L'Era della Regressione e Il Boschetto di Satana

L'Era della Regressione e Il Boschetto di Satana

Manlio Amelio
Fratelli Chapman Scuola di Crocefissione

Vi faccio notare due cose, un unico e piccolissimo dettaglio, in questo capolavoro dei fratelli Chapman, in basso a Destra del Padreterno... c'é una bomba con Svastica... ah ah e come sempre la verità e la bellezza che esprime questa opera d'arte vengono censurate...

Continua da: Le crociate del diavolo condotte dalla spina rosa bianca – Telegraph

Il periodo di Quaresima, nel calendario cristiano, commemora i quaranta giorni e le notti di Gesù nel deserto, trascorse pregando e digiunando, e tentato per tre volte da Satana, prima di entrare a Gerusalemme per la crocifissione e successiva risurrezione...

Nel medioevo, prima dell'inizio della Quaresima, tutti i cibi e le bevande ricchi di grassi, dovevano essere smaltiti, e questo portava a festeggiamenti caotici, che coinvolgevano l'intera comunità. Tali feste, col tempo si sono evolute in Carnevali...

Burchard spiega dettagliatamente le feste di carnevale dal 487 al 1506...

C'è un gran numero di razze: razze di ebrei di età inferiore ai vent'anni, razze di anziani di età superiore ai cinquant'anni, razze di giovani dai venti ai trent'anni, razze di bambini sotto i quindici anni di età; corse di asini e bufali, corse di cavalli da bardo; corride, lanci di lance, carri di processioni civili e religiose in pompa magna...

Sotto Papa Paolo il Barbo (1464-1471), si disputava il Mons de Palio, che terminava, con una corsa sfrenata, di carrozze addobbate, in un'ecatombe di cavalli e persone...

Nel 500 al Testaccio, si tenevano i Giochi di Agone nella ultima domenica di Carnevale, e i partecipanti venivano scelti fra i giovani più prestanti, uno per rione, e le spese dei Giochi erano sostenute obbligatoriamente dalla università degli Ebrei...

Il venerdì davanti al corteo, venivano fatti sfilare, per le strade di Roma, tredici tori, che avevano sulle corna delle corone di fiori variopinti, accompagnati da inservienti con lunghi bastoni con dei ganci, per infilzare magnarecce regalie, che la gente offriva durante il passaggio del corteo...

Il giorno seguente, i tori così conciati e le offerte, venivano esposti in Piazza Navona.

La domenica, infine, la campana di Campidoglio (Patarina) coi suoi rintocchi, riuniva i Senatori e i Cittadini influenti, che su di un cavallo bianco, in abiti di gala e al suono delle trombe, venivano preceduti dal Gonfalone, e raggiungevano in corteo il Monte Testaccio, dove era già allestito l’Albero della Cuccagna con appesi salami, fiaschi di vino, caciotte e collane di salsicce per il vincitore della gara. Al via, scendevano precipitosamente dalla vetta del monte, molti carri infuriati e tirati ciascuno da due maiali bardati di rosso... Compito dei giovani prescelti era quello di fermare i maiali alla guida dei carri, ma ciò veniva ostacolato dal sopraggiungere dei tori, liberati dall’alto del monte, che eccitati da tutto quel rosso, giungevano addosso ai carri, ai maiali, e ai giocatori, il giuoco diventava cruento e molto pericoloso. Al termine di questo pandemonio indescrivibile si stemperava banchettando allegramente...

"Nissun rione mai potr'avantasse d'avecce, un monte come cià Testaccio, tutto fatto de Teste ossia de Cocci dell'anfore che un tempo se so'rotte. Ereno quelle piene de derrate che lungo er fiume venivano portate, e a Ripa Granne veniveno sbarcate p’èsse drento all'Emporio conzervate. Ma quante furono l'anfore scocciate? er conto vero nun ce l'ha nissuno! Un fatto è certo che all'immonnezzaro feniveno a 'gni sbarco un centinaro. E daje e daje er mucchio se ingrandiva, er montarozzo sempre su saliva, divenne un Monte e se chiamò Testaccio e fu l’arena pé quarche fattaccio. Ner medioevo come a sentinella, ce misero 'na croce arta e bella, e li cristiani 'gni anno in processione, ciannaveno a prega' pé devozzione, e fin d'allora quela croce antica, protegge Roma che j’è tanto amica." 

