE DELL'ANIMA 2

POESIE DA COORDINATE DELL'ANIMA 2

askam


28


Solitudine


livido cielo è l'ora

del crepuscolo il vecchio

spalle curve bavero alzato

col suo dolore imbavagliato

lascia la panchina - se lo farà

un bilancio

tornando verso casa?

sguardo svuotato

ha lasciato pezzi di cielo: solo

con l'affetto dei gatti (ci divide

la cena)

le frequenti

notti bianche

conta le ombre sul soffitto

che assumono sembianze strane

 

29


L'essere e il nulla


"credo nella resurrezione della carne"


pensa all'essere impermanente ma

anche che l' "essere" non cade nel nulla


l'esistere è da sempre


pensi: ed è già essere per sempre


l'essere può frangersi in un gioco di specchi

ma non cadere nel nulla


il nulla non esiste

 

30


Visione


neanche il tempo di pensarlo

e ti ritrovi

immerso in fondo all'oceano

lotte sanguinose avvengono

tra pesci di grandi dimensioni

quelli minuti sembrano sorriderti

la triglia ti fa l'occhiolino

la supremazia è la regola

negli abissi dell'oceano

come avviene in superficie

con gli umani

tra pesci piccoli e grandi

 

31


D'empiti


di fonemi

indiarsi


d'empiti


a capriolare nell'aria

presenze


ancora in fieri in ondivago

sogno

 

32


Mentori


ledi armonia se nel

voltarti

chiedi vaticini agli

iperurani


mentori della volta

celeste dal volto

rasserenante

 

33


Quasi estate


sole ad asciugare le ossa

e i panni in un'ora


il vecchio sofferente aspetta

il sole della morte


giocano bambini alle giostre

sotto l'occhio vigile


non si può morire in giorni come questi:

non ti aspetti


che il criminale si svegli al mattino

e inneschi la bomba nel nome di un dio

 

34


La ferita


si è assuefatti impermeabili

ad ogni evento il più cruento

asettica aria asseconda un vuoto

di umori non fosse per il grido

della pianta alla radice

la sua ferita bianca

 

35


Da quando la mano


tra fiammate d'odio disumanante

aggriccia il cuore del mondo


da quando la mano di caino

si levò e fu un rovinio di cieli

continua a splendere il sole

su acroteri del nulla

e l'uomo a vestire simulacri


si grida alla giustizia mentre

il piatto della bilancia pende

per la vergogna dell'homo sapiens

 

36


Fogli-aquiloni


impregnati dell'humus dell'estro

del vasto respiro di cielo

svolazzano s'impennano appena

liberati dall'artefice dei versi

-suoi non più suoi-

a volerli divulgare per il mondo

 

37


Assonanza


dov'è resettata

da ogni ammennicolo la mente

lì è itaca del cuore


vi è assonanza

coi tuoi morti

risaliti dal mare a custodirti

 

38


Fuori dall'ordinario


la realtà non è da sé

è la mente che la crea

asseriscono alcuni illuminati


va da sé

che ti stimolano pensieri

fuori dall'ordinario


mentre un gabbiano ti fa il verso

sorvolando l'immaginario orizzonte

 

39


Dei miei detrattori


(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)


lasciai alla terra il corpo-zavorra

da cui forse con sollievo mi trassi


se sia ala d'angelo a coprirmi

il disonore -si dirà- ora che

s'una misera tomba s'accanisce

dei miei detrattori il ghigno

feroce e lo sputo

 

40


In questo giorno chiaro


(25 aprile)


s'estende a macchia di leopardo

il tuo palpito rosso

su campi a maggese a perdita d'occhio


libertà è un'apertura di vento

in questo giorno chiaro senza sconti

 

41


Incanto


i dolci animali d'acqua terra e cielo

a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole

nel mare del cielo un tonno guizzante

assume sembianze sull'onda lucente

il bimbo sogna guardando estasiato

ippogrifi e delfini in lenta sequenza

pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando

noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie

 

42


Dal nightmare


uscire di forza

dal nightmare bucando l'aria -


la riuscita

se in parte è già tanto: trovarsi


nel letto della vecchia casa

d'infanzia


sogno dentro il sogno

 

43


Che luce


che luce bagnerà

i nostri morti - che amore - se l'uno

nell'altro si specchieranno - se

si sogneranno: ti chiedi


se con l'orecchio del cuore

la provvida Madre 'udranno':


"mangiate di me e non avrete

più fame"

 

44


Chi eravamo


enigma la vita

siamo non siamo


chi eravamo: dimenticato - solo


incarnata nostalgia

restiamo


della bellezza sulla fronte del giorno


l'urlo del fiore

immarcescibile nella luce

 

45


L'indicibile parte di cielo


indicibile la parte di cielo

ch'è in te e ignori


basta

che solo un verso o poche note

ti richiamino

a una strana forza interiore:


e cessi

di sentirti mortale

 

46


Alberi che camminano


il cieco della parabola vide

quel giorno

allucinate figure

uomini a forma d'alberi che camminano


(anche se oggi

quasi nessuno li "vede": santi

di questo tempo)

 

47


Per poca fede


vertigine dei giorni vuoti -

ci si trova appesi ad una fune

se apriamo la cerniera della notte


il tempo

ci volgerà le spalle per non

esserci fidati abbastanza


e la luce non ci conoscerà

 

48


Riflesso


(il soma: "appendice" del cielo)


siamo solo pensiero

non espanso


frammento della Mente che

crea universi-mondi


(riflesso questa vita

che si guarda vivere:


un mondo in un altro)

 


49


Fantasie (ipotesi dell'impossibile)


la vita


un giorno puoi sentirti

come un marinaio col mal di terra


e il giorno dopo trovarti

ad annegare in mezzo metro d'acqua

 

50


Lavavo la veste


trovai ch'erano fastidiose mosche

ronzanti nella luce della preghiera


a non dar peso

imparai dopo lacrime e sangue


lavavo la veste

invischiata nelle panie della notte

 

51


Anime ferite


(è boomerang nell'ordine cosmico

il male e il bene che si fa)


raccoglie il Signore le anime ferite

col mestolo della compassione *


laddove non si smorzano striduli

echi a insanguinare il vento


* rifacendomi a un verso di Gregory Corso

 

52


Anime che si cercano


(ispirandomi a Borges e Pessoa)


anime che si cercano

vestite di apparenza

siamo: forme passeggere


giriamo in tondo senza

mai trovare il centro


lontani da noi siamo


sulla pagina del cielo una mano

d'aria scrive di noi

e delle nuvole

 

53


L'infinito di noi


dentro di noi siamo

un infinito ma confuso: una

"finita infinità"

per dirla con la dickinson


percepiamo a tratti

andiamo come ciechi - vediamo


"per speculum in aenigmate"


e ci sogniamo

 

54


Intatto lo spirito


ho ripreso in mano le poesie giovanili

alcune rifatte altre modificate

con severi tagli senza rimpianti


ispirazioni bucoliche vestite di primavera o

di autunnali malinconie


vi è rimasto intatto

lo spirito degli alberi e del vento


la resina la radice linfa da cui vita rinasce

 

55


Con l'anima nuda


con l'anima nuda o corpo

etereo lei mi vedrà


mi attraverserà l'aria


senza scheletri nell'armadio

nella nudità che siamo

di me altra "visione" avrà?


e io di lei?


ci ritroveremo asessuati angeli?

ci accoglierà pienezza?

 


-------------------------------









Report Page