POESIE DA AFFLATI 2

POESIE DA AFFLATI 2

askam


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SENZA TITOLO



un'alba cadmio

apre spazi 

inusitati nel cuore



usciti dal sogno

beccano sillabe 

gli uccelli di maeterlinck

in un cielo di vetro



da un luogo non-luogo

le uve dei tuoi occhi

chiamano il mio nome 

genuflesso nella luce




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NELL'OLTRE



[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]



il tuo sangue spanto -Nina-

che intinge 

di deliranti arabeschi le mie notti bianche



e quell' albero con i cuori incisi 

a sopravviverti - le radici impregnate

del nostro amore



ma tu anima di stella

sei nell'Oltre




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NEI CIELI DI TORINO



nei cieli di Torino

promette pioggia livida luce



uno sguardo di sottecchi

al vicino di panchina

mentre leggo Kavafis



-le dà fastidio il fumo?-

al mio cenno spegne

garbato come ne trovi pochi



la metro e sei al centro

Porta Nuova la trovi

intasata di affaristi ed extra-

comunitari

un cappotto liso fa da coperta

ad un barbone e il suo cane



ad uno sputo è in sosta

una testarossa fiammante



tra i morti e i viventi

il mondo ha denti aguzzi




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IL ROVESCIO



spossato sono dal mio sogno

non mi sovviene per quale ragione

nell'ondivago moto del cuore

mi disperavo e

come un agnellino piangevo 



il sogno dicono

è il negativo del reale

il pianto è gioia

e lo stesso sarà entrando nell'orbita

di cieli dell'Oltre? 



il rovescio dunque 

di questa realtà che ci appare

per speculum in aenigmate?



mi aspetto buone nuove

prosit!  





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SOGNO DALINIANO



(splendenza rubata da un 

non-dove -mi dico- questo



piccolo universo racchiuso

nel profondo di noi piccoli 

universi)



mi ero 

annullato in pensieri allucinati e



in un abbaglio di figure



Gala e Mae West mi sorridevano

sdentate



[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]



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DI LUCE DI SANGUE



sostanza

sei di luce e di sangue



le cellule cambiano di continuo e

non sei più lo stesso di prima

-com' è ogni ciclo in natura 



ma eco

insopprimibile in te risuona 

d'immortalità:



sempre a 

superarti



a superare d'un passo la morte




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ANGELO


angelo icona della volta

che mi vedevi da lassù

la testa all' indietro

a contemplare i lineamenti perfetti


nei tuoi occhi vedevo palpitare

il cuore della Bellezza e

m' incantavo


poi per paura

del male del mondo

la sera mi rifugiavo nel sogno

di te e toccavo il cielo


quando 

dopo la mia accorata preghiera 

venivi a visitarmi




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ANSE D'OMBRE



anse d' ombre

notte bevuta sudata notte

un grumo di sangue la parola

nel bailamme l'anima dissolta



sogno sputato

l'essere svuotato di forme



ad un cielo muto appeso il grido




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L'EGO 



non è che fumo

il tuo riflettere se

al tuo (d)io t' inchini



l' interpellarti cade nel vuoto

come un assordare di cristalli



inutile imbiancarle

le pareti pregne 

d' insormontabili retaggi




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TUTTO E' ANCORA POSSIBILE



ti senti altrove e il più 

delle volte fuori dal coro



ti chiedi se -nell'ordito della vita dove

si spezza la parola- ti sei perso 

qualcosa - vorresti allora

rovesciarti come un guanto



riconoscerti come il

fuori del tuo dentro



aprirti a un' alba che

diradi questa

corolla di tenebre



e sai che tutto

è ancora possibile




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COSI' ESISTE LA PAROLA



così esiste la parola

nutrita del sangue degli dei



prende il largo quello che si dice

afflato o musa ispiratrice

alla scoperta di fonèmi



fa cerchi concentrici

nel lago fondo dello spirito




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ALLUCINOGENI



stato d' incantesimo

inventarsi un cielo

delirio che

sanguina luce



l' anima travestita

a farsi pseudo-

incarnazione di un sogno



breve estasi - amara

al "risveglio"




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LATITANTE LA MUSA



sillabe cadute dagli occhi

l'ingoio di stelle a svanire



"credi resistere ai piaceri della tavola

ma dai che hai -fidati-

il colesterolo buono":



questo 

salvi dal tuo dormiveglia - relitti

a galleggiare sul mare ipnagogico



tenti trarne una poesia

giri in tondo con le parole - latitante

la musa




35


MIGRANTI



segni indecifrabili

lasciano lungo il percorso

come orme sulla sabbia



è stato un miraggio

la terra promessa



negli occhi pezzi di cielo

a dire l' avverso destino



resta un muto grido

di scatole nere sepolte nel cuore




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DI GIORNI A PERDERE



nel bailamme di giorni a perdere

in virtuale ti giochi

la vita testa e croce

all'altezza di precipizi

ti avvolge il manto del vento

cogliere il fiore-essenza del tempo

dirti se l'esistere sia

quasi finzione o sogno




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IN BILICO



giungeremo

nell'Oltre dove le ombre

parlano col vento



increduli e colmi

di lucente meraviglia - noi resi

impalpabili 

essenze e vieppiù reali



tanto che ci parrà un sogno 

l'aver attraversato

nella carne la morte



nel circolo del sangue

noi in bilico



un piede nel mistero




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ALLO SPECCHIO



ho un rospo-invettiva

mi sta lì

lo raccolgo in un foglio

intanto lascio gridino le pietre



per la bellezza deturpata e

il suo esse-o-esse

per i figli del progresso dio-boomerang

dai chiusi orizzonti e una vita

di passi perduti



per l'uomo e il suo specchio

dai mille rebus irrisolti

dove confluisce la sua storia



intanto la luna

non più ispira rime e sogni



divorano topi famelici

la polpa del mondo




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INDIVISA SOSTANZA



sono indivisa sostanza

dimora delle origini

porto il respiro di voci

tra ramate ombre



nelle trame del vento

lascio si dilegui la morte

mi vivono nella carne

illimitati cieli



mi ustiono di rosacea luce




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QUANDO L'ANGELO



quando l'angelo verrà a chiamarti

discreto senza tromba

e avrai lasciato questo corpo frale

-burattino senza fili-



aleggerà nel cosmo la tua essenza

col bagaglio di esperienze e sogni

(quei sogni che non muoiono mai)



sarà un capriolare 

di dolce vertigine



come immergerti in una pace amniotica




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LA DOMANDA



l'abisso capovolto della croce



duemila anni

e il grido vano lacera l'aria



"Padre perché"



sasso 

gettato nel lago del mistero

la domanda



a toccare una

impercettibile

morte apparente




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A DARE SMALTO A UN SOGNO



silenzio allagato di luna - una 

silhouette nella mente ondeggia

e gli arzigogoli

a dirmi vano

il ricordo sgualcito dal tempo



dalla foto color seppia

mi guardano

i suoi occhi velati di mestizia



-ah l'assedio degli anni

e il cuore

a dare smalto a un sogno sbiadito




















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