Scuola di Crocifissione

Nelle osterie, in un clima di costante allegria, venivano sfottuti con nomignoli curiosi e a doppio senso i macellari. Ne cito alcuni tra i più popolari: Cicerchione, Patalocco, Corpoliscio, er Lesto, Spagnoletto, Saltarello, er Diavolo, er Burino, Spartacone, er Santo.

I Brueghels, sia il Giovane, ma soprattutto suo padre, detto Il Vecchio, hanno saputo rappresentare artisticamente le Carnevalate precristiane meglio di chiunque altro...

Il geografo Abramo Ortelius, amico e collezionista di Bruegel, L'Ancien, scrisse di lui: “Egli ha saputo dipingere le cose che non si possono dipingere … in tutte le sue opere bisogna saper vedere sempre di più, oltre quello che è stato dipinto...”, indicando così un significato ulteriore da ricercare nelle sue tele... alle quali aggiungeva un umorismo extra tumultuoso alla transizione dell'esistenza umana...

Di questa opera d'arte ne esistono 5 versione, solo tre sono riconosciute come autentiche, ed una di queste, da alcuni, viene attribuita al Giovane Brueghel... La piazza di Anversa, in Belgio, è stata dipinta, con un'esplosione di dettagli sulle attività che si svolgono contemporaneamente e si scontrano grottescamente: il Martedì Grasso personificato dal Porco, e Frau Fasten la Signora Digiuno...

In primo piano nella presente immagine possiamo vedere proprio la lotta in cui il Porco Carnival - Lutero -, morto tredici anni prima che Bruegel il Vecchio dipingesse il quadro, veniva chiamato porcus Saxoniae, in quanto aveva abolito la Quaresima, ma non le festività del Carnevale...

Nella scena, agli elementi presenti sulla sinistra, se ne contrappongono specularmente altri sulla destra, di significato rovesciato, come in uno "specchio deforme"....

A sinistra, il Macellaio in camicia azzurra e calzamaglia rossa, colori dell'inganno e del peccato, cavalca un barile di birra rovesciato, tirato da due ragazzi festanti, e sul quale un coltello tiene conficcata una coscia di maiale, er burino, impugna per la battaglia uno spiedo, dove sono infilzati una testa di porco, polli, salsicce e un cotechino.

Pieter Brueghel, La Lotta tra Carnevale e Quaresima... (2 versione forse eseguita da Brueghel, Il Giovane...) in questa versione dentro la cassa di legno c'è un cadavere, mentre nel primo dipinto sotto c'è del fango o letame...

Il barile poggia su una slitta azzurra che è uguale alla barca che fa da insegna all'osteria “Al naviglio blu”, o “barca blu”; le barche dei folli venivano chiamate così, e davano il nome anche ad una confraternita, che metteva alla berlina i potenti... L'insegna allude al poemetto La Nave dei folli di Sébastian Brant, basato sulla tradizione, di isolare su delle imbarcazioni, coloro che venivano considerati pazzi, malati mentali o devianti... nell'arte, invece, la follia simboleggia la preveggenza e la cura. Ci sono, dietro al carro, anche, altri due uomini in maschera che spingono il porco. Uno è vestito di giallo, nel medioevo era il colore dei giullari e simboleggiava i traditori, i truffatori e i mentitori...

La veste gialla di Giuda che dà il bacio a Gesù nel capolavoro di Giotto...

Il Bacio di Giuda

Sempre a sinistra, da uno dei balconi dell'osteria si sporge un suonatore di cornamusa in atto di vomitare o sputare, e una coppia seminascosta è intenta ad amoreggiare; in strada si recita una farsa carnevalesca: “La sposa sudicia” un matrimonio tra zingari che rappresenta l'imbastardimento delle razze...

