POESIE DA AFFLATI 2
askam22
SENZA TITOLO
un'alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore
usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro
da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce
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NELL'OLTRE
[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]
il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge
di deliranti arabeschi le mie notti bianche
e quell' albero con i cuori incisi
a sopravviverti - le radici impregnate
del nostro amore
ma tu anima di stella
sei nell'Oltre
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NEI CIELI DI TORINO
nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce
uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis
-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi
la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane
ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante
tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi
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IL ROVESCIO
spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell'ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo
il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell'orbita
di cieli dell'Oltre?
il rovescio dunque
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?
mi aspetto buone nuove
prosit!
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SOGNO DALINIANO
(splendenza rubata da un
non-dove -mi dico- questo
piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)
mi ero
annullato in pensieri allucinati e
in un abbaglio di figure
Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate
[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]
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DI LUCE DI SANGUE
sostanza
sei di luce e di sangue
le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com' è ogni ciclo in natura
ma eco
insopprimibile in te risuona
d'immortalità:
sempre a
superarti
a superare d'un passo la morte
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ANGELO
angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all' indietro
a contemplare i lineamenti perfetti
nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m' incantavo
poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo
quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi
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ANSE D'OMBRE
anse d' ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l'anima dissolta
sogno sputato
l'essere svuotato di forme
ad un cielo muto appeso il grido
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L'EGO
non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t' inchini
l' interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli
inutile imbiancarle
le pareti pregne
d' insormontabili retaggi
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TUTTO E' ANCORA POSSIBILE
ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro
ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa - vorresti allora
rovesciarti come un guanto
riconoscerti come il
fuori del tuo dentro
aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre
e sai che tutto
è ancora possibile
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COSI' ESISTE LA PAROLA
così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei
prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi
fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito
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ALLUCINOGENI
stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce
l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno
breve estasi - amara
al "risveglio"
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LATITANTE LA MUSA
sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire
"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":
questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico
tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa
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MIGRANTI
segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia
è stato un miraggio
la terra promessa
negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino
resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore
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DI GIORNI A PERDERE
nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno
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IN BILICO
giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento
increduli e colmi
di lucente meraviglia - noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali
tanto che ci parrà un sogno
l'aver attraversato
nella carne la morte
nel circolo del sangue
noi in bilico
un piede nel mistero
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ALLO SPECCHIO
ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre
per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti
per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia
intanto la luna
non più ispira rime e sogni
divorano topi famelici
la polpa del mondo
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INDIVISA SOSTANZA
sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre
nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli
mi ustiono di rosacea luce
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QUANDO L'ANGELO
quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-
aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)
sarà un capriolare
di dolce vertigine
come immergerti in una pace amniotica
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LA DOMANDA
l'abisso capovolto della croce
duemila anni
e il grido vano lacera l'aria
"Padre perché"
sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda
a toccare una
impercettibile
morte apparente
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A DARE SMALTO A UN SOGNO
silenzio allagato di luna - una
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo
dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia
-ah l'assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito