Lukashenko-Prigozhin

Lukashenko-Prigozhin

Ultimora.net

Il leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko, racconta le sue trattative con Prigozhin:

Ho suggerito a Putin di non affrettarsi a prendere decisioni. Parliamo con Prigozhin, con i suoi comandanti. Al che lui mi ha detto: 'Ascolta, Sasha, è inutile. Non risponde nemmeno al telefono, non vuole parlare con nessuno'

A questo punto, il leader bielorusso ha chiesto a Putin dove fosse Prigozhin, apprendendo che si trovava a Rostov.

Dico: Bene. Una cattiva pace è meglio di qualsiasi guerra. Non aver fretta, proverò a contattarlo, ma lui mi ripete ancora: 'È inutile'. Dico: 'Va bene, aspetta'. Abbiamo parlato probabilmente per mezz'ora. Poi mi ha informato che Prigozhin era al fronte. Ricordo le sue parole: 'Sai, al fronte, stranamente, è meglio di quanto non sia mai stato'

Lukashenko però insiste:

Come posso contattarlo? Dammi il telefono. Dice: 'Molto probabilmente, l'Fsb ha il suo numero'. L'abbiamo trovato e a metà giornata avevamo tre diversi canali attraverso i quali potevamo parlare con Rostov

Il leader bielorusso ha poi raccontato che Prigozhin, una volta capito che a chiamare era il presidente della Bielorussia, dice "ad Aleksandr Grigorevic rispondo"

Lui prende la cornetta in piena euforia. Abbiamo parlato, al primo giro, una trentina di minuti prendendoci esclusivamente a parolacce. Poi si è scusato e ha cominciato a raccontare. Sapete, questi ragazzi hanno visto morire migliaia dei loro compagni e sono infuriati soprattutto con i comandanti, e a quanto ho capito, premevano soprattutto proprio su Prigozhin. Lo sapete, lui è un personaggio eroico, ma su di lui influivano soprattutto i comandanti dei reparti d'assalto che vedevano tutti questi morti. Ed è in questa condizione di semi-follia che sono entrati a Rostov. Allora ho cominciato a cercare di chiarire la situazione: hai ucciso qualcuno lì a Rostov? Civili o militari che hanno fatto resistenza?

Prigozhin, sempre secondo il racconto di Lukashenko, risponde: "Aleksandr Grigorevic, ve lo giuro, non abbiamo toccato nessuno. Abbiamo occupato il quartier generale e io mi trovo qui ora"

Ho detto: Yevgeny, nessuno ti darà né Shoigu né Gerasimov. In particolare in questa situazione. Conosci Putin bene quanto me. In secondo luogo, nessuno ti incontrerà né ti parlerà al telefono a causa di questa situazione

Secondo il leader bielorusso, il fondatore della Wagner è rimasto per un po' in silenzio e poi ha tuonato: "Ma noi vogliamo giustizia! Vogliono soffocarci! Avanzeremo su Mosca!". A quel punto il capo di Stato bielorusso ha messo in guardia Prigozhin:

Sarai schiacciato a metà strada come una pulce. Nonostante le unità dell'esercito siano impegnate sul fronte rilevante, gli ho detto di pensarci. 'No', mi ha risposto. Era euforico

Lukashenko ha detto infine di aver convinto Prigozhin, dicendogli che Mosca sarebbe stata difesa e che continuare l'ammutinamento avrebbe travolto la Russia nel tumulto e nel dolore

Chi è Prigozhin? Al giorno d'oggi è una persona molto autorevole nelle forze armate nonostante alcuni non lo vogliano ammettere. Per questo motivo ho pensato: possiamo certamente farlo fuori. L'ho detto anche a Putin. Possiamo farlo fuori, non è un problema questo. Se non al primo tentativo, al secondo sicuro. Però gli ho suggerito di non farlo perché dopo non ci sarà alcun negoziato: questi ragazzi saranno disposti a fare tutto. Possiamo far fuori anche loro certo, ma ci saranno migliaia e migliaia di perdite civili. Di conseguenza, prima di far fuori serve pensare a quello che sarà domani. E' importante guardare oltre il proprio naso cosa può succedere


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