A destra, invece, un frate ed una monaca, trainano la carretta della Quaresima, rappresentata da una "donna" scheletrica e vecchia, con l'espressione malaticcia quasi cadaverica, che indossa un saio e si difende con una lunga pala da fornaio con due aringhe poggiate sopra, ha per copricapo un'arnia che con il miele rappresentano la chiesa e la natura infatti si avvicina la primavera... intorno ci sono come alimenti: un Bretzel e cialde salate, un cesto di cozze o ostriche, altre aringhe penitenziali... per musica, un fastidioso rantolo secco di raganelle fatte di legno e agitate da bambini e adulti; al frastuono delle rocole, si aggiunge quello del tamburo suonato dal lato carnevale, tutta sta baraonda viene accompagnata da un rumore stridulo e lungo prodotto da un coltello e ad un paio di bicchieri usati dal giocoliere vestito in giallo...

Nella parte alta del dipinto, a destra, sfila una processione di Mezzaquaresima, lasciandosi alle spalle un falò di un fantoccio, che rappresenta la morte o il trapasso, ma anche la rinascita o il risveglio; il passaggio da una stagione all'altra... ricorda i roghi delle streghe e degli eretici... In questo caso rievoca la crocefissione di Gesù o l'inferno, visto che si trova posizionato in fondo alla scena, tutta l'opera è avvolta dalla magia, esotericamente rappresenta il passaggio tra due mondi... o la transizioni da un era ad un altra delle religione orientali ...

Le Combat è la sintesi del significato ultimo dell'esistenza umana... Infatti osservando il dipinto... entra nella piazza una processione di mendicanti lebbrosi, preceduti da un suonatore di cornamusa, mentre, accanto, dei ragazzi giocano intorno a un barile, rievocando in maniera burlesca l'episodio carolingio del “Re bevitore”, e dei due gemelli, Orsone e Valentino, erano entrambi figli di Belisante sorella del re di Francia... abbandonati neonati nella foresta dalla madre in fuga e ripudiata dal marito cioè l'imperatore di Costantinopoli. L'episodio narra in maniera allegorica i due gemelli, il primo Orsone, che era stato rapito da un'orsa che lo aveva allevato e trasformato in un essere peloso e selvaggio; mentre Valentino, era stato ritrovato dal re di Francia Pipino, che lo aveva allevato a corte e che poi sarebbe diventato l'imperatore Carlo Magno, detto il Grande... 

Vicino alle botti appoggiate all'osteria, s'è formato il corteo degli storpi, capitanati da un Cruepelen Bischop - arcivescovo degli storpi - indossa una corona di carta in testa, come un Papa, e un mantello con la coda di volpe segno dell'inganno...

Mai fidarsi di una volpe sulla radura e dell'ebreo mentre giura!

Al centro - come luogo di "passaggio" dal Carnevale alla Quaresima escono in processione o vi fanno ritorno donne e uomini austeri, mesti e curvi, che indossano lunghi mantelli scuri da penitenti. All’interno della chiesa un sacerdote, al confessionale, sta ascoltando e assolvendo un peccatore e le statue coperte denunciano già l'imminente settimana santa...

Gli sfidanti Carnevale e Quaresima sono indubbiamente i personaggi-tema, ma un altro enigmatico terzetto, voltato di spalle e quindi imperscrutabile nei volti, si pone come fulcro della rappresentazione, quasi perfettamente al centro del dipinto, insieme al pozzo (saggezza). L'uomo, sotto la veste bruna nasconde la gobba, e sorregge la donna col braccio e con la mano la sospinge. Sono scortati da un giullare, che regge una torcia. Lei porta dei cenci penitenziali e sotto le spalle le

