Non dimenticheremo mai quel saluto

Non dimenticheremo mai quel saluto

Puoi vivere felice per sempre > Lezione 10

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Sono cresciuto in un piccolo paese, e ho avuto un’infanzia felice.Sin da quando ero bambino i miei genitori mi hanno instillato l’amore per Dio e il rispetto per la Bibbia. Andavamo regolarmente in chiesa e ho frequentato una scuola privata dove si studiava la Bibbia ogni giorno. Nonostante tutto questo sentivo che mi mancava qualcosa. A 15 anni la mia vita cambiò in un istante. Mentre giocavo su un albero si ruppe il ramo e caddi a terra, e rimasi paralizzato. Da quel momento da un bambino pieno di vita che correva divenni un bambino paralizzato dal collo in giù. Non sentivo niente. A 18 anni avevo riacquistato abbastanza forza nelle braccia da ritornare a essere indipendente. Cominciai a frequentare l’università e andai a vivere nel campus. Ancora una volta la mia vita cambiò drasticamente. Gli altri studenti facevano uso di droghe, bevevano alcol e vivevano una vita immorale, e io cominciai a fare le stesse cose. Comunque, tutte le sere leggevo la Bibbia e avevo ancora una forte fede in Dio. Ma quando pregavo prima di andare a dormire sapevo che un giorno sarei andato a finire in quell’inferno che mi avevano insegnato da bambino. In quel periodo incontrai una ragazza di nome Julie e in poco tempo ci sposammo. Aveva anche lei lo stesso stile di vita hippie che avevo io e sapevamo che per far durare il nostro matrimonio dovevamo cambiare. Eravamo in cerca di Dio, lo volevamo nella nostra vita. Un giorno ero da solo nel parco. Era un posto bellissimo. Di fronte a me c’era un lago e dietro a me una montagna. In quel momento pregai Dio e gli dissi che volevamo servirlo ma che non sapevamo come. Circa 10 minuti dopo si avvicinò un uomo che iniziò a parlarmi di un paradiso sulla terra. Tutto quello che diceva mi sembrava plausibile, lo avevo già letto nella Bibbia. La cosa che più mi colpì fu la spiegazione che mi diede sull’inferno di fuoco. Era così chiaro... così logico! Tutto aveva un senso per me. Ci invitò ad andare in Sala del Regno il giorno dopo e ci andammo. Io e mia moglie non dimenticheremo mai quella prima adunanza di 37 anni fa. Avevo i capelli lunghi e i jeans strappati. Credo che non avessi nemmeno le scarpe quel giorno. Mentre eravamo lì seduti pensavo a quanto disprezzo doveva provare per noi quel fratello che stava sul podio. Ma con nostra sorpresa dopo l’adunanza venne subito a salutarci e ci invitò a trascorrere del tempo con la sua famiglia. Non ci ricordiamo niente di ciò che venne detto a quell’adunanza ma non dimenticheremo mai quel saluto. Cominciammo a frequentare subito tutte le adunanze e iniziammo anche uno studio biblico con il fratello che avevamo incontrato nel parco. Ci volle tempo per cambiare il nostro stile di vita, ma i fratelli furono così amorevoli e pazienti con noi. Ora avevamo uno scopo nella vita. Il vuoto che per tanto tempo avevo sentito dentro non c’era più. Non vivevamo più una vita incentrata su noi stessi. Ora avevamo Geova, i fratelli, il ministero. Ci dedicammo a Geova e ci battezzammo.

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