MATRIMONIO LGBT?
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
Il "Matrimonio" sarebbe l'atto in cui si celebra la sacra unione che renderà la Donna, "Mater familias", quindi: colei che genererà la Vita. La donna facendosi Mater dona e riceve: espleta il proprio "munus", il proprio compito, la propria funzione vitale. Il "munus" è al contempo dare ed avere, il munus è un qualcosa che ci lega indissolubilmente l'uno all'altro in un legame profondo.
Ha spiegato il costituzionalista Zagrebelsky “ Il “munus” è prendere sul serio i compiti che ci tocca assolvere.
Perchè questi compiti non sono nell’interesse nostro, ma sono nell’interesse della collettività .
E questo vale per tutti i cittadini, che hanno anche un compito pubblico, e quello che fanno non dovrebbero farlo solo nell’interesse individuale, ma dovrebbero sempre pensare anche all’interesse generale.
Figuriamoci se ciò non deve valere per una donna che si sposa. Il “munus” corrisponde al senso di responsabilità che noi stessi ci attribuiamo nei confronti dell'altro, di chi sentiamo nostro prossimo, della comunità a cui apparteniamo. Ecco perchè mater e munus e quindi “matrimonio”. Chi c’è di più prossimo ad una madre del proprio pargolo, del frutto del proprio seno? Mater + munus = "matrimonio”, il resto sono scemenze, elucubrazioni e sintomi della psicopatologia progressista.
La donna si realizza espletando la propria funzione vitale e naturale, donando e ricevendo amore dai propri pargoli e dal proprio marito, questa è la "normalità" e la "civiltà”. Oltre la civiltà quando essa termina degrada e retrocede ad uno stato di barbarie arrivano tutte queste meravigliose follie ed abiezioni da pervertiti e subumani.
Nicola Bomba