Le Combat de Carnaval et Caresme

penzola una grande lanterna legata in vita, ma è spenta!.... Sono incamminati verso una direzione, sicuramente, si allontanano dalla ragione e dalla sapienza... In realtà, sono spaesati, e sembrano seguire, solo la luce della torcia portata dal giullare... che indossa i colori che raffigurano esempi di vita negativi: la carna e il materialismo egoistico il rosso; l'azzurro la falsità e l'inganno; il giallo il tradimento, che nel panorama simbolico di Bruegel è il Demonio in persona... La coppia è l'allegoria delle due Chiese, Luterana e Cattolica, che si contendono il Carnevale e la Quaresima, e rappresenta una cristianità che brancola nel bui0, condannata dai contrasti tra cattolicesimo e riforma protestante e ciò che Essa segue, non é lo spirito, ma la pazzia... La gobba dell'uomo é il simbolo del carico delle colpe e delle debolezze umane, che non avevano modo d'esser perdonate, avendo la Chiesa luterana tolto il sacramento della penitenza; mentre la lampada della donna, spenta e inutilizzata dietro le spalle, é simbolo di una cattolicità che, invece d'esser essa stessa luce del mondo, ha spento la lanterna, accontentandosi di seguire la luce di questo mondo color zibellino...

Questi due attori al centro della scena non sono i soli al seguito di un folle, entrambi i carri dei combattenti sono infatti guidati da matti e viziosi. Unica porzione di umanità non celata, nella fantasmagoria deformante e globale, sono i poverissimi mendicanti e gli storpi, che appaiono come figure reali, rappresentati senza caricature, ma solo dalla loro misera condizione, sono sparsi qua e là nell'indifferenza generale di tutti gli altri, neppure la coppia allegorica scorge la loro tragedia, eppure stanno passando accanto a loro... Fa eccezione a questa indifferenza totale una madre, in basso a destra, che riceve un'elemosina da un fedele appena uscito dalla chiesa, ma l'abito azzurro/giallo che indossa e la vistosa borsa rossa simboleggiano nell'arte la falsità e l'inganno, e l'atto caritatevole esibito davanti a tutti, ipocritamente, serve invece solo a lavarsi la propria coscienza... L'uomo accanto gli indica già un mendicante successivo per continuare questo rituale seriale...

Attorno a questi due carri allegorici, la folle festa del Carnevale e le devozioni penitenti della Quaresima, sono evocate in un vertiginoso e spettacolare delirio di dettagli e aneddoti comici, sia letterali che metaforici, rappresentanti la battaglia. Come spesso accade nelle opere dei Brueghels, le metà sinistra e destra dell'immagine sono costruite in modo diverso, con ciascun lato che intensifica l'effetto dell'altro. Tutto gioca sul binomio degli opposti: allegria/dolore, carne/pesce, Selvaggio/Nobile; chiesa/osteria, Orsone/Valentino; Catilina/Cicerone....

Contemporaneamente al centro della scena, si sviluppa una pantomima vivida e surreale dell'attività umana, fornendo una panoramica enciclopedica di tutte le usanze associate al periodo del Carnevale e della Quaresima. La composizione è magistrale nella sua organizzazione e nella forma del contenuto, con la sua prospettiva a volo d'uccello che ci consente di guardare dall'alto in basso la massa tentacolare di piccole figure sparse in modo nuovo e ingegnoso sullo spazio delle tela, mentre i gruppi dei personaggi e le loro relazioni, sono concepite sottilmente e ritmicamente...

Ai tempi di Brueghel, le torce accese alla luce del giorno simboleggiavano la follia, e sia Brueghel il Giovane che suo padre, usavano le torce in questo modo per illustrare il proverbio di... Portare la luce del giorno al sole.

Un'ulteriore prova della follia populista e del mondo turbolento del Carnevale si vede nella rappresentazione dei seguaci del Carnevale, una 'Rough-Petit-Music', cioè una "piccola musica ruvida"... viene riprodotta con una chitarrina e mentre una vecchia signora batte su di una brocca ricoperta di pelle per amplificare il suono, con un cucchiaio di legno. Due dei Mummers di Carnevale, indossano una collana di uova e un casco da cucina, mentre nell'angolo in basso a sinistra i giocatori d'azzardo giocano con dadi truccati...

