La gioia del dare
Interviste e storie di vita > Di fronte alle prove
Sono cresciuto con 3 sorelle, e mia madre era nella verità. Ricordo quando seduti sul divano parlavamo di cose spirituali con mia madre. Lei ci ha insegnato ad apprezzare il valore di qualsiasi incarico avevamo, a vederlo come qualcosa di veramente speciale. Il servizio di pioniere era la mia vita. La Scuola di Galaad per me era un modo di dare agli altri, di essere molto impegnati nel servizio. Ho pregato Geova e gli ho detto: “Vorrei tanto andare a Galaad, ma se possibile non è che potrei avere anche una moglie?” Ho pensato: “Ragazzi, forse chiedo troppo!” Comunque alla fine Geova me l’ha data. Sono andato a Galaad. Nella mia stessa classe c’era questa sorella, Lois. Era la sorella più carina e più spirituale che avessi mai visto. Non ci potevo proprio credere! Ci siamo piaciuti e una settimana dopo Galaad ci siamo sposati. Andare a vivere come sposini novelli in una casa missionaria insieme ad altre 7 persone era un bel problema. Ma devo dire che non ci ha disturbato più di tanto, noi ci sentivamo comunque in luna di miele. In Colombia predicare era meraviglioso. Ci piaceva tantissimo. Era la vita che avevamo sempre sognato. Lois era davvero un’insegnante straordinaria. Mi piaceva tanto andare in servizio con lei, era una compagna d’opera perfetta. La Colombia comunque era un posto pericoloso. La situazione era così critica che a volte quando uscivamo di casa la mattina per andare in servizio ci dicevamo: “Se oggi ci succede qualcosa, ci rivedremo nel nuovo mondo”. La Colombia era diventata la nostra casa. Mentre svolgevamo i nostri incarichi l’abbiamo girata in lungo e in largo. Eravamo lì da più di 20 anni, quando ci siamo resi conto che la mamma di Lois aveva bisogno delle nostre cure. Questo ovviamente significava lasciare la Colombia. Mi ha spezzato veramente il cuore andare via dalla Colombia. Sentivo che stavo lasciando i tanti privilegi che mi erano stati affidati e anche l’incarico che amavo. Negli Stati Uniti eravamo ben coordinati. Lavoravamo come una squadra. Lois era molto organizzata. Vedevo che riusciva a gestire al meglio ogni situazione. Aiutare la madre le dava veramente una profonda soddisfazione. Per Lois aiutare gli altri era un modo di vivere. Non hanno importanza né i privilegi di servizio né le responsabilità che abbiamo. Possiamo essere veramente felici solo quando diamo agli altri. Alla fine anche Lois si è ammalata. Lois non si è mai lamentata o commiserata per la sua malattia. Si interessava sempre degli altri e cercava il modo di aiutarli, anche quando stava molto male. Adesso che Lois non è più con me, io ripenso spesso al suo esempio e questo mi dà la forza per andare avanti. Oggi servo alla filiale dell’America Centrale e sono circondato da tanti fratelli che mi vogliono bene. Quando ho dovuto affrontare la perdita della mia amata moglie, ho deciso di esserci per quelli che vivono situazioni simili e di incoraggiarli sempre, di essere sempre lì per loro. A volte semplicemente mi siedo con loro per bere un caffè. Riuscire a mettermi nei panni degli altri, a mostrare interesse e a incoraggiarli mi dà grandissima gioia. Questa è una delle cose che mi aiuta di più a perseverare di fronte alle prove.