PER UN'ONTOLOGIA POLITICA DEL DIGITALE

PER UN'ONTOLOGIA POLITICA DEL DIGITALE

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Nella storia dell’umanità ci sono soglie che tracciano un confine netto, riconoscibile soltanto a posteriori, tra un prima e un dopo.


🔸️ Si tratta di eventi che, pur nella loro contingenza storica e nella loro irripetibile singolarità, assumono una portata universale tale da produrre una rottura radicale e irreversibile negli assetti simbolici, cognitivi e materiali dell’esperienza umana.


🔸️ In ordine sparso si potrebbero annoverare a mo’ di esempio tra questi passaggi epocali la scoperta e l’uso del fuoco, l’invenzione della scrittura, la rivoluzione copernicana, la scoperta della struttura a doppia elica del DNA e l’avvio del nucleare attraverso la fissione dell’atomo.


🔸️ All’interno di questa genealogia delle grandi fratture storiche sembra collocarsi oggi, con sempre maggiore evidenza, la nascita e il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale.


🔸️ Ci troviamo di fronte a un artefatto tecnico, o forse, più propriamente, ipertecnico e metatecnico, la cui portata eccede di gran lunga quella di qualsiasi dispositivo tecnologico concepito e realizzato in precedenza.


🔸️ La sua potenza trasformativa appare tale da superare persino molte delle narrazioni distopiche che, nel corso del Novecento, hanno popolato l’immaginario letterario e cinematografico occidentale, proponendo figure caratterizzate da una progressiva ibridazione tra umano e macchina.


🔸️ Di fronte a questo scenario si confrontano spesso due atteggiamenti opposti e speculari: da un lato l’entusiasmo tecnofilo di chi vede nell’AI la promessa di una nuova emancipazione dell’umanità; dall’altro le previsioni catastrofiche di coloro che intravedono in essa l’annuncio di una perdita irreversibile dell’autonomia umana.


🔸️ Tra i tecno-entusiasti e tra gli «apocalittici» e gli «integrati», per riprendere una nota formula di Umberto Eco, la filosofia, se intende rimanere fedele alla propria vocazione critica, è chiamata a percorrere una terza via, capace di collocarsi su un piano differente rispetto a questa polarizzazione.


🔸️ È precisamente questa la direzione intrapresa da Eugenio Mazzarella nel suo recente volume "Critica della ragione digitale", che prosegue e approfondisce il percorso teorico già avviato nel libro del 2022 Contro metaverso. Salvare la presenza.


🔸️ Il pericolo è sulla possibilità che le macchine sviluppino una forma autonoma di coscienza, quindi di conseguenza il rischio più che concreto di una progressiva erosione della coscienza umana.


🔸️ Si tratta allora, come mette bene in evidenza anche Carlo Galli nel recente Tecnica, di assumere in maniera seria la consapevolezza del nesso dirimente tra tecnica e politica.


🔸️ Questa consapevolezza, tuttavia, non implica un atteggiamento puramente fatalistico; al contrario, essa deve aprire lo spazio per l’elaborazione di possibili «vie di uscita», ossia di strategie teoriche e pratiche capaci di incrinare o addirittura mandare in crash l’ordine computazionale che l’AI tende a istituzionalizzare.....

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Salvatore Spina



Articolo integrale ⤵️

https://www.machina-deriveapprodi.com/post/per-un-ontologia-politica-del-digitale

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