Mercedes-Benz F500 Mind Concept

Mercedes-Benz F500 Mind Concept

@CarFanatics

In occasione del Salone di Tokyo del 2003 Mercedes presentò una vettura alquanto interessante, pensata per un settore in quegli anni molto apprezzato e carica di tecnologie divenute comuni solo in tempi recenti

A livello estetico la F500 Mind (F500 è rappresenta una pletora di concept sviluppate da Mercedes in diversi decenni ndr) prende le forme di un enorme monovolume, lungo circa 5,1 metri e con un passo di 3, contraddistinto da linee filanti ed aerodinamiche oltre che da grandi superfici vetrate. Partendo dal frontale, basso e abbastanza appuntito, si poteva apprezzare la grande calandra tipica della casa della stella a tre punte, ai cui lati si abbracciavano i fanali Led e sviluppati su due livelli; caratteristica la vista laterale, con grandi cerchi a cinque razze sdoppiati, maniglie a filo carrozzeria e l'iconico retrovisore integrato al parafango, mentre più indietro si poteva apprezzare il montante posteriore inclinato verso la coda. Originale anche il posteriore, con un grande lunotto e impreziosito dalla terza luce dello stop posta in alto, al culmine di una sorta di pinna che spezza il grande tetto panoramico. Interessanti i fanali, che in parte ricordano quelli della celebre SLR.

Per accedere all'abitacolo trovavamo ovviamente quattro portiere, qui però senza montante centrale e con quelle posteriori che si potevano aprire sia controvento che in favore di vento

Il grande spettacolo di questa F 500 lo regalano gli interni, con un curioso volante rettangolare, che in qualche modo ricorda da vicino quello della Toyota bZ4X, oppure l'illuminazione ambientale di tonalità blu, per non parlare della strumentazione digitale proiettata come avviene sulle moderne Peugeot. Proprio la strumentazione permette di accedere alla prima applicazione nella storia del Night Vision, il sistema di visione notturna ad infrarossi capace di dare visione fino a 150 metri avanti l'auto

Altra chicca è data dai pedali di acceleratore e freno by wire, ovvero non avevano una vera e propria corsa come le auto tradizionali, ma con i piedi si dava un input su dei sensori rappresentanti dei simil pedali che la centralina ottimizzava in ottica del massimo comfort e sicurezza, lavorando assieme al Sensotronic brake control

Parzialmente al passo con i tempi anche il motore, che era un folle V8 turbodiesel da 4 litri capace di 250 CV, il medesimo della Classe S, qui però abbinato ad una controparte elettrica che permetteva al motore di spegnersi alle basse velocità e dare un sostegno di ulteriori 68 CV in accelerazione. Una sorta di mild hybrid evoluto abbinato ad un motore diciamo ora bandito.

Tirando le somme si tratta di una vettura innovatrice e che tutt'ora potrebbe dire la sua, sia per la configurazione monovolume che in Asia continua a raccogliere successi, sia per le doti tecniche, forse non tanto per il V8 CDI...









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