Non sono più solo
Puoi vivere felice per sempre > Lezione 26
Quando sei un bambino, l’unica cosa che desideri è essere felice. Ma mio padre purtroppo aveva un problema con l’alcol. Nessun bambino dovrebbe vivere un’esperienza del genere. Un giorno alcuni nostri parenti che vivevano negli Stati Uniti vennero a trovarci. Sembravano così felici. Da quello che raccontavano avevano una vita serena, senza problemi economici. Sembrava che si divertissero sempre. E io, mentre li ascoltavo, mi chiedevo: “Ma perché noi dobbiamo essere così poveri mentre la loro vita è così bella?” Anche la nostra famiglia merita di essere felice. Così a 9 anni lasciai mia madre e il resto della mia famiglia. Attraversai il confine ed entrai negli Stati Uniti. Andai a vivere in un quartiere abbastanza difficile. Così per imparare a difendermi decisi di frequentare una palestra della zona. L’allenatore, Leo, era come un padre per me. Cercava sempre di darci dei buoni consigli. Raymond era un ragazzo che si allenava lì come pugile. Era un buon amico. Mi voleva bene, mi rispettava e mi proteggeva. Dopo diversi anni passati con Raymond e gli altri ragazzi della palestra, li consideravo la mia famiglia. In un certo senso ammiravo Raymond perché aveva sempre soldi in tasca. Questo perché Raymond spacciava droga. Sapevo che era sbagliato, ma era un modo per fare soldi. E col tempo cominciai a spacciare anch’io. Una notte, durante uno scambio, qualcosa andò storto e Raymond fu ucciso. Potevo esserci io al posto suo. Rimasi lontano da mia madre e i miei fratelli per 6 anni. Mia madre stava studiando la Bibbia con i Testimoni di Geova. Questo la aiutava ad affrontare tanta sofferenza e ad avere pace. Era così felice. Cominciai a capire che era esattamente quello di cui avevo bisogno. Pensai anche ai miei amici della palestra. Volevo che capissero perché la vita era così difficile per tutti noi, così ritornai negli Stati Uniti. Ma loro non volevano ascoltare. Leo, il mio allenatore, mi disse che non dovevo più spacciare. Potevo diventare un pugile professionista, e così aiutare la mia famiglia. Mi diede anche un soprannome: il ragazzo della Bibbia. Forse poteva funzionare per un po’, ma quello che stavo imparando mi avrebbe aiutato per sempre. Sapevo che la cosa migliore era servire Geova, ed ero deciso a farlo. Tornai in Messico e iniziai a studiare la Bibbia seriamente. Cominciai a considerare Geova come un padre, perché mi aiutava a trovare vero sollievo dal dolore, a provare pace, tranquillità; un padre che mi faceva sentire accettato e amato. Ho avuto una vita straordinaria servendo Geova. Molti anni dopo mio padre si battezzò come testimone di Geova. Geova è stato molto buono con me, la mia famiglia e i miei fratelli. So che non potrò mai ripagarlo per la vita che mi ha dato. Ho avuto davvero tante benedizioni nella mia vita: una moglie meravigliosa e grandi amici, come quelli con cui servo alla Betel. Non sono più solo. Geova è riuscito a dare un senso alla mia vita. Mi ha dato uno scopo e tanta felicità.