A Sinistra , gli storpi che hanno la code di volpe segno del inganno e del tradimento, eseguono una danza grottesca per ottenere l'elemosina, mentre le loro disabilità corporee ricordano le disabilità spirituali di tutta l'umanità...

la lotta tra carnevale e quaresima

L'immagine nel suo complesso è una brillante dimostrazione della capacità unica dei Breughel di orchestrare caratteri e aneddoti acutamente osservati in composizioni originali di grande potere immaginativo. Il significato di è stato infinitamente discusso e interpretato. Ma piuttosto che proporre un messaggio didattico-moralistico, l'immagine è notevole per il suo trattamento imparziale sia della Quaresima che del Carnevale. Non c'è un vincitore ovvio in questa battaglia; Il Carnevale può essere turbolento, ma è l'affermazione della vita, proprio come la Quaresima, sebbene più cupa, mostra la compassione. L'opera è intrisa di spirito di indipendenza e imparzialità nei confronti dei fenomeni che illustra; Combinando senza sforzo religione, folklore e umanesimo, celebra e deride la vitalità e l'arguzia del popolo olandese.

Quello che sorprende di più è la beffarda qualità di un "manicomio a cielo aperto" che si trova nel presente in questo quadro, rispetto a tutte le altre opere conosciute...

 La meditazione sull’umanità di Bruegel è di carattere pessimistico, quasi riconducibile ad una visione Celiniana dove è presente la stessa minuziosa vena ironica e grottesca. L'allegoria che si trova nelle loro opere é messa in scena con una precisione lenticolare, priva di qualsiasi idealizzazione... Spesso ritrae gli istinti più bassi dell’uomo e in questo senso occorre citare un altro capolavoro, I sette peccati capitali...

L’uomo di Bruegel è una creatura goffa e viziosa, calata in un universo di paure, depravazione, deformazioni fisiche e morali, che sono riprodotte con occhio lucido, privo di compiacenze. Là, dove è presente l’uomo, c’è il malessere, il disordine, la confusione, l'odio...

Là, dove c’è il paesaggio, invece, impera la natura con la sua bellezza, che contrasta plasticamente con la bassezza degli individui...

L'unica figura che si salva dalle condanne dell’esistenza terrena e che spesso viene proposta nelle sue opere è quella del pastore: figura immobile, che interpreta l’ammonimento e la rassegnazione di fronte ai diluvi del mondo... -, per Celine erano le ballerine, e amava la natura e gli animali come il vecchio Bruegel ... -

La cristianità odierna, compresa la Chiesa di Roma, concepisce la Quaresima proprio come la concepiva Lutero a quei tempi: inutili sofferenze e sacrifici, permeati di passate credenze e di superstizione. È sufficiente la fede, le opere non contano: tutti hanno già acquisito la salvezza eterna attraverso il sacrificio del Salvatore, pertanto non é più necessario avere fede e spirito di sacrificio propri...

Bruegel dipinge La Bataille de Caresme et de Charnage, in maniera grottesca e caricaturale, realistica e simbolica, le debolezze e le fragilità umane, che la falsa misericordia, cioè il buonismo, priva dei principi evangelici e degli insegnamenti di Cristo, e che la chiesa non li considera più peccati in quanto tali, ma li ha tramutati in limiti della natura umana da permettere e divulgare, così da farli evolvere in pseudo valori... Le evidenti confusionali tesi, antilogiche e anti-cristiche, che circolano, come non mai, nella Chiesa attuale, dimostrano la rinuncia alla Fede e allo Spirito, e accettano il credo del verbo di Satana e lo predicano...

I fratelli Chapman... L'estetica del bestemmiatore... (sopra la clavicola destra del fantoccio c'è una bomba)

I Fratelli Chapman Jake e Dinos hanno creato un capolavoro dalla Scuola di Crocifissione di Brueghel, l'avevano rielaborato, sostenendo che "aggiungendo il nostro tocco a quello di Brueghel il Giovane", "creammo un legame diretto con il passato, e non solo una rappresentazione di esso... Così facendo innalzammo un ponte che riconfigurava la storia di Gesù tra il passato e il presente ricollegando il rapporto dell'uomo con entrambi..."

To be Continua in...

By Manlio Amelio in Exquisite Cadavre avec... Il Boschetto di Satana e l'Esercito dei Morti...

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